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CARISSIMA MARIASTELLA

Lettera aperta alla Gelmini

Carissima Mariastella,

prosegue la nostra corrispondenza perché, con tanta umiltà e rispetto, penso che hai proprio bisogno ogni tanto di ragionare e confrontarti con chi sta in classe, con chi lavora nel mondo della scuola. Per non perdermi in preamboli inutili vengo subito alla questione che mi ha spinto di nuovo a prendere carta e penna: Mike Buongiorno, che hai dichiarato “dovrebbe stare nell’ora di educazione alla cittadinanza perché è stato un buon cittadino”, e “Bravo bravissimo” emblema delle nostre attività didattiche.
Premesso che non ho nulla contro Mike Buongiorno, pur non conoscendo appieno il suo impegno sociale e civile, essendo per me, e penso per la maggior parte degli Italiani, solo un personaggio televisivo, confesso che ho provato un certo fastidio e imbarazzo leggendo le tue dichiarazioni. Tu stessa lo hai definito “una figura indelebile nella nostra quotidianità di telespettatori” e non riesco a comprendere in che modo “alla vigilia delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia la scuola deve ricordare Mike Bongiorno”: dove lo collochiamo il povero Mike?
Poi l’imbarazzo ha lasciato spazio all’indignazione, nel momento in cui ricordando la trasmissione “Bravo, bravissimo” è stato proposto di tradurla in attività trasversale in aula, dove, secondo l’indicazione del prof. Aldo Grasso, si consiglia di introdurre la televisione con tanto di videoregistratore. Ma stai attenta e ricordati gli ordini di Tremonti & company: non devi sprecare denaro, anzi devi sottrarre fondi alla scuola perché le casse languono e rischiamo la bancarotta! Beh, una volta tanto sto con Tremonti: non buttare soldi dalla finestra comprando televisori e strumenti connessi, perché i nostri ragazzi hanno la testa e la vita piena di TV, hanno bisogno di altro, hanno sete di educazione, di accoglienza, di cultura, di creatività, di una scuola viva e propositiva, non di essere parcheggiati davanti alla scatola-video!
Se i soldi che ti spettano li devi spendere così, lascia stare: ti ricordo che ci sono scuole dello Stato che non hanno neppure la carta igienica! A parte le questioni economiche e le spese da sostenere, capitolo ampio, difficile e bollente in queste settimane, vorrei riflettere con te sul modello “Bravo, bravissimo”. Ti confesso subito che non ho mai tollerato quella trasmissione nella quale i bambini diventavano oggetto di adulti megalomani e mostrati come un cane o un gatto ad un concorso di bellezza e di acrobazie.
Per questo ho sempre cercato di evitare ai miei figli la visione di quella trasmissione e, quando è capitato, l’ho criticata insieme a loro evidenziando i molteplici aspetti negativi, ben comprensibili anche in tenera età. Ma proporre questo modello a scuola!? E’ veramente troppo! Allora è proprio vero che dietro il vostro motto “l’amore vince l’odio” c’è solo arrivismo, discriminazione, concorrenza sleale, razzismo subdolo! Sono realtà allora le numerose vignette che mostrano Silvio Berlusconi far uso della Carta Costituzionale in bagno? Dove è finito il diritto allo studio? Come si realizza l’impegno dello Stato a rimuovere ogni ostacolo alla piena realizzazione di tutti i ragazzi secondo le proprie inclinazioni? La scuola per voi è solo un’officina che immette sul mercato pezzi perfettamente riusciti e scarta tutto il resto? Selezionare e potenziare debbono essere gli unici obiettivi del nostro essere insegnanti?
Il nocciolo della questione è sempre lo stesso; la realtà è evidente e non possiamo non esprimere il nostro disappunto, la nostra indignazione come genitori, come insegnanti, come Italiani. Per concludere, in nome della libertà di insegnamento, ci tengo a dirti ufficialmente che farò di tutto per non creare in classe un clima competitivo e discriminatorio; inoltre boicotterò ogni corso di formazione che vada in questa direzione. Certo, a pensarci bene, il tuo mestiere è proprio complesso, snervante e a volte avvilente, ma, se permetti un consiglio, prova a cambiar rotta, prova a pensare non solo ai primi della classe, ai figli dei ricchi, dei colti, ma a quei ragazzi in difficoltà, che vivono qualche forma di disagio: stare dalla loro parte è gratificante, ti arricchisce, ti offre una visione nuova della vita, te lo assicuro. Provaci! Io ci spero! Noi insegnanti siamo i pionieri della fiducia, delle aspettative, perché passiamo la vita tra i più piccoli, che per natura sono il simbolo della speranza. Se ti butti sarò dalla tua parte e ti scriverò una lettera ben diversa. Buon cammino!

Azioni sul documento

Parole al vento...

Inviato da palinuro il 10/09/2010 12:05
L'abisso culturale che divide la Professoressa Spinozzi dalla Gelmini - mi verrebbe da dire un baratro antropologico se non temessi di scadere nel plateale razzismo di questa destra immonda ed impunita - è una barriera assolutamente impermeabile allo scambio, all'osmosi di idee e di pensieri.

D'altra parte, già prima di una inesistente Gelmini qualcuno di ben più elevato livello intellettuale e culturale aveva capito che la più efficiente forma di controllo è quella che forma le giovani coscienze ed impedisce la trasmissione della memoria. Papa Sisto V, tardo epigono della Santa Inquisizione, che per primo impose la mano leggera con gli eretici, sosteneva la necessità di un cambiamento di strategia: non più il rogo ma l'instaurazione di un rapporto di tipo missionario, coloniale.

Mutatis mutandis, questo è l'uso che, con la compiacente compresenza di una sinistra complice e corrotta,il berlusconismo fa del sottosviluppo culturale di questo immemore Paese. E si è dimostrata una strategia vincente perché ha usato i mezzi di propaganda di massa del padrone piduista per convincere la maggioranza di questo popolo ad aspirare ad un avvenire di tipo televisivo ed in qualche modo ad accettare che la scuola imponga modelli alla De Filippi e alla Mike Bongiorno.
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