♪...and happy new year...♫

Il buongiorno si vede dal mattino, si dice. E che stesse per cominciare un anno difficile lo si vide proprio da quei primi giorni del 2010: il 13 gennaio si abbattè su Haiti un terremoto catastrofico, con centinaia di morti, a cui nel corso dell’anno si sono aggiunti tifoni, dissesti idrogeologici, inondazioni e perfino una terribile epidemia di colera.
Ma il terremoto ad Haiti non era che l’inizio di un anno spaventoso da un punto di vista ecologico per tutto il pianeta. A distanza di pochi giorni, infatti, nel mese di aprile si sono succeduti due eventi epocali: lo scoppio della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della PB nel Golfo del Messico, che ha sversato nell’oceano una marea nera di milioni di barili di petrolio (106 giorni ci sono voluti per chiudere la falla aperta dallo scoppio!!) e l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull che ha riempito di cenere il cielo di mezza Europa, interrompendo per settimane i voli aerei. Insomma non eravamo che al primo quadrimestre dell’anno e già il mondo intero era nei guai con la natura. E non parliamo poi dell’Italia, che nel corso dell’anno ha visto allagamenti, smottamenti e frane dal Veneto alla Sicilia.

E la protezione civile, ci si chiederà, dove diamine era? Impegnata in altri problemi.
La primavera si annuncia infatti piena di scandali che la vedono coinvolta: viene fuori la cricca di Anemone, la nuova P3 e gli appalti del G8 della Maddalena. Dentro ci sono tutti gli amici e i sodali del cavaliere: da Verdini a Scajola, costretto a dimettersi, a Bertolaso. Appalti, soldi, escort: un giro di corruzione di proporzioni spaventose. Eppure alle elezioni regionali la destra continua a vincere, sia pure in modo a volte poco chiaro e di stretta misura.
Ma aprile ha visto anche l’inizio di uno scontro fra Berlusconi e Fini, che è andato crescendo sino a diventare una vera e propria scissione. E Fini ne ha pagato il fio, martellato ogni giorno per tutta l’estate dai giornali di Berlusconi sulla vicenda della casa di Montecarlo, che qui non vogliamo nemmeno riassumere per sommi capi, tanto ne siamo ancora nauseati e stufi.
A giugno i mondiali in Sud Africa ci bocciano e ci rimandano a casa con le pive nel sacco: non ce ne va bene una, manco nel calcio! Mondo del resto funestato dalla morte di giornalisti sportivi come Maurizio Mosca e Tonino Carino e da quella di un grande allenatore come Enzo Bearzot.
Ad agosto arriva Gheddafi e il cavaliere gli fa trovare una tenda e tante giovani aspiranti Urì.
La chiesa è scossa ancora una volta dallo scandalo dei preti pedofili: un effetto domino che non accenna a diminuire di intensità.
Il mondo politico è in subbuglio: gli scandali si susseguono, coinvolgono e travolgono gran parte dei collaboratori del cavaliere. L’apice si raggiunge con lo scandalo di Ruby rubacuori, la ragazzetta minorenne marocchina che il cavaliere farà passare per nipote di Moubarak, per sottrarla alla questura di Milano. Sembra che il fango che invade le campagne venete e di mezza Italia sia perfino meno di quello che sta travolgendo il premier. Eppure lui ancora resiste, si sottrae alle domande, mente, attacca, dice stupidaggini contro i gay e non si capisce come faccia a restare ancora sulla sua poltrona.
Intanto su Wikileaks vengono pubblicati dei documenti in cui il disprezzo dei diplomatici americani per il nostro governo appare in tutta la sua umiliante evidenza.
Il PdL sembra disgregarsi piano piano: una mozione di sfiducia viene depositata dal FLi contro Berlusconi, ma invece di venire votata subito, stupidamente, incautamente, si lasciano dieci giorni di tempo al cavaliere perché ci rifletta sopra e dia le dimissioni invece che sottoporsi al voto. Tempo che lui impiega invece in una campagna acquisti volta ad assicurarsi i voti che gli mancano. Di gente in vendita in questo parlamento ce n’è in abbondanza e per il rotto della cuffia il cavaliere se la scappotta un’altra volta. Nel frattempo la ministra Carfagna minaccia le dimissioni dal partito, da ministro e dal parlamento contro Cosentino e il problema dei rifiuti in Campania.
Miracolosamente la crisi etica della ministra da calendario rientra. Che prodigi accadono in questo governo! Ma non quello di far sparire la spazzatura, che, nascosta dal cavaliere sotto il tappeto, è tornata in bella vista e riempie di nuovo le strade di Napoli.
Appena risolto il caso Carfagna, se ne apre un altro: adesso però è la volta della ministra Prestigiacomo a minacciare di andarsene, dopo uno scontro con Cicchitto. Parla di problemi e di fratture dentro il PdL, mentre il premier invece continua a raccontare la frottola che tutto va ben madama la marchesa e che avrà un’abbondante maggioranza anche alla camera, perché tanti vogliono tornare con lui, il più amato dagli italiani. Ma ci crederà davvero qualcuno alle scemenze che dice? Mah....
