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Amici suoi

“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” dice un proverbio e a vedere chi sono gli amici del cavaliere, parrebbe veritiero: dittatori, gente che il potere ha fatto uscire fuori di testa, vecchi erotomani e gente che si è fatta i miliardi sulla pelle del proprio popolo... e da lui cosa ci dobbiamo aspettare?

Tripoli, bel suol d’amore... sarà italiana al rombo del cannon” così cantava, nel 1911 – dunque giusto 100 anni fa! - la bella Gea della Garisenda, una cantante d’operetta allora molto conosciuta. Anche questa canzone faceva parte di un battage pubblicitario, che doveva indurre il popolo italiano a desiderare e a sostenere l’idea di una guerra coloniale in Africa. Serviva da accompagnamento a una montagna di bugie su una terra da mille e una notte, con oasi con 2 milioni di palme (!) e alberi d’ulivo che crescevano spontanei e producevano quintali di olive. Una sorta di paese di bengodi fragrante di zenzero e pepe, un luogo di magie e di profumi, di spezie e di cieli stellati degni dei racconti di Sheherazade. La realtà era ben diversa e tanti dei poveracci che ci andarono a combattere non tornarono più, tanto che “disperso in Libia” divenne addirittura un modo di dire, da usarsi perfino per chi non si vedeva anche soltanto da un po’ di tempo.

Ma se i “conquistatori” non stavano bene, quelli che stavano peggio erano certamente i poveri libici, perché dopo l’occupazione turca dovettero subire anche quella italiana e gli italiani, per prendere possesso di quel territorio povero e vessato, fecero un massacro, un vero bagno di sangue. Come quello che oggi gli stessi libici subiscono da un dittatore pazzo ed egoista, che per restare aggrappato al potere - dopo tutto il denaro che ha messo da parte nelle banche estere, sottraendolo al suo popolo, e dopo tutto il male e le violenze perpetrate in 42 anni di dittatura - scatena i suoi mercenari contro la sua stessa gente. E’ vergognoso che un uomo solo sia la causa di tante morti, come se la sua orribile, miserabile vita fosse più importante di quella altrui.

Ma il raìs mente, delira e grida – forse per convincere più sé che gli altri – che tutti lo amano e che quelli che combattono sono giovani drogati da al-Qaeda e non cittadini assetati di libertà e di giustizia.

Quello che fa orrore è pensare che poi magari se la caverà, come ha fatto Pinochet, morto nel suo letto e anche con la benedizione papale. Noi invece vorremmo che i tiranni fossero puniti come meritano, per tutte quelle vite torturate e spezzate, che si sono lasciati dietro come una spaventosa scia di sangue.

Ma Gheddafi non grida e parla solo in piazza: anche lui ha cominciato a telefonare nelle trasmissioni. Evidentemente qualche amico deve avergli dato l’idea.... d’altra parte gli amici si vedono nel momento del bisogno, no?

Ma certo, a proposito di amicizie, il nostro premier ha delle strane frequentazioni: viene il dubbio che abbia una interpretazione molto personale del termine “amico”. Gli abbiamo visto intorno profittatori, ladri, imbroglioni, mafiosi, magnaccia, prostitute, collusi, dittatori depravati... è difficile immaginare che costoro possano frequentare persone normali e perbene.

Tanto che ad altri potrebbe venire anche qualche dubbio su di sé, ma il cavaliere sembra convinto di essere il meglio che c’è in giro, esattamente come crede di sè Gheddafi.

Sì certo, non è la stessa cosa. Ieri il presidente Fini ha ripreso Di Pietro - che paragonava il governo italiano a quello libico - sostenendo che un parlamento eletto dai cittadini come il nostro non può essere paragonato ad una dittatura imposta con la forza. In teoria è vero, ha ragione, ma non esclude che ci siano somiglianze inquietanti. Basta leggere del resto quello che dicono entrambi i presidenti e che rispecchia la stessa convinzione di essere l’ombelico del mondo, di essere i migliori, di avere la verità rivelata in tasca, di essere insostituibili e molto amati e di potersi permettere di fare qualsiasi cosa, senza dover seguire le regole e credendo di essere al di sopra delle leggi. A questo si aggiunga un profondo disprezzo per tutti gli altri e il fastidio e l’intolleranza per chi la pensa in modo diverso, che per questo va sanzionato e punito.

Beh, diciamo che le somiglianze non sono poche. Ma non c’è da stupirsi: la tipologia, il profilo mentale dei dittatori ( o aspiranti tali) è simile e nasce da un profondo, smodato, devastante narcisismo, che li porta a diventare perfino ridicoli.

