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Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà!!

Berlusconi conduce una campagna elettorale dai toni sbracati, volgari, indecenti: ogni volta che apre la bocca è per vomitare insulti, menzogne e oscenità e nemmeno una parola vien detta su programmi e riforme. La Moratti lo imita e perde anche quel minimo di rispetto che si deve a una donna d’età. Intanto La Russa fa battute sull’avvenenza delle deputate: questa maggioranza mostra tutta la sua pochezza. Diciamole basta una volta per sempre

Non ci si abitua mai alla violenza verbale gratuita, volgare, proterva del cavaliere. Pensare che è il premier di questo paese è un insulto alla decenza, una intollerabile mortificazione della dignità nazionale. Guardarlo mentre sbraita e vomita insulti sulla magistratura, sull’opposizione, su nemici immaginari, recitando nel contempo sempre la stessa parte del povero perseguitato da una giustizia comunista, è una vista ormai insopportabile, irritante e indecente. Ma adesso sta raggiungendo un livello di violenza verbale che non è più sopportabile. E il peggio è che ormai ha fatto scuola e i suoi pensano di potersi permettere di fare e di dire le stesse cose, per cui la Moratti, che come si dice “sta alla canna del gas”, perché è stata un sindaco inesistente, inetto, incapace - e i milanesi lo sanno bene - per paura di non essere rieletta cerca di distruggere l’avversario, coprendolo di fango e cercando di farlo passare per terrorista. Sceglie di lanciare questa accusa in una trasmissione tv, quando ha lei l’ultima parola e all’avversario non resta il tempo di replicare. Una mossa infame, indegna, che non è piaciuta nemmeno a molti dei suoi (il suo candidato a vicesindaco le ha dato perfino della bugiarda) e che mostra anche in modo inequivocabile che questa donna appassita e incolore non è una signora.

Non è una sorpresa: questa maggioranza annovera una fauna femminile quanto mai varia, ma della specie gentildonna non ci pare ci siano molti esemplari. Forse fra le sue fila si trovano più che altro bellocce – anche per le modalità di reclutamento del premier, piuttosto irrituali e insolite - come ha rilevato il ministro La Russa, che non conoscerà Lukashenko, ma evidentemente è convinto di essere un esperto di caviglie tornite e dintorni.

Sconfortante. Più che una maggioranza appare come un’accozzaglia disomogenea e disperata di gente spaventata all’idea di rotolare giù dalla poltrona, ma incapace di essere all’altezza non diciamo dei ruoli, ma nemmeno dei sedili che immeritatamente occupa e che per questo spara a zero su tutto e su tutti, un po’ per fare polverone, un po’ perché non avendo argomenti né programmi, cerca di distruggere gli avversari che invece ne hanno. Un metodo sperimentato più volte, a cominciare dal caso Boffo e poi con quello Fini, in cui alle riflessioni e argomentazioni politiche si è sostituita la calunnia reiterata e gratuita, secondo l’amaro ma veritiero detto rossiniano: calunniate, calunniate qualche cosa resterà. Un modo di fare di una maggioranza che perfino la Lega sta sconfessando e che quotidianamente viene ripresa dal Presidente della Repubblica, per i toni che usa. Una maggioranza che con Fli ha perso i suoi uomini migliori, più preparati, più moderati, più consapevoli, per imbarcare gente indifendibile, avida, pronta a patteggiare il proprio voto in cambio di prebende e così immorale da farlo sfrontatamente, spregiudicatamente davanti a tutti, chiedendo ricompense volgarmente a gran voce e minacciando subdolamente rappresaglie parlamentari.

Tutto questo schifo, questo pattume sta sotto i nostri occhi e riempe la vita politica del paese, come i sacchi di spazzatura a Napoli intasano le strade. Diciamo che, anzi, questa città è proprio l’immagine esatta e speculare dello sfacelo del nostro paese.

Forse con il voto in queste elezioni amministrative e poi con una partecipazione consistente ai referendum, si potrebbe dare un segno forte di discontinuità e di cambiamento, che renderebbe possibile una svolta. Si potrebbe. Ma dopo tanti anni di bugie e di lavaggio del cervello, non conosciamo più la gente di questo paese e non abbiamo voglia di sperare ancora. Troppe volte siamo stati delusi, per cui non abbiamo voglia nemmeno di fare previsioni e neppure di scommettere come fanno gli inglesi. Ci impegnamo soltanto: con forza, con determinazione, con convinzione, con testardaggine. Sempre. E poi lasciamo ai risultati elettorali dirci in che paese siamo e che futuro avremo.

