A PROPOSITO DELLE DECISIONI DEL GOVERNO SULLA MANOVRA FINANZIARIA

NOI PENSIAMO CHE sia sempre più ampio, ingiustificabile e contrario all’etica il divario tra chi ha troppo e chi ha troppo poco. E’ inevitabile che si generino pericolose tensioni sociali. Riteniamo che i provvedimenti proposti dal Governo siano del tutto inadeguati a risolvere i problemi di lavoro, di sopravvivenza dignitosa, di vita dei cittadini. Siamo “indignadas ed indignados”!
Perciò sinteticamente e per sommi capi, esprimiamo le nostre riflessioni su quanto occorrerà fare per riportare sotto controllo i conti dello Stato , creare posti di lavoro, contrastare la criminalità organizzata, avviare un cambiamento che porti all’etica sociale del rispetto e della responsabilità.
E’ necessario allora:
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Cambiare i rapporti con lo Stato Vaticano cioè, applicando il “Dare a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio quello che è di Dio”, richiedere che
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Paghi le tasse sulle attività commerciali ed economiche e l’ICI sugli immobili a destinazione commerciale . Parliamo di bar, alberghi, negozi, librerie, appartamenti, strutture sportive, sanitarie, etc. etc.
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Paghi gli insegnanti di religione, anche perché non sono stati assunti per pubblico concorso e comunque non insegnano una materia, ma un oggetto di fede. Dovrebbero essere in primis i cattolici a rivendicare il diritto di provvedere da sé al proprio culto ed essere almeno in forte imbarazzo a far gravare sulle spalle di cittadini laici o di altre religioni le spese relative al loro culto.
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I viaggi, le spese di rappresentanza, gli sfarzi del Papa sono sotto gli occhi di tutti, anche di chi muore di fame : siano pagati dal Vaticano
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Il contributo per chi frequenta le scuole private sia non superiore al 30% di quanto costa allo Stato un allievo della Scuola Pubblica e solo se il reddito famigliare è inferiore ai 36.500E. lordi
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Lo Stato devolva l’8 per 1000 che gli viene devoluto dai cittadini, anziché alla Chiesa, ai Comuni , per finalità sociali : asili nido, case di riposo, cultura, assistenza, sanità, etc. Finora infatti capita che, se noi cittadini devolviamo allo Stato l’8x1000, questa somma viene impiegata per spese militari e la quota non spesa viene divisa tra i destinatari dell’8x1000 in modo proporzionale a quanto già ricevuto. Col risultato che anche chi non vuole devolvere alla Chiesa, ma allo Stato, per avvantaggiare tutti i cittadini, si trova invece giocoforza a dare anche il proprio denaro alla Chiesa, che è già il soggetto che ne trae maggior vantaggio.
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Tutte le pensioni superiori ai 100.000 E. annui, gli stipendi superiori ai 10.000 E./mese abbiano la cifra che eccede congelata senza interessi per un anno e si crei con questa riserva un fondo per l’occupazione delle donne e dei giovani e di chi versa in condizioni di precarietà lavorativa. Si eviterà così di dare l’assalto al TFR ed alle pensioni di chi ha lavorato una vita intera, senza poter risparmiare né la propria salute, né il proprio denaro, divorato dall’esosità di un Governo “cannibale” verso i meno abbienti.
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La si smetta con la farsa dell’innalzamento dell’età pensionabile, che è solo un modo per disattendere gli impegni assunti con i lavoratori, cui sono stati e sono prelevati pesanti contributi.
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E così pure con la storia del lavoro delle donne, prima penalizzate per la inadeguatezza delle strutture di supporto alla maternità, poi sfruttate per ovviare alle carenze dello Stato Sociale nei confronti di disabili ed anziani, non garantite da criteri di rispetto della professionalità nel lavoro e nelle carriere, prive della parità retributiva, con pensioni che rappresentano il 75% del valore delle pensioni maschili. Ed oggi si vuole ulteriormente ridurre l’importo delle pensioni di reversibilità, disconoscendo così anche quanto ogni donna ha dovuto portare sulle spalle per consentire il lavoro maschile.
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Si potrà provvedere all’innalzamento obbligatorio dell’età pensionabile per le donne solo quando e se saranno raggiunti i livelli di parità retributiva e di protezione sociale, come già si sarebbe dovuto fare per legge dal 1975.
