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Caccia all’uomo sul Lungotevere.

Sono le 11 del mattino a Roma, sono in ufficio a preparare le trattative per il rinnovo del Contratto Nazionale e per fare il punto sulle vertenze aperte nel paese decise per evitare che avanzino riorganizzazioni ingiustificate finalizzate ad espellere lavoratori dalle fabbriche.

Da mezz’ora sento il rumore degli elicotteri che volano a bassa quota e le sirene delle forze dell’ordine che “strillano” in modo ossessionante, mi affaccio alla finestra che da sul lungo-tevere e sulla sponda opposta vedo poliziotti in stato antisommossa che danno la caccia a persone che stanno “scappando” lungo le rive del Tevere.

E’ iniziato il G8!

Mi tornano alla mente le parole del Presidente della Repubblica che raccomandava di abbassare i toni, ma chi governa ha deciso di fare il “duro”: gli arresti preventivi di ieri ci riportano agli anni bui del fascismo dove in occasioni di manifestazioni pubbliche si arrestavano preventivamente gli oppositori, le università occupate rappresentano la naturale conseguenza di un atto civilmente insostenibile.

Torna alla mente Genova!

Sento la provocazione inaccettabile di chi sostiene che associazionismo, no-global, vuol dire terrorismo e delinquenza, di chi associa il comitato 3,32 dell’Aquila a pericolosi e facinorosi estremisti che vogliono mettere a ferro e fuoco il paese, di chi vende l’immagine dei centri sociali come sedi nelle quali si cerca di rilanciare la lotta armata.

No, non difendo i black block e li considero un “cancro” da sconfiggere, ma questo paese dovrà prima o poi domandarsi perché tutto questo accade.

Perché  non si da la randellata preventiva a personaggi come la Brambilla che sbandiera impunemente il saluto fascista in una manifestazione pubblica, perché non si da una randellata preventiva all’on. Salvini (eurodeputato) che fa la voce solista nel coro contro i “napoletani sporchi e colerosi”, perché non si da una randellata preventiva alle “ronde nere” o ai Blue Berets che alimentano xenofobia, razzismo e nazismo, perché non si da una randellata preventiva a chi schiavizza e perseguita l’immigrato o il diverso, perché non si da una randellata preventiva a chi fa “l’utilizzatore finale”; perché?

Gli elicotteri continuano a girare a bassa quota e sulle rive del Tevere continua la “caccia” all’uomo, a Viareggio ci sono i funerali di stato per le vittime del disastro della stazione, nei cantieri si continua a morire, nelle fabbriche si licenzia, nelle strade continua la caccia al diverso, a l’Aquila il campo della guardia di finanza è pronto ed il G8 inizierà, magari con un il simbolo delle corna dietro alla testa di qualche presidente o di un cu-cù alla Merkel con il quale fare “sorridere” il nostro paese.

Forse è meglio smettere di compatirlo questo buffone ed è ora di svegliarsi! 
 

Antonio Mattioli

Segretario Nazionale Flai Cgil 

Roma, 7 Luglio 2009

 

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