Anno Zero, il giorno degli sciacalli

La “indipendentissima” La 7 le ha dedicato addirittura una copertina di totale solidarietà contro “l’uso propagandistico del dolore” fatto dal tribuno Santoro a cui si imputa di aver intervistato una bimba palestinese con una scheggia in testa. Ma non bastava e allora in studio l’ospite Marco Tardash ha pontificato con la consueta equidistanza che nessuno vuole censurare Santoro, che la censura l’ha fatta il conduttore di AnnoZero non facendo parlare chi sosteneva le ragioni di Israele e trasmettendo servizi propagandistici di Hamas con una conclusione perentoria: “non si può accettare tutto questo”.
Emilio Fede, uno che all’estero viene scambiato per un comico e che va in onda abusivamente secondo la Corte di giustizia europea ed i giudici amministrativi italiani, ha elevato dal TG4 una veemente filippica contro la partigianeria della TV pubblica per la quale, ha ricordato, i cittadini italiani pagano un canone. E in effetti, già che Fede ce lo ricorda, sarebbe forse il caso di prendere seriamente in considerazione l’eventualità, se verranno prese misure censorie nei confronti della trasmissione, come sembra implicito dagli interventi minacciosi partiti dal capogruppo della PDL Cicchitto, dai presidenti delle camere, dal membro del Cda Giuliano Urbani, dal presidente Petruccioli, di mettere finalmente in opera lo sciopero del canone. Si tratta di reazioni per quanto abnormi e strumentali, altamente prevedibili e perfino scontate, dati gli attacchi preventivi di cui è oggetto settimanalmente da quando è nato AnnoZero, l’unica trasmissione di approfondimento che racconta fatti, fa informazione, fa inchieste e non si uniforma al modello unico della parata dei politici che dicono indisturbati quello che vogliono mentre il cosiddetto conduttore tiene in mano il microfono, suggerisce le risposte e nello sventurato caso in cui gli sfugga una domanda autentica, fa immediatamente dietrofront. Infatti i politici di entrambi gli schieramenti che si prenotano per Porta a Porta, Ballarò e Matrix, con rarissime eccezioni la disertano puntualmente.
Tutte queste circostanze dovrebbero essere perfettamente note a Lucia Annunziata, già presidente “di garanzia” di quella Rai che non ha mai mandato in onda la seconda puntata di Raiot di Sabina Guzzanti e che è rimasta a ricoprire una carica fantasma oltre ogni limite di ragionevolezza e di buon gusto. Dunque non doveva sfuggirle che la sua invettiva contro Santoro e la sua presunta faziosità seguita ad un’uscita di scena molto mastelliana, sarebbe stata un’esca per gli sciacalli che non aspettano altro che un pretesto qualsiasi per liberarsi definitivamente dell’ultimo granello di sabbia rimasto nell’ingranaggio perfettamente oliato del chiacchiericcio auto-referenziale spacciato per informazione.
La puntata dedicata alla “Guerra dei bambini” è partita dal presupposto, difficile da contestare, che siamo in presenza di un conflitto che ha il tristissimo primato, denunciato da Medici senza Frontiere del più grande numero di vittime civili, tra cui oltre trecento bambini in un arco di tempo estremamente breve, poco più di venti giorni, e che i medici si trovano ad operare in condizioni a dir poco devastanti e davanti a ferite che faticano ad attribuire ad armi convenzionali.
In queste ultime ore Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere che non può certo essere accusato di partigianeria per la causa palestinese o peggio per Hamas, ci ha inviato una drammatica testimonianza dell’attacco israeliano alla sua macchina da cui è scampato miracolosamente solo dopo due ore, nonostante si sia ripetutamente dichiarato un giornalista e conosca perfettamente la lingua, avendo vissuto lì per circa vent’anni. Anche questa è una testimonianza faziosa?
Michele Santoro ha scelto per la sua puntata come filo conduttore il bellissimo cartone animato sulle stragi di Shabra e Chatila candidato all’oscar come miglior film straniero, ha mostrato immagini drammatiche di cadaveri e testimonianze di sopravissuti, ha invitato in studio ospiti sia israeliani che palestinesi, giornalisti ed opinionisti con posizioni molto differenti, tra cui Marco Travaglio certamente non filo-palestinese che ha fatto una domanda puntuale e molto critica a proposito della ricostruzione del fratello di una vittima di Gaza sui missili contro gli israeliani. Tra gli ospiti Lucia Annunziata, ruolo evidentemente stretto per il suo ego ipertrofico che la porta a considerarsi l’incarnazione assoluta del giornalismo e dell’informazione analogamente a come Luigi XIV si riteneva la personificazione dello stato.
