Da Parma a Roma alle piazze d'Italia. Il 12 marzo tutti con tutti per la Costituzione

"Il comune di Parma non ha mai dato il patrocinio alla
manifestazione del 19 febbraio...", così recita un comunicato della
amministrazione comunale di centro destra che replica ad un comunicato
del popolo viola che aveva annunciato che, non solo il comune non aveva
dato il patrocinio, ma che non aveva neppure consetito all'Anpi, la
associazione dei partigiani, di ritirare il suo palco che è custodito
nel locali del comune medesimo. Nell'Italia berlusconiana che ci ha
abituato alle censure, alle omissioni, alle liste di proscrizione, ora
abbiamo anche la smentita che conferma, l'imprudenza che si fa
impudenza.
Dalle liste dei giornalisti e dei programmi sgraditi,
siamo così passati alla lista dei temi proibiti, e persino al
sequestro dei palchi sospetti.
Del resto perché mai una giunta di
centro destra, e per di più al centro di pesantissime polemiche sulla
gestione amministrativa, avrebbe dovuto concedere il patrocinio ad una
iniziativa sovversiva dedicata a quel residuato sovietico che si chiama
Costituzione?
Non dimentichiamo che in quella cartaccia si osa
persino sancire l'autonomia dei giudici, l'uguaglianza dei cittadini
anche di fronte alla legge. Cosa altro si potrebbe concepire di più
ostile al presidente Berlusconi? Anzi forse i padri costituenti
pensarono queste provocazioni proprio contro di lui...
Chiunque
manifesti per riaffermare la legalità repubblicana e la dignità
costituzionale è considerato da costoro un nemico, un molestatore
della vita privata e pubblica del piccolo Cesare, un sovversivo al
quale negare anche il palco, i microfoni, perché i questi tempi
sfilare davanti alla lapidi dei partigiani, ricordare le loro ultime
lettere, lasciare un fiore della memoria, rileggere la costituzione è
qualcosa che spiace alla corte del sovrano, più attenta a celebrare
l'igienista dentale che non a celebrare la partigiana emiliana.
Per
queste ragioni, e non solo per queste , chi potrà farlo sabato
pomeriggio vada a Parma, portando con sè una copia della costituzione e
una bandiera tricolore, e si unisca a quelle donne e quegli uomini che
hanno generosamente promosso quella che potremmo chiamare " la
giornata dell'orgoglio costituzionale", anzi proprio da Parma potrebbe
partire l'idea di promuovere per il prossimo 12 marzo decine e decine
di iniziative simili in tutta Italia.
Sempre con il tricolore con la
costituzione in mano si potrebbe andare a Marzabotto, o Sant'Anna di
Stazzema, o a Capaci, a Castelvolturno, o davani alle case di Peppino
Impastato o di Pippo Fava, per fare solo qualche esempio, per
ricordare ed onorare chi davvero si è battuto per conquistare la
dignità nazionale e la legalità repubblicana.
Sarebbe bello questo
appello partisse da Parma, città martire, capace di insorgere contro i
fascisti e di resistere per giorni agli assalti di chi voleva colpire
gli oppositori, bruciare le case del popolo, mettere a tacere ogni
forma di dissenso, far sparire i palchi degli oppositori di allora.
Ora
per fortuna non si bruciano le case del popolo, non si mettono in
carcere gli oppositori, non si usano manganelli e olio di ricino, ma
si distribuiscono manganellate mediatiche e i divieti offensivi. Per
fortuna anche questa volta, a partire non casualmente da Parma,
troveranno pane per i loro denti, e il 19 febbraio sarà un' altra bella
giornata per quei milioni di italiane e di italiani, e sono la
maggioranza, che non hanno mai dato il loro voto al piccolo Cesare e al
suo alleato leghista".


















