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ANEMA E CORE

Berlusconi e Bossi: sono davvero così in sintonia? Intanto sul nome di Casini scoppia il dissenso: il senatùr boccia la sua candidatura, mentre si radicalizza la spaccatura all’interno del PdL

Un’altra estate intera a parlare di Berlusconi, mentre tutto il paese è in ginocchio e nessuno si cura di risolvere i suoi problemi. Routine. Il Giornale che come sempre fa killeraggio sui nemici del cavaliere, Libero che fa il coro, Bossi e Berlusconi che giurano il loro amore e poi uno che grida “andiamo al voto” e l’altro che minaccia tutto e tutti: altra routine. Non se ne può più! Licenziamo l’autore di questa fiction!!

Tutto come sempre, allora? Forse no. A dispetto della mancanza di fantasia del mondo politico italiano, qualcosa si sta muovendo: ...è la la frana del PdL, che ormai è davanti a tutti e in tutta la sua gravità, mentre i disperati tentativi del cavaliere di riempire il vuoto lasciato nelle sue fila dalla defezione dei cosiddetti “finiani”, stanno diventando frenetici. Altro che la Protezione civile ci vorrebbe!

La questione, infatti, non riguarda solo la stabilità del governo: perfino il cavaliere si rende conto che la defezione finiana non gli ha solo assottigliato le fila, ma ha minato anche la sua immagine. Quella del leader amatissimo, dal consenso più alto del mondo, che non sbaglia mai. E invece i finiani hanno cominciato a contestarlo e per di più lo fanno sotto l’insegna della legalità e in nome del rispetto della Costituzione. Come se non bastasse stanno iniziando a parlare di politica, di cose da fare, di problemi reali del paese, mentre lui continua a mettere davanti a tutto i suoi guai e le sue esigenze, fregandosene della morsa di disperazione che stringe ormai la gran parte delle famiglie italiane. Ma soprattutto perché gli hanno detto in faccia che non si può mobilitare un intero paese sugli interessi di una sola persona e che adesso basta. E l’elettorato di destra più avvertito, che soffrendo stava zitto per questioni di disciplina, ma mordeva il freno, appena Fini e i suoi hanno cominciato a contestare l’autocrate, ha finalmente tirato un sospiro di sollievo e adesso gli spara a zero. La destra dunque si sta creando una possibilità di diversificare il proprio voto, di ridargli un minimo di dignità e credibilità ( poi si vedrà se ci riesce) e il cavaliere, nonostante sia obnubilato dal proprio ego e continuamente rassicurato dai suoi yesmen, si rende anche conto che la sua stella sta tramontando. Lo si vede dalle enormi borse sotto gli occhi che il cerone ormai non copre più. Questo anche perchè è dolorosamente consapevole che il suo fedele “alleato” leghista sta diventando sempre di più il padrone della sua vita. Bossi infatti guarda i tentativi di Berlusconi di assicurarsi ancora una maggioranza non solo nel paese, ma adesso anche dentro la loro alleanza PdL-Lega, come il gatto fa col topo e quando le ipotesi di rinforzare le sue fila includono il nome di Casini, il NO del padano arriva sul cavaliere come una zampata mortale.

“Si vada subito al voto” ha detto infatti il senatùr e ha aggiunto che Berlusconi tentenna troppo su questo punto. Poi ha assicurato che per quel che riguarda la Lega è sicuro che "polverizzeremo tutti questi qua" alle elezioni. Poi col suo solito bon ton si è lasciato andare a commenti e considerazioni personali e pesanti su Casini “ è uno stronzo” ha detto infatti senza troppi giri di parole e ha aggiunto, rincarando la dose, che è un uomo politico senza qualità. L’Udc ha risposto con durezza agli attacchi del senatùr: “Che Bossi, noto trafficante in banche e quote latte, insulti l’Udc - afferma in una nota la segreteria centrista - lo riteniamo molto utile per far capire agli italiani chi ostacola davvero i suoi progetti di occupazione del potere”.

Stamattina, al “Caffè di Corradino” la rubrica sui RaiNews24 tenuta da Corradino Mineo, Buttiglione ha negato la possibilità di un accordo dell’Udc con PdL e Lega: loro hanno vinto le elezioni, loro governino e se non ce la fanno perché noi dovremmo togliergli le castagne dal fuoco? Questo in sintesi il suo pensiero. Ma non è detto che poi l’Udc non ci ripensi. Del resto per oggi è fissato l’incontro fra Berlusconi e Bossi, proprio per capire se la convivenza fra lui e Casini è possibile.

Intanto contrattazioni di ogni tipo ( altro che mercato delle vacche!!) si svolgono ormai davanti agli occhi sbalorditi dei cittadini, che ascoltano da ciascuno le ricette per tener su un governo che non sta più in piedi.

“L'unica strada” rimasta a Berlusconi, ha scritto Bocchino nel sito di Generazione Italia, “ è appellarsi al Parlamento come gli ha consigliato Casini per varare un nuovo governo con un profilo alto e riformatore e una maggioranza più ampia, costruendo una nuova coalizione che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd ormai delusi ”. Solo così, aggiunge il capogruppo di Futuro e libertà, il premier potrà sottrarsi alla “morsa” del Senatur, che vuole solo “prendersi i suoi voti” e del ministro dell’Economia Tremonti che vuole “prendere il suo posto” . Del resto, ricorda il finiano, l’idea di questo fronte allargato non è sua, ma di Tattarella e dello stesso Berlusconi, che sta reclutando gente anche fra i Pd delusi ( vedi Riccardo Villari) e alle risposte negative di Matteoli e di altri rappresentanti del Pdl ha ribattuto con fermezza, sottolineando che “qualcuno vorrebbe sì allargare la coalizione, ma non per rafforzarla bensì per cacciare Fini sostituendolo.”