Per questo invece che esprimere la sua opinione come le è stato abbondantemente consentito e controbattere Rula Jebreal che sull’argomento ha una conoscenza molto diretta si è impancata a domina della trasmissione, a giudice di ultimo grado pontificando che quello di Santoro non è giornalismo e che non si può fare una trasmissione in quel modo. Non è andata ad AnnoZero per dire la sua su quello che sta accadendo a Gaza ma per bocciare la trasmissione di un collega e per sostituirsi al conduttore come se lei oltre ad essere opinionista del Corriere non avesse la sua In mezz’ora dove intervista chi le pare come le pare, e dove, a voler essere pignoli, molte volte sorvola quando dovrebbe approfondire o si impunta con qualche intervistato senza evidente motivo.
A completare il quadro della “indecenza” di Santoro, per citare il Presidente della Camera, la constatazione della singolarità di un conflitto che vede un morto da una parte contro 1133 dall’altra, senza contare i dispersi e la denuncia dell’inerzia e dell’impotenza della politica di casa nostra, del Partito socialista europeo e dei grandi della terra.
Uno scandalo senza precedenti. Le reazioni oscillano tra l’indignazione, lo sconcerto e le richieste molto esplicite di censura. Veltroni replica che lui e Fassino vogliono andare a Gaza e che i bambini africani non possono essere discriminati a scapito dei palestinesi, l’ambasciatore di Israele scrive indignato al presidente della Rai Petruccioli, il presidente della Camera Fini denuncia l’indecenza a Petruccioli e telefona all’Annunziata per esprimerle “solidarietà ed apprezzamento”, La Russa constata che se anche lei se ne è andata deve esserci qualche problema di imparzialità, Urbani mette in guardia contro l’incitamento anche involontario all’odio e agli insulti.
Fabrizio Cicchitto capogruppo alla Camera del PDL, sempre ligio ai principi dell’insuperabile venerabile Licio Gelli va al sodo: “Sorprende constatare che non ci sia ancora stato un atto di censura da parte dei vertici Rai”.
I giornali offrono uno spaccato fotocopia delle dichiarazioni dei politici: Il Mattino riporta virgolettate le accuse di Fini “Santoro indecente”; Il Tempo titola a tutta pagina “Santoro, un predicatore in Tv” ; Libero a caratteri cubitali “Spazzatura Santoro”, sottotitolo, “Tutto ha un limite tranne Michele da Salerno”; e poi Il Giornale che riesce a fare meglio e spara “Santoro come Hamas”, sottotitolo “Bombarda tutti e poi fa il martire”.
C’è da ridere e da piangere, ma in fondo non bisogna dimenticare che siamo nel paese in cui la sventurata Eluana Englaro non riesce a fare una fine dignitosa stabilita da una sentenza definitiva perché gli ospedali non vogliono rischiare i provvedimenti minacciati da Sacconi e previsti dalla sua direttiva, in palese contrasto con una sentenza della Cassazione, e cioè il ritiro delle convenzioni. E siamo anche lo stesso paese dove le notizie scompaiono, come ha denunciato Marco Travaglio in apertura di quella trasmissione “indecente” messa all’indice, e mentre si alimenta la confusione sulla guerra tra i magistrati di Salerno e Catanzaro per le inchieste di Luigi De Magistris, si omette di raccontare che il tribunale del riesame ha ritenuto legittimo il decreto di perquisizione di Salerno nei confronti dei PM di Catanzaro.
E dove il CSM l’organo di autogoverno della magistratura che dovrebbe garantire l’indipendenza esterna ed interna della magistratura e l’ Associazione nazionale magistrati che dovrebbe tutelare gli associati finiscono per adeguarsi all’interventismo del ministro della Giustizia e alla pessima aria che tira in vista di una soluzione finale per la giustizia.
Un paese senza anticorpi, dove sempre meno si trova qualcuno che vuole rischiare qualcosa per difendere principi sacrosanti a tutela di tutti, dove la sottovalutazione delle minacce al sistema democratico e all’equilibrio dei poteri è sempre più trasversale e diffusa, dove la corsa ad adeguarsi è inarrestabile, quanto può sopravvivere a se stesso?


















