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Capriole nucleari

E’ nelle mani delle Prestigiacomo, dei Sacconi, dei Romani di turno , che vogliamo lasciare la nostra vita, la nostra sicurezza, la nostra salute?

Grazie al voto dell’imperdibile Beltrandi, il radicale già noto per le sue performance sul fronte Rai, è saltata definitivamente l’ ipotesi dell’election day e dunque oltre a spendere di tasca nostra dai 150 ai 300 milioni di euro dovremo esprimerci sui tre quesiti referendari di straordinaria importanza per il nostro prossimo futuro, nell’ultimo giorno utile, il 12 giugno, in periodo di fatto balneare.

Naturalmente, secondo la logica stringente dei radicali, Beltrandi ha votato contro l’accorpamento con la singolare e tetragona motivazione che lui “è contrario al quorum” e conseguentemente invece che fare una battaglia per abbassarlo o cancellarlo, preferisce creare le condizioni per renderne quanto più possibile difficile il raggiungimento e fare un bel regalo alla compagine governativa che ha dato anche su questo tema una notevole prova di ipocrisia, faziosità e arroganza.

Con la tragedia terrificante del Giappone sotto l’incubo di una emergenza nucleare fuori controllo, il percorso che i falchi nuclearisti italiani, la cui determinazione si è mostrata da subito direttamente proporzionale all’incompetenza, ritenevano scontato si è decisamente accidentato, come confermano tutti i sondaggi più aggiornati che registrano un netto sfavore della maggioranza degli italiani alla ripresa del nucleare e una pressoché totale indisponibilità ad ospitare le centrali nella propria regione. Anche per i più filo nuclearisti le centrali nucleari sono le benvenute a casa degli altri, e questo spiega molto della coerenza, dell’intelligenza e del rispetto altrui di tanti nostri connazionali e anche indirettamente delle loro scelte elettorali.

Nell’arco di tre giorni, i ministri senza incertezze e ripensamenti, quelli che inveivano contro “lo sciacallaggio” degli antinuclearisti che speculavano “macabramente” sulla tragedia giapponese, sembrano diventati i paladini del dialogo, del confronto, i portavoce della “preoccupazione europea” rilanciata da Angela Merkel e perché no, dell’inversione di rotta.

La responsabile dell’ambiente di un governo che in palese controtendenza con tutte le democrazie avanzate ha tagliato drasticamente i fondi per le energie rinnovabili, di capriola in capriola, dopo aver proclamato che sul nucleare “l’Italia non sarebbe mai tornata indietro” adesso con vocina lamentosa e melliflua rassicura che “l’Italia uniformerà le proprie scelte alle decisioni europee”. E le fanno eco diversi sottosegretari : “andremo avanti solo in quelle regioni che dicono sì alle installazioni”. Peccato che le regioni governate dalla Lega ed il Lazio della Polverini dicano da sempre ed ora più che mai che le centrali a casa loro non le vogliono.

Stiamo assistendo alla stessa identica patetica sceneggiata che abbiamo visto solo pochi giorni prima a proposito della nostra posizione nei confronti della Libia di Gheddafi, su cui è stato detto tutto ed il contrario di tutto, e la nostra diplomazia ha superato in ottusità, opportunismo, controproducente servilismo nei confronti del peggiore tiranno del nord Africa, sia l’Europa, sia l’intera comunità internazionale che pure hanno dato una ben triste e miserevole prova. E non ci vuole troppa lungimiranza a prevedere tristemente che i nostri governanti, dopo aver messo sullo stesso piano i mercenari di Gheddafi e gli insorti, si metteranno in fila per ribaciare l’anello e farsi perdonare per essersi da ultimi accodati alle prese di distanza dei partner europei.

Comunque sul nucleare, come sulla gestione delle risorse idriche e sul legittimo impedimento, che pure se notevolmente depotenziato dalla Consulta rimane un vulnus all’eguaglianza dei cittadini nella nostra legislazione, i cittadini potranno esprimersi e decidere direttamente con uno strumento di democrazia diretta che non possono permettersi di logorare ulteriormente con l’astensione. E’ l’unico ed ultimo strumento che è rimasto per sfuggire ad una rappresentanza politica che ogni giorno di più dimostra la propria protervia, incompetenza, ipocrisia.

E’ nelle mani delle Prestigiacomo, dei Sacconi, dei Romani di turno , o perché no del redivivo Scajola che sta bussando fragorosamente pretendendo un’ altra chance governativa, che vogliamo lasciare la nostra vita, la nostra sicurezza, la nostra salute? C’è da rabbrividire al solo pensiero di affidare a personaggi simili o analoghi anche solo la gestione delle scorie radioattive in un paese dove appare spesso impossibile smaltire i rifiuti ordinari, sempre che, beninteso non abbiano intenzione di occuparsene mafia, camorra e ‘ndrangheta, consorziate con benevolo assenso della politica.

 

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