Tu sei qui: Portale » Articoli » Chi viene e chi va

Chi viene e chi va

Cambio di guardia alla Casa Bianca

Stasera sulla 7 va in onda “W”, un film su George W. Bush del regista americano Oliver Stone. W come worst, cioè peggiore. Infatti Bush è stato considerato il peggiore  presidente degli Stati Uniti, da George Washington in poi. Perfino peggio di suo padre, che non ce la fece nemmeno ad essere rieletto. Perfino peggio di Nixon. Solo per Berlusconi poteva essere diversamente:"La storia dirà che George W. Bush è stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti” ha detto, con aria convinta il cavaliere e poi ha aggiunto rivolto a Bush: "Sono stato onorato di poter cooperare con te, un uomo di grandi ideali e principi". Beh, è questione di punti di vista: bisogna vedere da che altezza si guardano le cose….

Ma la stima è ricambiata? Non sembra: basta leggere la biografia del cavaliere pubblicata nel “press kit” che la Casa Bianca distribuì ai giornalisti al seguito di Bush durante il G8 in Giappone, nel luglio 2008: “Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio…Principalmente un uomo d’affari con massicce proprietà e grande influenza nei media nazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finchè non ha perso il posto nel 2006.” Così Bush dovette fare le sue scuse, ma resta il fatto che quelle parole sono state scritte e lette da tutto il mondo durante un G8. E pesano come pietre.

Ma siccome quanto a figuracce il nostro non è secondo a nessuno, forse non ci ha fatto caso.

Del resto con il nuovo presidente Obama ha già debuttato come gaffeur, dicendo che ha tutto per poter andare d'accordo con lui: perché è giovane, è bello e anche abbronzato.

Per una volta sono convinta che il cavaliere fosse in buona fede (odddio! Che mi succederà? Mi verrà l’orticaria? Mi usciranno le bolle??). Pensava realmente di fargli un complimento ed è questa la tragedia: non capisce nemmeno quello che è opportuno dire e quello che è meglio sorvolare. E’ realmente naif, un autentico grossier doc. Uno zotico in doppio petto, insomma.

E va be’, transeat su questo, ma come la mettiamo all’indomani della sparata, con le cose dette nella conferenza stampa? Con il vaffa gridato al giornalista americano che protestava? Ehhhh, lì è stato all’altezza delle sue migliori performance, ammettiamolo. Riferendosi infatti al termine abbronzato, ha detto “Gli ho fatto un grande complimento, una carineria assoluta. [...] E se non hanno il sense of humour sono imbecilli e se ne vadano a... [...] Perché? C'è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione è buona. Io mi sono veramente rotto e dico tutto quello che penso.” (citato in Berlusconi, prima gaffe su Obama, la Repubblica, 6 novembre 2008)

E ora sta bissando la figuraccia con la storia  della festa di insediamento di Obama : "Non sono andato a quello di Bush e quindi non andrò neanche a quello di Obama" e aggiungendo con sorriso a 32 denti . "E poi io sono un protagonista e non una comparsa..." In realtà non è stato invitato. Come gli altri capi di stato, del resto. Infatti la prassi statunitense non prevede la presenza dei leader stranieri alla cerimonia presidenziale. Il 6 gennaio scorso, Condoleezza Rice ha diffuso una nota alle ambasciate a Washington precisando che gli inviti sono riservarti agli ambasciatori e alle loro consorti e non possono essere "trasferiti" ai premier o capi di Stato, anche per ovvi motivi di sicurezza.

Ma Berlusconi non sa nemmeno cosa siano i cerimoniali. Vi ricordate nel dicembre del 2000 la figuraccia che fece al Quirinale? Andò senza essere invitato, mentre da sempre la consuetudine del Colle vuole che allo scambio d' auguri di fine anno non siano chiamati leader di partito ed ex capi del governo. Quel garbato rito prenatalizio riguarda solo esponenti di pubblici poteri, come le cosiddette "magistrature della Repubblica", cioè i presidenti del Senato e della Camera, ma non i leader di partito e nemmeno gli ex presidenti del consiglio, come era allora Berlusconi, oltretutto in campagna elettorale. Lui invece arrivò inatteso ospite e mise tutti in imbarazzo, visto che non c’era nemmeno – ovviamente – una sedia riservata a lui. Così finì nelle ultime file, mordendo il freno e cercando di attirare l’attenzione del presidente Ciampi.