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Si vendano i beni confiscati alla criminalità organizzata ed ai grandi evasori o si mettano a disposizione di Comuni, Consorzi Socio-Assistenziali, Consultori familiari, Onlus.
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Si provveda alla revisione della barbarie del nostro sistema carcerario, e dei Centri di detenzione temporanea, veri sequestri di persona, di cui ci vergogniamo di fronte al mondo, offesa ai Diritti Civili ed alla Costituzione, su cui pure ogni Parlamentare ha giurato.
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Si ponga fine all’altra ignominia, quella dei bambini in carcere fino ai tre anni con le madri e si creino strutture di accoglienza , utilizzando il braccialetto elettronico per il controllo delle donne condannate o in attesa di processo.
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Si consenta l’uso delle auto blu a spese dello Stato solo alle 5 cariche più elevate, e si affittino le restanti a prezzo di mercato, devolvendo gli utili per il funzionamento della Giustizia: Tribunali, fondi per il reinserimento sociale dei detenuti.
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Si paghino i Parlamentari in base alle ore di presenza reale, come avviene per tutti gli altri lavoratori, per evitare che la dedizione alla politica sia solo un business e non un servizio al Paese. Sia immediatamente allontanato in via definitiva dai pubblici incarichi il Parlamentare che vota per un altro, truffando spudoratamente noi cittadini, che - non dimentichiamolo – siamo i suoi datori di lavoro
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Si eliminino i benefit ai Parlamentari ed ex (altro che le baby pensioni!) : siamo cittadini stufi di assistere alla dilapidazione dello Stato da parte dei Partiti, come della criminalità organizzata e delle varie cosche, cordate, correnti, che si spartiscono il potere senza alcun senso della decenza.
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Si faccia finire l’epoca delle liquidazioni d’oro ed il pagamento di consulenze del tutto spropositate e si esiga invece il pagamento dei danni arrecati allo Stato da personaggi che o per inettitudine o per distorsione dall’etica hanno creato danni al pubblico patrimonio (v. FF.SS., Alitalia, Protezione Civile, RAI, Sanità etc.)
Ma, come fanno le mosche torpide che col loro volo pesante e rapido finiscono per cascare nel piatto, così sembra fare il Governo : finisce sempre col cadere sulle pensioni, fregando così i tantissimi cittadini che hanno meno e lasciando indisturbati quelli, meno numerosi, che hanno molto di più. E vai con l’attacco alle pensioni di reversibilità! Tanto i morti che hanno pagato non protestano ed i vivi non hanno voce!
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Si rispetti la Costituzione e non si impieghi l’esercito per compiti di ordine interno. Non si crei un Ente a sé con compiti di gestione separata delle spese militari, premessa per situazioni tipo “golpe”, già visti purtroppo e sempre molto rischiosi per il sistema democratico.
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Si ponga seriamente uno stop alla guerra ed alle spese militari, che oltre al prezzo in vite umane, costituisce uno spreco enorme di risorse. Riteniamo immorale e disumano partecipare alle guerre col pretesto di esportare un modello di civiltà, per potere invece avere titolo nel saccheggiare le ricchezze di altri Paesi, uccidere la popolazione, ricostruire quanto demolito e decidere i regimi di governo.
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Si celebrino le Feste Civili, per coltivare il senso dello Stato e l’identità laica e civile, per consentire ai giovani di vedere rispettati i valori della Resistenza, del Lavoro, della Istituzione Repubblicana.
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Si ponga attenzione seria ai problemi della salute e della sicurezza sul lavoro, nel rispetto delle persone che vi si dedicano, investendo capitali in questo ambito anziché finanziare anche magari la criminalità organizzata con le “grandi opere”
Questi spunti , sono tanti, importanti . Desideriamo offrire una possibilità di riflessione sulla politica responsabile da parte nostra, di noi che siamo la gente, cittadini che non hanno più voglia di tollerare oltre, ma capaci di risposte democratiche e di aggregazione civile.
E vogliamo porre una domanda: perché le decisioni politiche sono assunte ad Arcore, anziché nei luoghi istituzionalmente preposti? Ci pare che questo sia un pessimo segnale per la democrazia, dove si rischia che il “privato” prevalga sul “pubblico” e dove non esiste più alcun controllo democratico né viene riconosciuta la necessità di salvaguardare, anche nelle forme, il senso dello Stato come casa comune degli italiani.


















