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Carissimo Pinocchio...

La lettera di intenti mandata da Berlusconi alla UE è una incredibile accozzaglia di bugie, una sorta di libro dei sogni, tanto che dallo stesso PdL è partita un’altra lettera che invita il cavaliere a farsi da parte

Il cavaliere ci ha stupito ancora una volta! Eppure siamo ormai abituati alle sue bugie: ne ha raccontate tante in tutti questi anni! Ma adesso si è lanciato anche a livello internazionale... lui pensa che nessuno se ne accorga. Fa come i bambini che chiudono gli occhi e pensano di essere diventati invisibili. Così ha raccontato che la Merkel si è scusata con lui per i risolini con Sarkozy, immediatamente smentito dalla segreteria della cancelliera tedesca. Come fa a non arrossire? Ma soprattutto come fa a non pensare che se uno si fa una fama di mentitore ossessivo compulsivo, nessuno poi gli può più credere? Ma lui sembra non saperlo e così è arrivato a Bruxelles tranquillo e inconsapevole, con la sua letterina d’intenti in tasca, cercando di renderla più personale, intestandola a penna ai cari amici Herman (Van Rompuy) e José Manuel (Barroso), quasi fosse accompagnata da una manata sulle spalle....

E’ inutile: non ce la fa ad essere uno dei grandi della terra, ma resterà per sempre solo uno che cerca disperatamente di essere amico dei grandi, di quelli che dicono “Obama, è amico mio!” oppure “Angela Merkel è amica mia!” salvo poi dire di lei che è una “culona inchiavabile”. Inadeguato, patetico e imbarazzante.

 Lettera a europa

Ma con questa lettera di intenti ha raggiunto davvero il massimo: è riuscito a mettere insieme una serie di balle, di dati che ha solo lui ( e chissà dove li prende!) e di improponibili riforme, in un miscuglio micidiale.

Vi ricordate il contratto unilaterale con gli italiani firmato a Porta a porta, cerimoniere il fido Vespa? Beh, era niente in confronto a questa lettera, che 
QUI accludiamo  , così potrete tirare le somme e fare le vostre considerazioni da soli.

A parte la solita cascata di dati non verificati, non c’è un solo punto che possa davvero giovare al paese, che ci faccia uscire dalla crisi, tutt’altro. Ha semplicemente, e come sempre, cercato di ignorare i problemi e lucrare sulla situazione: dando libertà di licenziamento ha blandito gli imprenditori, coi dati improbabili ha raggirato gli stranieri e pensa che così ha guadagnato tempo. E del resto che il documento racchiuda o no proposte attuabili, o anche solo promesse credibili, che importa? Tanto come sempre non ne manterrà nemmeno una! Ma questo lo sa anche l’Europa, che infatti per il momento abbozza ma dice: adesso facci vedere come fai a fare tutto quello che prometti. Della serie “facce ride!”

E se ormai non fossimo così stanchi e stomacati ci sarebbe davvero da ridere, anche se a denti stretti. Ma il cavaliere, che ha un ego smisurato che gli fa sempre credere di essere il meglio figo del bigoncio, è convinto di aver fatto una drittata e trovato la quadratura del cerchio, una soluzione a tutti i suoi problemi: intanto – lui pensa – l’Italia se lo dovrà tenere fino a quando lui non metterà in atto le riforme promesse all’Europa e poi se non le potrà mantenere potrà sempre dare la colpa ai soliti comunisti disfattisti. Fra questi dovrà annoverare però anche i sindacati della CISL e della UIL, imbufaliti perfino loro per le disposizioni che riguardano i licenziamenti indiscriminati di tutti i lavoratori del pubblico e del privato.

Piano piano questo governo ci ha riportato indietro di 60 anni, cancellando tutte le conquiste dei lavoratori, degli intellettuali e della sinistra laica e progressista in genere.Qualcuno sta cominciando ad accorgersene, finalmente.

Se pensa di essere riuscito a far fessi tutti come suo solito, non ha però tenuto conto dei suoi, che oggi rispondono alla sua lettera di balle, con un’altra lettera in cui gli chiedono senza troppi giri di frase di levarsi dai piedi. Oggi si dice “fare un passo indietro”, ma in realtà è una vera e propria dismissione coatta. Come mai? Beh, è intuitivo: non ci vorrà molto a scoprire che quelle che ha scritto insieme a quell’altro egocentrico e, a dir di sé, mancato Nobel di Brunetta, sono tutte fanfaluche e allora sarà la fine non solo di Berlusconi, ma di tutto il suo partito. Voleranno tutti a gambe all’aria come i birilli del Bowling. Ovviamente questa sbugiardata dei suoi non è piaciuta a Berlusconi, così davanti all’ira del cavaliere i congiurati si sono appiattiti tutti nell’anonimato, nel non so e nel no comment.