Per il giuramento e poi la festa di insediamento di Obama quindi dovranno fare a meno delle battute del cavaliere. Siamo certi che riusciranno a sopravvivere a tanto. Il cavaliere intanto magnanimemente dice: "Lasciamolo lavorare", e poi rivela: "Gli sto scrivendo una lettera di auguri".

Ecco. Sarà tutto racconsolato Obama. Già. Un bel viatico per il lavoro che lo aspetta: un paese in ginocchio grazie al grande amico di Berlusconi, il W.Bush. A Los Angeles e in altre città sono stati approntati del grandi parcheggi dove le famiglie che hanno perso la casa, per via della truffa dei mutui, possano andare a dormire in macchina. E’ infatti per strada che sempre più spesso finisce la parabola di tanti cittadini, piegati dal tracollo finanziario, dal caro-gasolio, dai pignoramenti frutto del terremoto subprime, dalla disoccupazione. A Denver come a New York, a Minneapolis come a Washington, in molte delle grandi città degli Stati Uniti si registra un’impennata del numero dei senzatetto e, dato ancor più allarmante, la crescita è alimentata da una nuova categoria di homeless: le famiglie con bambini. Questa è la situazione. Circa due milioni di persone hanno perso il lavoro, e non è che l’inizio, perché grandi compagnie come la General Motors sono sull’orlo della bancarotta, mentre la Chrysler, la Ford ed altre, minacciano di chiudere. Altro che la crisi del 1929!

Nel suo discorso alla George Mason University di Fairfax in Virginia, qualche giorno fa, Obama ha detto a questo proposito “Nel corso della storia americana, ci sono stati alcuni anni che semplicemente si sono succeduti senza molto clamore. E poi ci sono gli anni che capitano solo una volta in una generazione, il tipo di anni che segnano una rottura  con un passato turbolento e impostano un nuovo corso per la nostra nazione. Questo è uno di quegli anni. Iniziamo il 2009 nel bel mezzo di una crisi, diversa da qualsiasi altra che abbiamo visto nella nostra vita, una crisi che si è acuita nel corso delle ultime settimane. Quasi 2 milioni di posti di lavoro sono stati ormai persi. E venerdì, abbiamo saputo che abbiamo perso più posti di lavoro l’anno scorso che in qualsiasi altro momento a partire dalla seconda guerra mondiale. Solo negli ultimi anni altri 2,8 milioni di americani che hanno bisogno di lavoro a tempo pieno, hanno dovuto accontentarsi di posti di lavoro part-time… Stando alle cifre del dipartimento del Lavoro Usa, oltre quattro milioni di persone ricevono attualmente i sussidi di disoccupazione: è il record dal dicembre 1982. Il presidente Barack Obama annuncia di aver chiesto, inoltre, ai suoi consiglieri di preparare un piano di rilancio dell’economia con l’obiettivo di creare 2,5 milioni di posti di lavoro in due anni. «Metteremo a punto i dettagli nelle prossime settimane, ma si tratterà di un piano biennale, su scala nazionale, per rilanciare la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti e gettare le basi di un’economia solida e in piena crescita» ha dichiarato Obama nel suo secondo messaggio del sabato alla nazione. La sua intenzione, come lui stesso ha illustrato, è quella di formare un governo che  «metta l’interesse pubblico davanti agli interessi particolari che sono arrivati a dominare la nostra politica».

Per tutto questo, come possiamo ben immaginare, i consigli che il cavaliere ha minacciato di dargli, saranno di estrema utilità. Però lui aveva promesso solo un milione di posti di lavoro, aveva promesso di portare a mille euro le pensioni minime, ma poi se n’è dimenticato. E quel che è peggio di tutto è che se ne sono dimenticati anche gli italiani e lo hanno rivotato.

Unicuique suum… a ciascuno il suo.

Crisi 1929 CRISI 1929 Crisi 2009 CRISI 2009
Azioni sul documento
INVITO Iniziativa 25 Maggio

De Magistris: da Parigi, Atene
e Italia una sola richiesta

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Le foto della manifestazione di Marsiglia

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Perché non scoppia la rivoluzione?

 
Da martedì 15 maggio in libreria

Salviamo il frutteto Stuard
Clicca sotto per firmare


Clicca sulla vignetta
per ingrandire


Ultimi 5 filmati


Clicca sulla vignetta
per ingrandire


Rubrica delle donne

« maggio 2012 »
maggio
lumamegivesado
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031