La situazione è davvero a un punto critico e lo si vede da come reagisce scompostamente la corte del cavaliere a qualsiasi appunto venga mosso a Berlusconi e al suo governo. Le reazioni all’editoriale di Famiglia Cristiana, che parla senza mezzi termini dello strapotere del cavaliere, sono emblematiche: il salmodiante Bondi lo definisce “disgustoso”, il sottosegretario Giro lo chiama “pornografico” ( ma conoscerà il significato del termine?), mentre Gasparri descrive il Direttore addirittura come un “caso umano”. Questo mentre sul Giornale della famiglia Berlusconi Feltri scrive sputando fango su tutto e tutti. Siamo proprio all’assurdo: e questo sarebbe il partito dell’amore?! Dell’amore contro chi? Ah, ecco non avevamo capito! E non non abbiamo guardato bene: in realtà il cavaliere e il sanatùr non si stanno abbracciando, si tengono solo per il collo! Beh, a pensarci bene una canzone c’è che li rappresenta...Come faceva quella sciropposa degli anni 50? Ah, sì... “tenimmoce accussì anema e core, nun ce lassamme chiù manco pe’ n’ore...” eh sì, perché il primo che molla la presa perde l’intera posta, è spacciato! Chi si muove è perduto....

Azioni sul documento

Dov'è finita la sinistra? Esiste ancora?

Inviato da daniele il 25/08/2010 19:42
A parte la letterina da bravo scolaretto di Uolter Veltroni (AH!AH!AH! Dio che ridere!!!)che fine ha fatto quello straccio di sinistra che rimaneva? Dove sono finiti i prodi salmodianti del PD, quelli del "venga a riferire in Parlamento" (OH! Dio che pena!!!), dove sono finiti i prodi di CGILCISLUIL mentre perfino Napolitano incoraggia i tre esiliati della FIOM nel silenzio di epifani angeletti e quell'altro amico della Marcegaglia? Non so come finirà, ma senza almeno un lamento da una sinistra agonizzante, senza neppure un piccolo gesto implorato come acqua nel deserto della politica, beh, allora, cari amici e compagni....questa sarà DAVVERO la fine per tutto il popolo italiano E LA COLPA SARA' SOLO DELLA SINISTRA AGONIZZANTE!!!!!!!

dov'è finita la sinistra?

Inviato da bfois il 26/08/2010 00:26
Anch'io provo la stessa amarezza, lo stesso sconcerto, la stessa rabbia. Ci sarebbero mille ragioni per cui la sinistra dovrebbe ricompattarsi e ricominciare a lottare: siamo tornati indietro di 50 anni! La gente perde il lavoro e non viene tutelata dai sindacati. Gli imprenditori son tornati ad essere padroni, despoti che dispongono della vita dei loro impiegati e dei loro operai. I sindacati si sono di nuovo divisi e la sinistra ha perso la sua connotazione ideale, i suoi obiettivi, i suoi valori. Perchè? Perchè qualche cretino pensava che il socialismo e il comunismo fossero forme obsolete e voleva modernizzare i partiti della sinistra. E ha fatto un po' troppi tagli...e adesso? Che facciamo adesso? Che ne dite intanto di rimandare a casa quei cervelloni che ci hanno trascinato fin quaggiù e non hanno nemmeno un'idea su come uscirne? Io credo che sarebbe un buon inizio...

Il Caimano e la sinistra

Inviato da palinuro il 26/08/2010 16:29
Rancoroso, prepotente, autoritario ed impunito padrone dalle belle braghe bianche, rispondendo come cane pavloviano a quanto gli intimava il codice ontologico suo proprio, Berlusconi ha ordinato ai suoi giornali di aggredire con inaudita violenza la donna di Fini. La sua versione ghe pensi mì della lapidazione che attende la povera Sakineh in Iran.

Perché il padrone del Partito dell’Amore, il satrapo, anche nella censura conosce solo forme estreme: l’arrogante impunità per tutti i suoi crimini e l’assassinio (metaforico, finora, ma qualcuno ricorda Matteotti?) nei confronti dei suoi nemici-avversari.

Ed è tutto qui il dramma che condanna questo povero Paese: la banale constatazione che chi doveva, per sua natura di opposizione, impedire la resistibile ascesa e l’altrettanto resistibile consolidamento del Caimano nelle aspettative della gente, non ha saputo né ha avuto l’intelligenza e la cultura di elaborare l’elementare informazione che alla base delle moderne democrazie liberali vi è il non-detto, ma sottinteso, che le forze politiche contrapposte si possono dividere su tutto ma devono condividere alcuni principi fondamentali, quelli che esistono a monte della divisione in fazioni politiche.

In questo il Caimano è molto banalmente un pre-istorico che ha avuto la fortuna di trovare sulla sua strada una opposizione anch’essa pre-istorica, una che non aveva (non ha) ancora risolto le contraddizioni che le impedivano (impediscono) di superare quell’epoca per entrare nella storia moderna, post-illuministica.

Per questo motivo, e solo per questo, il sistema politico che prima o dopo dovrà affrontare le macerie del dopo-berlusconi, nella speranza di riuscire a rimuoverle prima che il Paese si avviti in una spirale autodistruttiva, dovrà necessariamente affrontare una dura ed impietosa autoanalisi, una che comporterà anche la messa sotto accusa di uomini e modelli politici che non potremo più consentire di avere intorno a noi in futuro.

Perché chi non conserva memoria del passato è condannato a riviverlo.

Perché non scoppia la rivoluzione?

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