Tu sei qui: Portale » Articoli » Considerazioni di un ingenuo

Considerazioni di un ingenuo

Ormai nessuno può ignorare la crisi economica mondiale che stiamo vivendo

La crisi economica mondiale che stiamo vivendo è il frutto  della ingordigia sfrenata di una casta (un'altra!) di speculatori che, pur di realizzare il massimo dei profitti a breve, si è inventata e venduta un mondo virtuale, di carta straccia.
Che milioni di piccoli risparmiatori/investitori, in fondo nel loro piccolo altrettanto ingordi, hanno voracemente acquistato col miraggio di utili miracolosi.

Ora che la crisi ha assunto dimensioni tali da non limitarsi a rovinare un po' di famiglie, ma da innescare una reazione a catena che, facendo crollare i consumi, minaccia l'intero sistema, tutti sono alla ricerca affannosa dei rimedi.

La terapia appare particolarmente difficile, anche per le dimensioni del problema, e sembra concretizzarsi essenzialmente nell'inserire nel meccanismo enormi masse di denaro, nella speranza che le ruote non si fermino per mancanza di 'energia'. Denaro che si presume venga fornito dagli Stati, cioè dai loro cittadini contribuenti.
Da questo punto di vista mi sembra curioso però che nessuno o quasi pensi a recuperare i fondi necessari per far fronte alla catastrofe per prima cosa proprio prelevandoli dalle maggiori concentrazioni di ricchezza, in particolare da quelle che si sono formate operando esclusivamente sul piano della speculazione e dello sfruttamento della cosiddetta 'globalizzazione'.
Si potrebbe aumentare cioè la progressività dell'imposizione fiscale prevista all'art. 53 della nostra Costituzione, ampiamente contraddetto negli ultimi anni in particolare dai Governi Berlusconi, che hanno al contrario ridotto il prelievo fiscale sui grandi patrimoni.
Aumentare il prelievo sui 'ricchi' e dare respiro alle classi meno abbienti, che immetterebbero in tempi brevi tali risorse sul mercato, sarebbe coerente con la sbandierata necessità di far crescere la domanda di beni per frenare la valanga dei licenziamenti. Nella speranza che finalmente si prenda atto (anche a sinistra) della necessità di ripensare profondamente il nostro modello di consumi.

Nel frattempo molto meno si sente parlare dei responsabili della crisi, che hanno per anni goduto di extra-redditi vertiginosi grazie alla loro disinvoltura e in larga parte continuano la loro azione distruttiva operando nel mondo finanziario con speculazioni a ribasso. E' anzi assai probabile che larga parte della nuova 'liquidità' immessa sui mercati finisca anch'essa, in fondo al percorso, nelle loro capaci tasche.
Non è detto che questi soggetti corrispondano a persone fisiche: è più probabile che siano identificabili in società finanziarie, banche e altri enti simili di cui non è sempre agevole individuare la proprietà, ma che sono 'governati' da una ristretta élite di professionisti.
Certo qualcuno perderà il posto, altri saranno estromessi con buonuscite stellari o magari promossi ad altri incarichi, ma nessuno chiederà veramente conto del loro operato, anche perché probabilmente non hanno infranto nessuna norma, dato che nessuno aveva pensato a scriverne.
Con l'unica eccezione ancora una volta dei nostri Costituenti che all'art. 41 della Costituzione vollero chiarire che, se 'L'iniziativa privata è libera', essa 'Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana'.

Azioni sul documento
INVITO Iniziativa 25 Maggio

De Magistris: da Parigi, Atene
e Italia una sola richiesta

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Le foto della manifestazione di Marsiglia

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Perché non scoppia la rivoluzione?

 
Da martedì 15 maggio in libreria

Salviamo il frutteto Stuard
Clicca sotto per firmare


Clicca sulla vignetta
per ingrandire


Ultimi 5 filmati


Clicca sulla vignetta
per ingrandire


Rubrica delle donne

« maggio 2012 »
maggio
lumamegivesado
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031