Berlusconi, riprende l'assedio

Il premier in Russia attacca duramente i finiani - "professionisti della politica che vogliono avere la loro aziendina politica" - e la magistratura, che "ha un potere senza limiti" e "non deve essere un potere ma un ordine, è ben diverso". D'Alema lo attacca: "Grave che si usi un consesso internazionale per raccontare bugie", e il presidente della Camera dice: "All'estero si parla di questioni nazionali solo in termini positivi". Il premier promette anche di andare avanti fino a fine legislatura
Il governo andrà avanti. Ad assicurarlo è stato Silvio Berlusconi, nel suo intervento a World Political Forum in Russia. "Li ho rassicurati - ha detto il premier accusando poi indirettamente Gianfranco Fini - sono piccole questioni di professionisti della politica che vogliono avere la loro aziendina politica", ma "sono cose che non toccano la governabilità". Dunque, "il mio governo andrà avanti per i tre anni di legislatura".
Secca la replica di Fini: "Quando si è all'estero non si parla di questioni nazionali, se non in termini positivi". Un altro finiano doc come Fabio Granata ha osservato invece che "Fini fa politica ed è un leader politico, quindi non si occupa di aziende né di affari, a differenza di molti nel Pdl, ad iniziare da Berlusconi'.
Il premier ha anche attaccato la magistratura italiana, dicendo che "ha un potere senza limiti" e offerto una sua personale ricostruzione della discesa in campo, dicendo che la magistratura "è intervenuta pesantemente nella vita democratica. Abbiamo avuto 60 anni di governo dei partiti democratici, che pur con dei difetti hanno garantito benessere, democrazia e libertà. Ma alla fine questi partiti hanno avuto episodi ripetuti di corruzione e di finanziamenti illeciti, e nel '93 ci fu l'intervento della magistratura che portò alla dissoluzione di tutti i maggiori partiti democratici. In quell'occasione una magistratura politicizzata e di sinistra aprì la via del potere al Pci che ancora non era pienamente democratico".
"In quell'occasione - prosegue il racconto di Berlusconi - io facevo l'imprenditore: sono stato chiamato dalla gente, perchè ero l'imprenditore più popolare, l'imprenditore della Tv, della carta stampata, del calcio con il Milan che è la squadra più vincente del mondo. Fui chiamato alla politica, abbandonai in pochi giorni la mia posizione di imprenditore e in tre mesi mi trovai issato a fare il premier". Ma "la magistratura politicizzata e di sinistra non accettò questa intrusione".
Situazione che continua a ripetersi, perchè in un Paese in cui "il governo non ha i poteri degli altri governi dei paesi industrializzati, la magistratura ha ritenuto di poter ancora svolgere la sua opera, mettendo sotto accusa con accuse inventate i protagonisti della vita politica e mettendo a rischio la governabilità". A giudizio di Berlusconi "anche questa è un 'oppressione, una cosa che in una democrazia non può essere accettata, non deve accadere", ma accade In Italia perché "la magistratura, ha affermato Berlusconi, "è un potere indipendente da tutti gli altri poteri dello Stato mentre non deve essere un potere ma un ordine, ed è ben diverso".
Massimo D'Alema lo ha attaccato duramente. L'ex ministro degli Esteri, presente al consesso, ritiene "grave che si usi una sede internazionale per criticare la magistratura italiana, raccontando delle bugie sulle sue vicende giudiziarie che sono molto più complicate di come ha raccontato alla platea".
"Trovo inoltre vergognoso - ha aggiunto D'Alema - che il capo del governo venga a Yaroslavl per lanciare frecciate ai suoi alleati. Non c'è alcun Paese civile al mondo dove accadono queste cose".
Ma una conferma del dato politico delle dichiarazioni di Berlusconi in Russia - cioè che il voto anticipato pare allontanarsi - viene dal presidente del Senato, Renato Schifani: le elezioni anticipate sono "un trauma per la democrazia" e gli italiani non le vogliono. "Credo - ha sostenuto - che gli italiani chiedano l'attuazione del programma elettorale che hanno votato e pretendano governabilità. Le elezioni anticipate sono sempre un trauma per la democrazia e quindi vanno evitate, a meno che non vi siano delle situazioni e circostanze gravi ed irreversibili che inneschino una crisi non risolubile". Fini ha replicato dicendosi"soddisfatto" delle parole pronunciate da Schifani: "E' la riprova di quanto fosse bizzarra una ipotesi diversa. Non c'è nulla che possa mettere seriamente in discussione la durata della legislatura e quindi il mantenimento da parte dell'Italia degli impegni assunti a livello internazionale".
Ma il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ha osservato: il Presidente della Repubblica "potrebbe sciogliere almeno una Camera e questo non è legato a una maggioranza o a una posizione politica, ma all'oggettiva possibilità di funzionamento della Camera in questa situazione". Da Futuro e libertà, Carmelo Briguglio, rileva: "Non abbiamo paura del voto. Tuttavia non siamo ancora a questo punto. Anzi, ascolteremo il presidente del Consiglio in Aula senza pregiudizi e siamo pronti a rilanciare l'azione di governo sulla base del programma".
Dall'opposizione il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, afferma: "L'Italia non può sopportare altri tre anni di agonia di governo Berlusconi. Non si può andare avanti con un governo debole e sotto continuo ricatto. Berlusconi è alla fine del suo ciclo politico e irresponsabilmente sta trascinando il Paese al declino economico, sociale, culturale e morale". Per l'Udc il segretario, Lorenzo Cesa, dice: "Non siamo interessati ad alleanze con il Pd se prima non si risolve il nodo dei suoi rapporti con la sinistra estrema. E non siamo interessati ad alleanze di centrodestra per entrare in una coalizione dominata dalla Lega" e anche il leader Api, Francesco Rutelli assicura: non ci saranno trasmigrazioni di Alleanza per l'Italia nella maggioranza, "siamo all'opposizione e qui restiamo".


