Se gli scontenti pidiellini non si vedono, però ci sono ed esiste un malcontento interno, non tanto – come sarebbe normale in un altro paese – perché dice cazzate che è sempre costretto poi a smentire ( come le battute sull’euro di oggi), ma soprattutto per lo sperpero di posti di sottosegretari e viceministri regalati a chi si è venduto, a discapito di chi ha militato con fedeltà e obbedienza. La rivolta degli yesmen, insomma....

E questa è l’Italia. Non solo negli stereotipi umilianti degli stranieri, ma nella realtà di questo governo e di questo premier. E se ci salveremo il derriére succederà solo perché altrimenti tiriamo giù anche tutti gli altri, in un drammatico domino.

Adesso ci potrebbe salvare davvero solo una opposizione coesa, determinata e con una strategia adeguata e affidabile.... ma anche questo è solo un pio desiderio, tratto da un libro dei sogni della sinistra orfana e abbandonata, in questa povera Italia.

Un paese in cui tutti più o meno mentono, non solo gli avversari al governo. In cui la menzogna, l’ipocrisia, l’opportunismo fanno parte della nostra vita quotidiana, in ogni forma e in ogni relazione. Ci raccontiamo storie, ci illudiamo, dissimuliamo, alteriamo la verità, inganniamo noi stessi e gli altri. Un paese in cui la verità non viene mai a galla, in cui assassini, corrotti, bugiardi se sono potenti non vengono mai puniti. In cui nemmeno le grandi stragi hanno mai un responsabile, un colpevole, un paese in cui non esistono regole fisse, condivide e rispettate, ma ognuno le cambia se gli conviene.

In un paese così il mentire è parte della vita sociale, dei rapporti di relazione, della religione e non solo della politica, e che si impara presto, si succhia col latte materno e finisce col respiro. Ecco perché un premier bugiardo e inaffidabile ha potuto durare tanto.

Pinocchio B 02

 

Italia, il grande bluff di un paese di truffatori, mafiosi e bugiardi, che si nascondono dietro la grande storia, le grandi opere d’arte, i grandi monumenti... che adesso però cominciano a venir giù come i muri di Pompei. Quello che resterà in piedi ce lo venderemo ( anche questo è previsto in quella lettera di intenti) per far fronte ai debiti fatti da classi dirigenti avide e incapaci.

Un giorno verrà giù tutto, tutto il castello di bugie e di inganni e saremo nudi davanti al mondo. Lo temiamo da sempre e forse è arrivato il momento del redde rationem, perché la frana è già cominciata.

Quello che ci aspetta lo sapremo fra breve, purtroppo.

Pinocchio B 03

Pinocchio B 04

Azioni sul documento

En attendant Godot?

Inviato da palinuro il 29/10/2011 15:52
Pur con qualche variante, è tutto un déja vu.

Dopo la caduta del fascismo non si trovò un italiano che fosse stato fascista e coerentemente si fece una grande amnistia perché tutto finisse a tarallucci e vino.

Dopo tangentopoli, fatto pagare il conto a pochi capri espiatori, sappiamo bene come tutto sia stato ridotto a guerra tra poteri dello Stato e come i condannati latitanti siano diventati esuli in terra straniera.

Ecco perché non sono d'accordo con Barbara Fois che dice "...sarà la fine non solo di Berlusconi, ma di tutto il suo partito. Voleranno tutti a gambe all’aria come i birilli del Bowling." Forse, ma poi? Chi ci garantisce che dopo non avremo più birilli ma Uomini di Stato?

Questa nostra sedicente sinistra, collaborazionista della prima ora, corrotta fino al midollo delle ossa, non avrà alcun interesse a chiarire il come e il perché di tanto genocidio etico, sociale, economico e politico. E a questo popolo di pecore che aspira solo di godere della libertà dei servi non verranno offerti gli strumenti per avviare una sorta di analisi collettiva che possa far emergere le responsabilità di ognuno per evitare in un molto prossimo futuro il ripetersi di questi terribili fenomeni da Paese incolto e infantile.

En attendant Godot?

