Tu sei qui: Portale » Articoli » CIVITAVECCHIA, CENTRALE ENEL : “ARBEIT MACHT FREI" , IL LAVORO RENDE LIBERI

CIVITAVECCHIA, CENTRALE ENEL : “ARBEIT MACHT FREI" , IL LAVORO RENDE LIBERI

Dobbiamo evitare il “mercato delle braccia” perché nulla è dato per sempre ed il diritto ad un lavoro sicuro e dignitoso ce lo dobbiamo riconquistare ogni giorno

Civitavecchia, centrale Enel, alle 12,30 del sabato pasquale - mentre il Paese è chiuso per vacanza - la mancanza di misure di prevenzione e di sicurezza adeguate hanno fatto un’altra vittima sul lavoro, Sergio Capitani un ragazzo di 34 anni. E’ la terza morte da quando ha avuto inizio il cantiere per la riconversione a carbone della centrale; e con la stessa beffarda e grottesca ironia con cui i campi di sterminio nazisti accoglievano i deportati (Arbeit macht frei che in tedesco significa: "Il lavoro rende liberi"), all’ingresso della centrale un cartello accoglie i lavoratori con la scritta “La sicurezza prima di tutto”. Nei giornali della domenica pasquale il mondo del lavoro si è riconquistato così per un giorno la prima pagina, poi da martedì, finito l’effetto indignazione legato all’evento drammatico, tutto tornerà nell’oblio e nel silenzio, e soprattutto per Sergio Capitani non ci sarà la resurrezione, ma solo le lacrime e la disperazione per famigliari, colleghi di lavoro ed amici.

             C'è molta ipocrisia in giro, sentimento diffuso, comune e trasversale ai soggetti che a vario titolo hanno responsabilità sulla materia e che, insieme all'indifferenza ed al senso di abitudine (quasi di rassegnazione) alla morte, sono le cose più pericolose contro cui combattere come comunità civile se tale vogliamo continuare a considerarci. Anche di questo dovrebbe occuparsi la politica, soprattutto a sinistra, perché nonostante l’invito di Sacconi a fare chiarezza sull’incidente la sola risposta che Lui ed il suo Governo hanno saputo dare in questi 2 anni per affrontare il dramma delle cosiddette  “morti bianche” è stato modificare ( in silenzio e con paese distratto ed annichilito dal bla,bla,bla mediatico) il Testo Unico prevedendo meno controlli e sanzioni più lievi per le imprese non in regola, ovvero un bel “regalo fatto ai padroni”. Anche su questo a sinistra dovremmo (dobbiamo) avere il coraggio e la responsabilità politica e civile di rompere il silenzio mediatico e sociale; anche questa , non dimentichiamolo, in una “Repubblica fondata sul lavoro” è un’emergenza democratica.

             Dobbiamo unire le forze per evitare che un Paese, distratto dalla televisione e soffocato da una grave crisi economica, diventi indulgente verso un meccanismo deleterio e pericoloso che vede progressivamente abbassarsi l'asticella dei diritti; il bisogno di lavoro è forte ed il rischio per molti di perderlo potrebbe sempre più portare infatti le persone ad accettare condizioni "estreme" pur di lavorare e sopravvivere.

Dobbiamo evitare questo, dobbiamo evitare il “mercato delle braccia” perché nulla è dato per sempre ed il diritto ad un lavoro sicuro e dignitoso ce lo dobbiamo riconquistare ogni giorno, ogni volta che usciamo di casa per andare al lavoro.

Impegniamoci tutti in questa battaglia di civiltà per una diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro,  perché continuare a tacere ed a restare indifferenti (opposizioni e sindacati confederali) ci renderebbe “complici” di questi omicidi bianchi.
Azioni sul documento
INVITO Iniziativa 25 Maggio

De Magistris: da Parigi, Atene
e Italia una sola richiesta

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Le foto della manifestazione di Marsiglia

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Perché non scoppia la rivoluzione?

 
Da martedì 15 maggio in libreria

Salviamo il frutteto Stuard
Clicca sotto per firmare


Clicca sulla vignetta
per ingrandire


Ultimi 5 filmati


Clicca sulla vignetta
per ingrandire


Rubrica delle donne

« maggio 2012 »
maggio
lumamegivesado
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031