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Berlusconi: sì ai bombardamenti mirati in Libia

Il governo informerà il Parlamento sulle azioni militari mirate in Libia. Il premier telefona a Cameron e domani ne parlerà con Sarkozy. La Russa: missione con missili di precisione su obiettivi specifici. Napolitano avvertito della decisone del governo

Il governo informera' il Parlamento sulle azioni mirate in Libia, decise oggi, ed i ministri degli Esteri e della Difesa sono pronti a riferire davanti alle Commissioni congiunte Esteri-Difesa. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.

Il Presidente Berlusconi telefonera' tra poco al primo ministro del Regno Unito, David Cameron, e al segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, per informarli di tali sviluppi, e ne parlera' domani con il Presidente della Repubblica Francese, Nicolas Sarkozy, in occasione del Vertice Intergovernativo previsto a Roma.

 "Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha avuto poco fa una lunga conversazione telefonica con il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sugli sviluppi della crisi libica", si legge nella nota di Palazzo Chigi. "Nel corso del colloquio - prosegue il comunicato - il Presidente Berlusconi ha informato il Presidente Obama che l'Italia ha deciso di rispondere positivamente all'appello lanciato agli Alleati dal Segretario Generale della Nato in occasione della Riunione del Consiglio Atlantico del 14 aprile scorso a Berlino, e dopo i contatti avuti successivamente dal Presidente del Consiglio e dai Ministri degli Esteri e della Difesa, per aumentare l'efficacia della missione intrapresa in Libia in attuazione delle Risoluzioni ONU 1970 e 1973.

A tal fine l'Italia (che sin dall'inizio sta fornendo un cruciale contributo all'operazione Unified Protector in termini sia di assetti aerei e navali assegnati alla missione sia di disponibilita' delle proprie basi aeree per lo schieramento di aerei alleati) ha deciso di aumentare la flessibilita' operativa dei propri velivoli con azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico, nell'intento di contribuire a proteggere la popolazione civile libica. Con cio', nel partecipare su un piano di parita' alle operazioni alleate, l'Italia si mantiene sempre nei limiti previsti dal mandato dell'operazione e dalle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".

"Le azioni descritte si pongono in assoluta coerenza con quanto autorizzato dal Parlamento, sulla base di quanto già stabilito in ambito Onu e Nato, al fine di assicurare la cessazione di ogni attacco contro le popolazioni civili e le aree abitate da parte del regime di Gheddafi. Sugli sviluppi e sugli aggiornamenti il Governo informera' il Parlamento e i Ministri degli Esteri e della Difesa sono pronti a riferire davanti alle Commissioni congiunte Esteri-Difesa". "Il Presidente Berlusconi telefonera' tra poco al Primo Ministro del Regno Unito, David Cameron, e al Segretario Generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, per informarli di tali sviluppi, e ne parlerà domani - conclude il comunicato - con il Presidente della Repubblica Francese, Nicolas Sarkozy, in occasione del Vertice Intergovernativo previsto a Roma". 

 

La Russa, missioni con missili di precisione

"Non saranno bombardamenti indiscriminati ma missioni con missili di precisione su obiettivi specifici". Lo dice all'ANSA il ministro della Difesa Ignazio La Russa sottolineando che l'obiettivo e' quello di "evitare ogni rischio di colpire la popolazione civile".

La decisione di cambiare la natura della missione italiana, spiega La Russa, "e' cominciata gia' da alcuni giorni all'interno del governo, perche' la situazione a Misurata e' diventata terribile". Dopo il summit a Berlino e una serie di incontri in questi giorni, prosegue La Russa, "Berlusconi ha avviato una riflessione che e' sfociata nella decisione comunicata questa sera al presidente americano Obama.

"Non credo che aumenteranno i rischi per l'Italia". Cosi' il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha risposto a chi gli chiedeva se l'ok ai bombardamenti con missili di precisione fara' scattare una ritorsione da parte di Gheddafi nei confronti del nostro Paese. "La missione e' unica - dice il ministro - prima facevamo una parte nella squadra e ora nel facciamo un'altra. Dunque non ci sono piu' rischi o meno rischi, ne' per i militari ne' per il nostro Paese".

 

La Russa: aerei ancora non operativi

L'Italia ha comunicato alla Nato la disponibilita' ad intervenire in Libia anche per missioni su obiettivi specifici ma i velivoli non sono ancora operativi. Lo ha spiegato il ministro della Difesa Ignazio La Russa sottolineando che lo Stato maggiore della Difesa e' gia' al lavoro per predisporre i nuovi assetti. "Da questo momento - dice La Russa - c'e' la nostra disponibilita' ad intervenire, anche se dobbiamo mettere ancora a disposizione" i velivoli con i nuovi armamenti. In ogni caso, aggiunge, finora "non abbiamo utilizzato questi assetti non per un motivo etico ma perche' c'era un'intesa che prevedeva cose diverse".