L’ultima manifestazione di questa autostima sovradimensionata è di ieri, quando il cavaliere ha detto ancora una volta "Credo che nessuno possa governare meglio di me". E poi si è messo a fare battute stupide: "Oggi sono entrato in Parlamento e anche la sinistra voleva venire al bunga bunga... In coro mi hanno accolto al grido 'bunga bunga', che poi vuol dire 'andiamo a divertirci, andiamo a ballare e a bere qualcosa'". Insomma, ha detto ridacchiando e facendo il simpaticone "anche la sinistra è stata conquistata alla mia visione della vita".

Molte cose ha detto ieri, il logorroico premier, compreso che la scuola pubblica non è adatta a formare le famiglie ( da che pulpito!) e che non si deve mai e poi mai fare adottare un bambino da una persona single. Che si metta a fare il moralista e il perbenista con le accuse infamanti che gli pendono sulla testa, è la prova palese di una faccia tosta davvero incredibile. Ma non è certo l’aspetto più pericoloso: cercare di scardinare e sovvertire la Costituzione, distruggere la giustizia, comprare e inquinare le coscienze, mentire, renderci ridicoli davanti al mondo, etc. etc., per non parlare di abitudini e inclinazioni personali piuttosto discutibili, sono sicuramente molto peggio.

 

Berlusconi bacio anello Gheddafi

E intanto parla parla parla anche lui moltissimo, come il raìs. E grida anche che quelli che sono contro di lui sono degli sporchi comunisti. E che l’informazione è in mano alla sinistra e non è obiettiva. Sarà per questo che ha messo Giuliano Ferrara dopo il telegiornale di Minzolini? Come se esistesse una informazione di regime che sia libera e obiettiva. Ma la gente per fortuna ormai sta cominciando a capire con chi ha che fare e non si lascia più imbrogliare tanto facilmente.

 

Cosa dobbiamo dunque aspettarci da lui, ora che sembra alle corde? Anzi, a proposito: si sarà accorto di essere alla frutta? E avrà imparato qualcosa dalla fine dei suoi amici Ben Alì, Mubarak e Gheddafi? O non ne comprende l’implicita lezione?

Sembra infatti che Berlusconi invidi un po’ gli autocrati e i dittatori, come Putin e Gheddafi ( e questo forse spiegherebbe quel ripugnate baciamano), forse perchè anche lui vorrebbe non dover render conto a nessuno di quello che fa, per questo tenta di zittire ogni opposizione e voce contraria e si circonda di gente che lo incensa e lo supporta anche quando fa e dice cose controproducenti, non ha capito che ciò che gli salverà la vita invece sarà proprio quello che lui tanto disprezza: il senso di rispetto per le regole democratiche e la Costituzione che ancora c’è in questo paese, nonostante l’azione corrosiva e degradante della sua politica.

Azioni sul documento

Ripugnante baciamano...

Inviato da palinuro il 01/03/2011 20:15
In Sicilia - dove sono le mie radici - si usava dire "vasamu i manu" (baciamo le mani) anche come saluto cordiale e affettuoso, senza connotazioni servili, prima che con l'avvento di una malintesa modernità si perdesse un'antica cultura popolare, quella cosa indefinibile che in senso lato comprende memoria, identità, coscienza, presenza nel tempo e nello spazio, vale a dire tutto ciò che sarebbe stato sostituito dal vuoto torricelliano che ci circonda. Che il teatro dei pupi di un grande autore popolare come Mimmo Cuticchio sopravviva con difficoltà vorrà pur dire qualcosa.

Tant’è che oggi, nella testa della gente, del siculo “baciamo le mani” è rimasta solo l’oscenità della versione mafiosa. E non può essere un caso che il baciamano ad un dittatore spietato e terrorista-bombarolo (Lockerbie docet) sia stato l’ennesima prodezza di un piduista mafioso (il capobastone Dell’Utri ed il picciotto Mangano, da lui arruolati, docent). Mafioso, certo, ma anche ignorante, ché il bacio mafioso quei delinquenti se lo danno in bocca.

baciamano e saluti

Inviato da bfois il 02/03/2011 16:09
Del resto ci dimentichiamo tutti che il nostro ciao viene dal veneziano "shciao" che voleva dire "schiavo" e che era già la forma contratta della formula "schiavo vostro". E anche questo saluto - per quanto sembri strano - non aveva niente di servile, c'era solo rispetto e formalità.Poi si è perso il senso, l'origine e la forma. In questo paese tutto si degrada inesorabilmente...
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