A proposito di stranieri…

Ci è piaciuto l’appello vibrante e accorato del Presidente Napolitano: “Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza per i bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negare questo diritto è un'autentica follia, un'assurdità. I bambini hanno questa aspirazione”. Così ha detto, sottolineando che una più adeguata normativa sullo ius soli consentirebbe oltre tutto di far fronte al progressivo invecchiamento della popolazione. E’ una cosa ovvia, un atto dovuto, un diritto acquisito che deve solo essere riconosciuto: questi ragazzi nati in Italia, cresciuti coi nostri figli, che parlano non solo l’Italiano, ma anche i diversi dialetti dei luoghi dove sono nati, che studiano la nostra storia, che si sentono italiani, hanno diritto di avere la cittadinanza, come tutti coloro che sono nati in questo paese.
Le parole del presidente sono state accolte con compiacimento e con vasta condivisione da quasi tutte le forze politiche: perfino gran parte del PdL è d’accordo, l’unica forza politica che si è scatenata contro questo appello, anche usando parole grosse, è la Lega.
E’ inutile: non capiremo mai quale sia la logica – se c’è – che guida i leghisti. Ora, hanno sputato sull’Italia, sul nostro inno, sulle nostre istituzioni, hanno detto che avrebbero usato il tricolore come carta igienica, hanno inneggiato alla secessione anche armata, e allora: che caspita gliene importa se i figli degli immigrati prenderanno la cittadinanza italiana, visto che loro si definiscono padani e non italiani??? Come può riguardarli questo fatto? In realtà loro sono più stranieri dei figli degli immigrati! A loro dovrebbe essere tolta la cittadinanza e dovrebbero essere sanzionati per vilipendio alla bandiera e allo Stato!
Ma che la logica non sia il loro forte è abbondantemente noto: non si capisce infatti come possano aver scelto come loro inno l’aria del Nabucco di Verdi “Va pensiero”, visto che la cantano gli Ebrei tenuti prigionieri dai Babilonesi, dopo la caduta di Gerusalemme, nel 587 a.C. Le parole del testo, la stessa idea dell’aria, furono suggerite dal Salmo 137 (1,2) che dice “ Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre. “.Ma c’è anche di più! Infatti quando Verdi scrisse il “Va pensiero” eravamo nel pieno del nostro Risorgimento e dietro all’immagine degli Ebrei schiavi in catene che piangono la propria patria, si nascondono guarda caso proprio i Lombardo-Veneti, schiavi sotto l’impero austro-ungarico e desiderosi di divenire italiani. Dunque: dov’è la logica di questa scelta??
Ma tutta la propaganda della Lega è infarcita di sciocchezze e di cose orecchiate e mal digerite, di cascami di subcultura, di luoghi comuni stupidi e insensati e insomma di disinformazione a 360 gradi. Faccio un esempio: vi ricordate l’alzata di scudi della Lega ( ma anche del PdL) quando Saviano parlò della criminalità organizzata di stampo mafioso in Lombardia? Urlavano che erano tutte menzogne, che non c’era nessuna organizzazione mafiosa criminale in Lombardia e che Saviano si era inventato tutto. Maroni pretese perfino di rispondergli a Vieni via con me. Ora non possono più negare lo strapotere di quella organizzazione, che nella regione ha messo radici, cercato agganci e - soprattutto - fatto affari, dopo la condanna 6 giorni fa di ben 110 tra boss e semplici manovali della malavita organizzata, nel tribunale di Milano.
E non vogliamo ritornare sulla buffonata di un Alberto da Giussano che forse non è mai esistito, ma che sicuramente non c’era alla battaglia di Legnano: ci siamo già soffermati a lungo in altri articoli, anche se è sempre bene rinfrescare la labile memoria degli italiani. Così come è giusto ribadire ancora una volta ( e lo faremo sempre!) che la Lega è un partitino locale ( Lombardia, Veneto e Piemonte) che a livello nazionale si aggira intorno all’8 % e che nel 70% delle altre regioni italiane non è nemmeno presente! Se non fosse stato che Berlusconi viveva sotto il loro ricatto, sarebbero rimasti chiusi nei loro raduni a vestirsi in maschera con gli elmi cornuti, che per altro non si capisce da dove vengano, ma certamente non dai copricapi dei soldati dei comuni lombardi contro il Barbarossa.
E infatti li hanno pescati da un’altra idea fantastica: quella della propria appartenenza al popolo dei Celti, ignorando che sono scomparsi dal I secolo a.C., perché romanizzati da Giulio Cesare. Quale sia il collegamento fra i Celti del I secolo a.C e i Comuni italiani del XII d.C. è un mistero leghista, nato solo dall’odio razzista e ottuso di questi padani nei confronti di Roma e dell’Italia tutta.
E allora siano coerenti: rinneghino la cittadinanza italiana, rinuncino ai soldi che vengono profusi dall’Italia ai loro deputati, senatori, consiglieri comunali, provinciali e regionali e chiedano un referendum consultivo alle popolazioni “padane”: chiedano loro se si sentono italiani o padani e poi dopo avere constatato che i leghisti sono una minoranza, se ne stiano zitti una volta per tutte.


















