Berlusconi attacca i giudici: «Plotoni di esecuzione»

Silvio Berlusconi non ha ancora deciso se
presentarsi in aula per i processi che lo vedono coinvolto, ma intanto
torna ad attaccare i magistrati.
«I miei avvocati - ha detto il presidente del Consiglio fermandosi
a parlare con i giornalisti al termine di un incontro con il cardinale
Camillo Ruini - insistono» nel dirmi di non andare perché «se andassi
mi troverei di fronte non delle Corti giudicanti ma dei plotoni di
esecuzione».
Gli attacchi dell'opposizione contro il processo breve «sono tutti intellettualmente disonesti
perché si tratta di aggressioni giudiziarie a Berlusconi e questa è una
cosa certa e sicura», ha aggiunto il premier, commentando il
provvedimento votato oggi dal Senato. E a chi gli chiedeva se ritenga
possibile che vi siano nel testo profili di incostituzionalità,
Berlusconi ha dapprima detto di non potersi pronunciare in proposito,
ma poi ha aggiunto: «Non credo: è l'Europa che ci chiede tempi certi
nei processi ed è la Costituzione che ci dice che i processi devono
avere tempi ragionevoli».
De Magistris: nessun plotone, si faccia processare. «Se
Berlusconi si fa processare, non va davanti a un plotone di esecuzione
- ha dichiarato l'eurodeputato dell'IdV Luigi De Magistris in
collegamento da Strasburgo a Otto e Mezzo su LA7 - Dire questo vuol
dire delegittimare la magistratura». Sul processo breve dice che «è per
il passato un'amnistia generalizzata e per il futuro un provvedimento
che non migliora certo la situazione». «Ancora una volta - prosegue De
Magistris - è passata una legge nell'interesse del Presidente del
Consiglio, e per il processo Mills, e chi attende giustizia da anni,
come le vittime del Crack Parmalat o le morti bianche della Tyssen
Krupp non vedranno mai celebrato il processo. Questa è una legge
vergogna - ha puntualizzato - che polverizzerà centinaia di migliaia di
procedimenti».
Il Csm potrebbe valutare le dichiarazioni fatte oggi dal presidente del Consiglio
sui giudici dei suoi processi. «Ne prenderemo atto» dice Fiorella
Pilato, presidente della Prima Commissione di Palazzo dei marescialli,
presso la quale pende da tempo una pratica a tutela di più magistrati
oggetto di accuse da parte di Berlusconi. Proprio la settimana scorsa
la Commissione, con una decisione criticata dalla maggioranza di
governo, aveva acquisito i giornali che riportavano il paragone fatto
dal premier nella sua prima conferenza stampa dopo la convalescenza,
tra le «aggressioni» giudiziarie nei suoi confronti e quella fisica
subita in piazza Duomo a Milano per mano di Massimo Tartaglia (sono
«parificabili se non peggio»). E di inserire così anche quelle
dichiarazioni nella pratica aperta nel novembre dell'anno scorso.
Domani è prevista una nuova riunione della Commissione, che potrebbe
valutare se procedere nello stesso modo di fronte a queste nuove
dichiarazioni.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=88278&sez=HOME_INITALIA


