E comunque il problema dei ministri traballanti mica è finito, alla faccia del tutto va ben: Bondi sta per essere travolto dallo scandalo familista dei soldi dati al figlio della sua compagna e al suo ex marito, ma soprattutto per i crolli a Pompei e per il lassismo inetto con cui ha gestito il suo minstero. Per questo viene depositata contro di lui una mozione di sfiducia, che non sappiamo ancora come andrà a finire e se lui si dimetterà prima che sia votata, o fiderà nel tutto va ben di Berlusconi.
Forse è l’unico a crederci, perchè nemmeno Bossi è convinto che tutto vada bene e lo dice apertamente, sbertucciando le gradassate del cavaliere. E Calderoli aggiunge altra legna al fuoco, dicendo senza problemi che loro della Lega restano al governo fino a portare a casa la riforma federalista, ma poi vogliono andare alle urne. Ed è ovvio il perché: se ci riuscissero sarebbero premiati dal loro elettorato e potrebbero mollare al suo destino un alleato che è diventato imbarazzante e indifendibile.
Intanto i tagli indiscriminati in ogni settore, la riforma Gelmini, demenziale strumento per distruggere la scuola, l’Università e la cultura ( che - come dice quel pensatore di Tremonti - non si mangia), fanno scendere in piazza studenti e cittadini. Gasparri propone allora l’arresto preventivo degli studenti, chiamati perfino assassini. Ormai questa gente vomita insulti e parole abnormi in continuazione, in un delirio verbale da manicomio. Ma soprattutto instaurano un clima teso di odio e di provocazione, che non è solo pericoloso e antidemocratico ma è proprio squadristico, fascista, e ha ripreso spazi e vigore in modo davvero preoccupante.
E siamo arrivati a questi ultimi giorni di dicembre. E a proposito di clima antidemocratico, di libertà lese e di azioni preventive di stampo squadrista: il 28 dicembre una delegazione del Movimento dei pastori sardi sbarca a Civitavecchia per manifestare, a Roma, davanti al ministero all’agricoltura – quello stesso che ha favorito ( ma và?!) i lombardi morosi delle quote latte – e far conoscere al mondo la loro tragedia, vissuta in solitudine e ignorata dai più. Ma non riusciranno mai ad arrivare a Roma: vengono fermati a Civitavecchia, gli sequestrano i 5 pullman e non consentono loro di prendere il treno. Li picchiano e li rimandano nella loro isola: w la democrazia e il diritto a manifestare il dissenso, sancito dalla nostra Costituzione. Il che costituisce un precedente molto molto pericoloso!
Intanto il premier continua a minacciare i pm, che secondo lui vanno indagati come sovversivi e forse curati come pazzi, e auspica una riforma della giustizia che li imbavagli. Inoltre assicura che verranno dati più poteri al presidente del consiglio, che sarà fra l’altro super protetto dallo scudo di immunità, come ci fa intendere l’orientamento ad accettare il legittimo impedimento della corte costituzionale.
La sinistra intanto rifà il vecchio numero dei soliti capponi di Renzo, spaccandosi rissosamente su tutto e lasciando così a Berlusconi di fare come gli pare. Intanto si sfascia anche il fronte sindacale, che svende la libertà degli operai di Pomigliano per un piatto di lenticchie: parlano del nuovo contratto di Marchionne – fatto fuori da Confindustria!- come fosse chissà che vittoria, magnificano un aumento annuo in busta paga di circa 300 euro. Lordi. Nessuno dice che stiamo parlando di meno di un euro al giorno e che per questo miserabile pugnetto di ramini, i lavoratori stanno svendendo le conquiste sindacali di mezzo secolo di lotte.
Proprio una bella e grande vittoria! Peccato che con quei centesimi stai rinunciando a manifestare il tuo dissenso, hai meno ferie, più ore di lavoro e meno garanzie sindacali. Ma che cavolo di sindacato è quello che accetta una sconfitta come questa? Meno male che la FIOM non ci sta!
Ma ha nemici anche in casa: cosa dice infatti Fassino ( stiamo parlando di quello che ha rivalutato Craxi e detto di Berlinguer che è morto in tempo per non vedere la propria sconfitta)? Che lui se fosse un operaio FIAT quell’accordo lo firmerebbe. E’ del tutto ovvio che Fassino se mai diventerà sindaco di Torino non lo dovrà ai voti della sinistra, questo è certo.
Ma della stessa opinione è anche D’Alema. Un altro vero compagno!! Ha ragione Renzi: certa gente va rottamata. E in fretta anche. Ha già fatto abbastanza danni.
Arriviamo insomma a questo Capodanno pestati e intristiti non tanto dai disastri combinati dalla destra, quanto dalla disordinata e complice assenza della sinistra. Come diceva Martin Luther King “Non temo le parole dei violenti, ma il silenzio dei giusti ”.