Berlusconi Moratti Bossi canterini

Azioni sul documento

I servi del sovrano

Inviato da gbuffa il 14/05/2011 00:18
Cara Barbara,
nel leggere gli articoli che riguardano i comportamenti di certi politici nostrani, in queste giornate mi sono venute alla mente in modo quasi ossessivo alcune espressioni del poeta Pablo Neruda, che scriveva riferendosi al suo paese (cito malamente a memoria): “Povera terra,/ travestita da effimeri elegantoni, / falsificatori di volti./ (…) Ed ecco dal grosso formaggio della tirannia/ spuntare un altro verme,/ il vigliacco addomesticato all’elogio delle mani sporche/. Compare d’improvviso a corte,/ e mastica con entusiasmo/ le deiezioni del sovrano”.
Non aggiungo altro. Con tanti saluti
Giancarlo

i servi del sovrano

Inviato da bfois il 14/05/2011 15:43
Non conoscevo questa poesia di Neruda: terribile immagine quella dei cortigiani-servi coprofili! Ma soprattutto mi ha sorpreso la coincidenza di immagini, infatti mentre scrivevo il pezzo nella mia testa c'era una immagine delle bolge dantesche: quella degli adulatori, che sono immersi nello sterco e cercano invano di pulirsi, mentre si rotolano nella lordura. Avrei voluto accennarne, ma ho capito che sarebbe stata una deriva che mi avrebbe portato a dire altre cose e molto pesanti, troppo. E invece dobbiamo resistere anche alla voglia di rispondere per le rime, di scendere a quel livello, anche se la tentazione, a volte, è davvero forte...
caro Giancarlo, guarda che aspettiamo qualche tua bella vignetta! Sull'argomento non c'è che l'imbarazzo della scelta...

I tanti, troppi, servi del sovrano

Inviato da palinuro il 14/05/2011 18:55
Girava un detto a Mosca, in era staliniana, che suonava così: siamo stati mandati sulla terra per provare che Kafka è veramente esistito.

Giorni fa rileggevo Ricordi della guerra di Spagna che Orwell scrisse nel '43 e m'è venuto di pensare che, nel fragoroso ormai quasi ventennale silenzio-assenso della nostra sedicente sinistra, finora non c'è andata troppo male: d'accordo, non c'è futuro per un'intera generazione di giovani (e solo chi abbia mai combattuto con la poverta’
sa bene quanto indicibilmente caro sia l’essere povero), il sistema produttivo del Paese è andato a puttane, si sono creati interi ceti di locupletatori professionali, la Costituzione repubblicana è in procinto d'essere stuprata, ma ancora non siamo giunti a...

“Queste cose sono realmente successe, ecco perché bisogna tenere gli occhi aperti. Sono successe anche e sebbene Lord Halifax abbia detto che sono successe. Gli stupri e i massacri nelle città cinesi, le tortune nelle celle della Gestapo, i vecchi insegnanti ebrei gettati nei pozzi neri, i civili in fuga mitragliati sulle strade spagnole – tutte queste cose sono accadute e non sono accadute di meno perché il Daily Telegraph se ne è improvvisamente accorto, con cinque anni di ritardo”. G.Orwell, Ricordi della guerra di Spagna, 1943.

Qualcuno chiuda gli occhi e provi, com'ho fatto io, a sostituire Lord Halifax con un d'alema qualsiasi, la Gestapo con le ronde padane, il Daily Telegraph con un corriere della sera d'accatto e i cinque anni di ritardo con venti, trenta o quaranta anni di ritardo.

Come l’accelerazione è la derivata della velocità rispetto al tempo,
così, rispetto al tempo, i forconi dei pastori sardi sono la derivata della presa di coscienza. E io credo ai pastori sardi e ai loro forconi, perché per il loro lavoro convivono con la morte.

i tanti, troppi servi del sovrano

Inviato da bfois il 15/05/2011 04:21
Il fatto è che non si tratta solo di cose accadute per il passato e che sono state sottovalutate, purtroppo le cose continuano ad accadere ogni giorno e ad essere minimizzate, come se non fossero importanti e gravi. E questo fa sì che la soglia della tolleranza continui a scendere e insieme sprofondi anche ogni senso civico, ogni parvenza di civiltà e di decoro. E anch'io comincio a credere nei forconi dei pastori, ma come una delle possibilità di soluzione...
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