 

Napolitano avvertito della decisione del governo

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "e' stato avvertito" prima che uscisse il comunicato di Palazzo Chigi della decisione del governo di cambiare la natura della missione in Libia. Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa sottolineando di aver gia' dato al sottosegretario Gianni Letta la disponibilita' a riferire immediatamente in Parlamento, assieme al ministro degli Esteri Franco Frattini.

 

Calderoli: non avranno il mio voto

"Non so cosa significhi ulteriore flessibilita', ma se questo volesse dire bombardare non se ne parla. Il mio voto in questo senso non l'avranno mai". Lo afferma Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione legislativa e responsabile delle segreterie nazionali della Lega Nord, interpellato telefonicamente dall'ANSA.

"Ero e resto contrario a qualunque ulteriore intervento in Libia rispetto a quello che gia' abbiamo reso disponibile e fatto", aggiunge il ministro. "Abbiamo gia' fatto abbastanza mettendo a disposizione le basi e l'appoggio logistico e il pattugliamento anti-radar - prosegue Calderoli - Personalmente non avrei dato neanche questa disponibilita' se non in cambio di un concreto concorso delle forze alleate al respingimento dell'immigrazione clandestina e alla condivisione del peso dei profughi".

 

Bocchino: le parole di Calderoli aprono una crisi di governo

"La dichiarazione di Calderoli sull'intervento italiano in Libia apre di fatto la crisi di governo. Berlusconi ha garantito a Obama cio' che mai avrebbe voluto fare per non turbare la dittatura di Gheddafi, ma non ha fatto i conti con la cultura antinazionale della Lega che e' pronta a far sfigurare l'Italia a livello internazionale pur di prendere quattro voti in piu' alle amministrative". Lo dichiara Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e Liberta', che aggiunge: "A questo punto e' opportuno un immediato dibattito parlamentare sull'intervento in Libia che faccia emergere le posizioni reali delle forze politiche e la solidita' del governo in politica estera, senza la quale e' evidente che sarebbe preferibile il ricorso alle urne".

 

Vescovo di Tripoli: scelta rovinosa Berlusconi ci ripensi

"Per favore, no: sarebbe la rovina". Reagisce cosi' il vicario di Tripoli, monsignor Innocenzo Martinelli, interpellato dall'ANSA sulla notizia che l'Italia ha dato il suo assenso a partecipare ad azioni con missili in Libia. Martinelli si rivolge direttamente al premier Berlusconi, chiedendogli di "rivedere questa decisione e di riavviare un'azione diplomatica". Monsignor Martinelli ritiene inoltre che sara' pressoche' impossibile individuare e colpire Gheddafi. E chiede che sia accolto l'appello alla pace lanciato dal Papa.

Azioni sul documento

In guerra al ritmo del bunga-bunga

Inviato da mariaricciardig il 26/04/2011 19:12
E' il momento delle scelte politiche che non possono essere condizionate dai sondaggi, come è consuetudine di questo governo.

Non discuto la scelta di partecipare ai bombardamenti, scaturita dopo la telefonata-ultimatum di Obama, metto in discussione la credibilità di questo presidente del consiglio che naviga a vista, secondo gli umori che più favoriscono i suoi personali interessi. Ora, evidentemente, gli interessi di Berlusconi coincidono con l'esigenza di non urtare il capo della casa Bianca, per cui rinnega quanto detto fino a ieri e scende a patti per mantenersi in sella.

Berlusconi è l'ultima persona in grado di pilotare la nazione in un frangente nel quale necessitano decisioni, anche impopolari se necessarie; le scelte del capo del governo sono, invece, suggerite dalla paura fottuta di perdere le imminenti elezioni, cosa che sarebbe favorita ove scontentasse i desiderata USA.

Non si può mandare l'aviazione a bombardare una nazione fino a ieri indicata come "esempio di democrazia", al ritmo del bunga-bunga.

Ognuno deve seguire le proprie tendenze specifiche, senza improvvisazioni che non gli competono: non si può transitare dalle cene porno alle decisioni politiche, dall'amicizia con annesso baciamano ai bombardamenti delle postazioni militari, da Ruby e Noemi al tavolo internazionale di crisi, a meno che non si accetti il ruolo passivo del buffone di corte.

Rosario Amico Roxas
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