Inviato da bfois il 30/10/2011 03:41
Beh, forse mi sono fatta prendere dall'enfasi... nemmeno io credo che TUTTI andranno a gambe per aria, ma molti sì. Ho detto che il nostro è un paese di bugiardi e di mestatori, aggiungerò anche di voltagabbana, di gente che si ricicla continuamente. Lo farà anche il cavaliere col suo nuovo partito "Forza gnocca" o quel che sarà, tanto la sostanza non cambia. Ma nonostante tutto questo fango nel quale sguazziamo e nonostante tutto quello che ho scritto e che credo vero sulla complessiva inattendibilità della gente di questo paese, pure io voglio credere che ci sia una ripresa e una crescita di autoconsapevolezza fra i cittadini. E' la classe dirigente che va mandata via, tutta, ma c'è tanta brava gente che lavora e che fa con coscienza il proprio lavoro, quando ce l'ha. La gente che risparmia, che dà una mano nelle sciagure, che sopperisce alle evidenti mancanze dei governi assenti in prima persona, facendo volontariato. Ho sbagliato a non scriverne, perchè non è giusto che ci si dimentichi di queste persone: anche loro fanno parte di questo paese, per nostra fortuna. Ed io non sono abbastanza cinica da scordarlo e da non riconoscerlo. Per mia fortuna.

En attendant Godot?

Inviato da palinuro il 30/10/2011 10:14
Comprendo bene, ed apprezzo oltre ogni dire, le buone ragioni per le quali la Prof. Fois esprime rispetto e riconoscenza per quel popolo eticamente integro e sano che si sacrifica in prima persona facendo volontariato.

Il problema gli è che io vedo il volontariato, o meglio, questo volontariato - non certo il popolo che vi si dedica - come fumo negli occhi, perché il volontariato come lo conosciamo oggi è la certificazione vivente della rinuncia dello Stato moderno e liberale ad assolvere uno dei compiti suoi propri, cioè la cura e l'assistenza del cittadino, compiti peraltro contemplati dal Titolo II della costituzione repubblicana. E pensare che Lord Keynes, che era certo un autentico liberale ma anche - mi si passi la banalità - uno attento ai conti, aveva dimostrato come le politiche sociali potevano autofinanziarsi ed essere addirittura un fattore di sviluppo. Qualcuno ricorda i "buchi keynesiani"?

Ma i governi degli ultimi trenta-trentacinque anni hanno operato in tutt'altra direzione: è il fenomeno dell'arricchitevi (leggi arricchiamoci) tutti della privatizzazione della politica, della Protezione civile, delle cosche delle P3, P4,....P(n).

Al popolo è stato concesso il privilegio di sostituirsi allo Stato in questo vitale settore. Il popolo lavora e si sacrifica, lo Stato (ormai privatizzato) ingrassa.

En attendent Godot?

Inviato da bfois il 30/10/2011 15:46
Vero! Non c'è dubbio che il fatto che ci sia qualcuno che sostituisce lo stato assente, in qualche modo lo esime dal fare il suo dovere, ma d'altra parte quale può essere l'alternativa? Ci sono genitori che comprano i gessetti e la carta igienica per la scuola dei loro figli, che non ha più risorse. Ci sono poliziotti che pagano di tasca propria la benzina delle auto di servizio e ci sono volontari che assistono i malati, dopo i tagli nel settore della sanità. Che succederebbe se non lo facessero? Io non ho mai creduto nel tanto peggio tanto meglio, perchè non è vero: non ci sarebbero sussulti di coscienza nelle menti ottenebrate dal bunga bunga.Non siamo in un film di Frank Capra. E la vita quotidiana diventerebbe ancora più miserabile e insopportabile di quanto lo sia ora. L'unica alternativa possibile è cacciare dalle stanze del potere tutti questi cialtroni con la forza, visto che non hanno abbastanza dignità e coscienza per andarsene da soli.
Ma l'esperienza storica ci dice che le sommosse (non le rivoluzioni, che sono cosa diversa e hanno bisogno di una strategia oltre che di un'altra classe dirigente che oggi non c'è) creano solo problemi maggiori e consentono e giustificano interventi ancora più repressivi.
Allora cosa resta? Su cosa si può lavorare per cercare di uscire dal tunnel? Proprio sullo spirito civico delle persone. Sul volontariato organizzato, sui cittadini che si organizzano fra loro e sostituiscono del tutto lo stato, non per assolverlo dai suoi mancati interventi, ma per annullare il suo potere.
Se no che resta? Un fucile a canne mozze, come in "Un giorno di ordinaria follia"...
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