Calpestare la dignità dell’Italia: fino a che punto?

Non appena il deposito degli atti d'indagine ha scoperchiato il
verminaio del sistema Tarantini e dei traffici ed affari collegati al
rifornimento dell'harem del Sultano, Berlusconi, con la sua lettera al
“Foglio” ha dettato le coordinate per i cannoni delle sue corazzate
mediatiche.
Il Capo del Governo non ha niente di cui vergognarsi.
La sua vita privata è incensurabile. Soltanto dei mascalzoni (cioè i
magistrati inquirenti) possono trasformare la sua privacy in oggetto di
indagine penale. Per questo i processi e le intercettazioni sono uno
scandalo incommensurabile che non riguarda solo lui perchè puntano a
scardinare il funzionamento regolare delle istituzioni.
Un
approccio così “rivoluzionario” al mondo reale da alterarne
completamente i connotati e trasformare la cruda realtà di fatti
vergognosi (oltre che illeciti) nel loro opposto, in effetti, non era
mai stato tentato da nessuno. Soltanto la fantasia letteraria di George
Orwell è arrivata a concepire un potere politico capace di aggredire la
realtà e rovesciarla nel suo contrario, cambiando il significato alle
parole attraverso le quali noi siamo stati abituati a pensare.
In
1984, Orwell mette al centro della vita delle istituzioni il Ministero
della Verità sul quale campeggiavano i tre slogans del partito:
LA GUERRA E' PACE
LA LIBERTA' E' SCHIAVITU'
L'IGNORANZA E' FORZA.
Chi avrebbe mai immaginato che la profezia nera di Orwell si sarebbe realizzata nel nostro paese?
Perchè
è proprio quello che è successo in Italia, dove da molto tempo agisce
il Ministero della Verità, avvalendosi come sua principale arma di
quello strumento che Orwell aveva già preconizzato: il teleschermo.
Gli
effetti del controllo del teleschermo, di una grande quantità di radio
“libere” e di una caterva di giornali e pubblicazioni periodiche sono
stati miracolosi: la realtà è stata trasformata in una fiction e la
fiction è divenuta realtà.
L'Italia è diventata il paese dei
balocchi, dove ognuno può realizzare il suo sogno. Tutte le donne
giovani e belle possono diventare principesse, grazie al tocco di
Silvio che le promuove attrici, deputate o ministre, la povertà non
esiste, i disoccupati ed i precari possono riscattarsi con il
gratta-e-vinci, e la crisi economica viene tenuta fuori dalle porte
dell'Italia. Se, poi, le ondate della crisi minacciano di travolgerci,
niente paura, interviene Berlusconi che, con la sua manovra economica,
ha salvato l'Italia dal baratro in cui l'opposizione, denigrando il suo
paese, la stava facendo precipitare.
Così si spiega che i compagni
di Previti e Dell'Utri hanno fondato il “partito degli onesti” che -
all'occasione - si trasforma nel “partito dell'amore” (per Silvio) ed
organizza le “settimane dell'odio” per denunziare la collusione fra i
PM e le BR.
Così si spiega che i rappresentanti del popolo
italiano hanno votato una risoluzione per sbarrare la strada ai
magistrati, dove si conferma che Ruby-rubacuori è la nipote di Mubarak
e che il Premier, facendo pressioni sulla Questura di Milano per
ottenerne il rilascio, agiva per un interesse superiore della
Repubblica.
Nel mondo reale un soggetto che è ripetutamente
implicato in fatti di corruzione, di evasione fiscale, e di abusi vari,
viene guardato con la diffidenza normalmente riservata ai pregiudicati
e gli viene preclusa la possibilità di ricevere o mantenere cariche
pubbliche o altri onori.
Nel paese dei Balocchi, il mare di
inchieste che si è accumulato sulla testa di Silvio è la prova del
delitto di lesa maestà, vale a dire della scandalosa persecuzione
organizzata dai magistrati comunisti per minare le istituzioni
democratiche.
Ce lo conferma anche pigi Battista dalle colonne del Corriere della Sera che, commentando l'inchiesta di Bari afferma:
“L'opinione
pubblica del centro destra non ha torto quando sente un eccesso
persecutorio, il modo accanito con cui una magistratura ossessionata
dalla figura di Berlusconi sogna una spallata politica che si fa forte
di una montagna di oltre 100.000 intercettazioni per minare la stessa
reputazione politica e personale del premier, prima ancora che la
verità giudiziaria sia accertata.”
Nel mondo reale e
soprattutto nell'ordinamento della Repubblica italiana, basato sulla
Costituzione, “i cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche,
hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”.
A questo punto bisogna chiedersi: dove stà l'eversione?
Non
è eversivo il comportamento di un premier costantemente e profondamente
infedele all'obbligo di esercitare le sue funzioni con disciplina ed
onore, che rivendica con arroganza la sua incensurabilità politica ed
impunità giudiziaria?
E non è eversivo il comportamento degli
yes-men del Capo politico che occupano le istituzioni per fargli da
scudo, che hanno corrotto la funzione della legge trasformando in legge
gli interessi privati di una singola persona o di un ristrettissimo
ceto di privilegiati?
Fino a quando il popolo italiano
sopporterà che la sua dignità venga calpestata in modo così brutale
dalla corte di nani e ballerine che gravita intorno all'harem del
Sultano?


