E comunque gli uni e gli altri non ci hanno lasciato niente in cui sperare. Non ci lasciano neppure panem et circenses, il contentino al popolo, come vuole la tradizione di qualsiasi dittatura. Il pane infatti non l’abbiamo: e non è dovuto solo al fatto che è arrivato a oltre 3 euro il kg, ma anche perchè la gente non ha più il lavoro. Quanto ai divertimenti: con i tagli agli enti lirici e al cinema, insomma a tutto quello che ci faceva grandi, conosciuti, apprezzati, non abbiamo più nemmeno un po’ di evasione, di respiro.
Non dovranno più preoccuparsene troppi attori, registi e protagonisti del mondo dello spettacolo, del cinema, del teatro e della TV, che purtroppo in quest’anno ci hanno lasciato: dalla coppia Vianello-Mondaini, a Lauretta Masiero, Lelio Luttazzi, Peter Van Wood, Giulietta Simionato, Roberto Pregadio, Nicola Arigliano, Tiberio Murgia, Pietro Taricone, Renato De Carmine, Raoul Grassilli, Aldo Giuffrè, Carla Del Poggio, Furio Scarpelli ( di Age& Scarpelli, autori teatrali straordinari), la sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico, Luigi Squarzina, Alfredo Bini, Dino De Laurentiis e Mario Monicelli. Un’ecatombe.
E comunque quelli allo spettacolo e alla cultura non sono tagli dovuti solo al poco danaro, fanno parte proprio di un disegno preciso: il cavaliere vuole lo scontro. Alza il tiro: a lui e ai suoi più che mediocri collaboratori, non basta più un paese fatto a loro immagine e somiglianza: gretto, ignorante, colluso, manovrabile, asservito alla chiesa: vogliono imporre anche il silenzio agli intellettuali, di qualsiasi tipo. Perché la cultura in Italia è patrimonio della sinistra, così come gli intellettuali. E per questo il cavaliere e i suoi cercano lo scontro di piazza, per avere un alibi, una scusa e mano libera, poi, in un secondo momento, nella repressione di ogni libertà e ogni diritto al dissenso, facendo ricadere eventuali colpe di disordini o peggio di fatti di sangue e terroristici sulla “ solita violenza di sinistra”. E la sinistra in parlamento sta lì a fare i distinguo, a scusarsi degli infiltrati nei cortei ( chissà mandati da chi!!) e non ricorda al paese le stragi fasciste rimaste impunite!! Questa sinistra stupida e inetta, che subisce cretinamente, stolidamente, senza rispondere mai per le rime. Questa sinistra demente che non riconosce lo stesso schema applicato in continuazione, senza alcuna variante o fantasia, da piazza Fontana in poi!! Ah, poterli svegliare, prendendoli a frustate! Ma sono solo stupidi e inetti o sono anche complici? Questo è il dubbio che ormai ci assale, ci attanaglia e ci avvelena.
Quando vediamo le manovre di Belpietro che parla di attentati a Fini per far ricadere le colpe su Berlusconi, devono venirci i brividi e ci dobbiamo chiedere subito cosa stanno tramando davvero questi golpisti della destra. E Belpietro di finti attentati se ne intende.
La verità è che non ce ne libereremo mai, non se ne andranno mai, nemmeno se perdessero se ne andrebbero. Lo ha detto chiaramente Berlusconi prima della sfiducia. Figurati adesso!
Ormai sono al di là di tutto e in un tale delirio di onnipotenza che per loro il cittadino non serve più nemmeno per votare.
Adesso dovremmo stare con gli occhi spalancati, attenti ad ogni minimo dettaglio, a ogni mezza parola, a ogni segnale per quanto minimo... e invece eccoli lì i nostri rappresentanti, così tronfi e gonfi di sé, così viziati dalla loro vita da polli di stia di lusso, da non vedere niente, da non capire nulla. E del resto non si accorgerebbero di un golpe nemmeno se ci capitassero in mezzo e li prendessero a fucilate.
Insomma, è stato un anno difficile e duro, pieno di delusioni e di grosse tragedie, di fermenti, di rabbia e di frustrazioni, che si chiude con la generale, corale riprovazione per la mancata estradizione del terrorista Cesare Battisti dal Brasile.
Senza entrare in questa vicenda, è però legittimo chiedersi perché nessuno ha mai chiesto con la stessa determinazione l’estradizione dal Giappone del terrorista nero Delfo Zorzi, accusato della strage di piazza della Loggia a Brescia, e di altre stragi fasciste? Perché nessuno della sinistra l’ha chiesta?? Perché lui è stato lasciato a vivere nel lusso in Giappone, senza che nessuno si occupasse della frustrazione e del dolore delle sue vittime??
Così si chiude il 2010, con le solite vecchie domande che non hanno mai risposta.
Cosa possiamo aspettarci dunque dal nuovo anno, se da un anno all’altro ci trasciniamo dietro sempre i soliti vecchi problemi?
Forse dovremmo smettere di sperare: sta cominciando a diventare un esercizio ottimistico stupido e doloroso.
Qualcuno ha detto infatti che sperare è un modo per prolungare l’angoscia. Comincio a credere che sia vero.
Ps. Dimenticavo: Buon Anno, per quello che vale...



















