Di che cosa parliamo quando parliamo di Fini

Ancora una volta il nocciolo della questione che probabilmente ci condurrà anticipatamente alle urne in un clima da “mobilitazione permanente” e di caccia infernale al traditore Fini, reo di aver riportato al primo punto dell’agenda politica il tema della legalità e della presentabilità della classe politica, l’ha individuato senza perifrasi e soprattutto senza sconti per la sinistra Barbara Spinelli.
Su la Stampa di domenica 8 agosto ha ripercorso le tappe della rottura insanabile e ha soprattutto individuato in modo inequivocabile le ragioni del manganellamento mediatico che si è abbattuto da ultimo sul presidente della Camera.
Berlusconi a Fini, Granata e agli altri finiani intransigenti ha chiesto in modo ostentato di “scegliere la cultura dell’illegalità contro la cultura della legalità” nonché “più sottilmente e ed essenzialmente, di scegliere tra democrazia oligarchica e autoritaria e democrazia rappresentativa”.
E come è apparso evidente, oltre ogni ragionevole ed eventualmente residuo dubbio, le motivazioni che hanno reso il presidente della Camera incompatibile e pernicioso per il partito di cui è cofondatore e, che conseguentemente secondo una logica proprietaria dello Stato e delle istituzioni, dovrebbero indurlo alle dimissioni da presidente della Camera, le ha esplicitate l’ufficio di presidenza del PDL del 29 luglio, dichiarando formalmente “Le sue posizioni (sulla legalità) sono assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo delle Libertà”.
E in tutto questo non ci sarebbe in fondo nulla di stravagante ed eretico rispetto al programma “politico” che ha determinato in modo ferreo e graniticamente coerente l’agire dell’attuale presidente del Consiglio e della sua banda di amici degli amici, faccendieri di prima e seconda generazione, “ciarpame” al seguito di varia natura e genere, legulei-legislatori a libro paga, ministri della cricca o ministri per legittimo impedimento, dalla discesa in campo ad oggi senza soluzione di continuità.
Il fatto stravagante e fino a poco tempo fa imprevedibile è che, pur se con qualche quinquennio di ritardo e dopo aver avallato pacchetti di leggi ad personam a riportare al centro dell’agenda politica italiana e a subirne le conseguenze in termini di linciaggio mediatico oltre che di guerriglia all’interno del suo partito sia stato un insider, già delfino di Giorgio Almirante, un ex fascista convertito alla democrazia liberale che ad un certo punto ha deciso di ritornare a fare quello che da molto tempo molti elettori di An gli chiedevano e cioè riconoscersi in Falcone, Borsellino, Caponnetto invece che in Mangano e Dell’Utri.
Barbara Spinelli sempre nell’articolo intitolato La sinistra non tiene il passo di Fini aggiunge molto puntualmente che “la sinistra non ha avuto né il coraggio né l’anticonformismo del presidente della camera” in quanto “fino all’ultimo ha congelato la presa di coscienza italiana sulle questioni della legge e della giustizia, ripetendo con pudibonda monotonia che ‘l’antiberlusconismo non giova al centrosinistra’”. E ovviamente quando parlava di “antiberlusconismo” e, aggiungerei anche quando sempre la cosiddetta sinistra si accaniva contro i “demonizzatori” di Berlusconi che facevano ovviamente il gioco del presidente del Consiglio, intendeva proprio questo “combattere il Cavaliere sul terreno dell’etica pubblica, della legalità, della formazione dell’opinione pubblica attraverso i media”. Tutti argomenti, se vi ricordate bene, definiti a sinistra in tutte le sue meschine declinazioni, da D’Alema a Veltroni fino ai prodiani più o meno doc, obsoleti, controproducenti, non abbastanza sentiti dalla gente, non prioritari, roba da ceti intellettuali, temi rischiosi che non portano voti, terreno di caccia di Di Pietro…
Non a caso l’accusa più veemente e ricorrente contro Gianfranco Fini (intenzionato peraltro a rispondere alla corrida in atto sulla casa di Montecarlo facendo parlare le carte in merito alle società offshore riconducibili a Berlusconi, al ruolo di Cesare Previti, Flavio carboni e David Mills negli affari del presidente, e all’assetto proprietario del Giornale) è di essere come Travaglio e cioè di chiamare in causa e mettere all’attenzione dell’opinione pubblica i fatti invece della propaganda fondata sulla mistificazione e la manipolazione costante.
Purtroppo la sinistra, con l’eccezione di Di Pietro che pure con l’handicap di un partito non adeguato ha tenuto la posizione sulle questioni cruciali, rimosse o negate incredibilmente dal ’92 ad oggi, non ha né al governo, né all’opposizione rappresentato le istanze di legalità, trasparenza, lotta alla corruzione, difesa dello stato di diritto che tante volte e per tanto tempo si sono levate dal paese o almeno dalla sua parte migliore. I partiti della sinistra da almeno dieci anni a questa parte si sono attivati o per contrastare e demonizzare le richieste di questa natura bollate come giustizialiste e frutto di bieco antiberlusconismo o più subdolamente hanno cercato di strumentalizzarle o egemonizzarle per lasciare esattamente tutto come prima: ve lo ricordate Fassino & co. ai girotondi davanti al cavallo di viale Mazzini, mentre la Rai continuava e sta continuando a sprofondare tra le spire dei partiti fino agli esiti attuali?
Al di là degli sviluppi dello strappo di Fini e dalla portata dei suoi guai “domestici” in senso lato va sottolineato ancora una volta con le parole definitive di Barbara Spinelli che “la sua dissociazione dai disvalori del popolo delle Libertà non è una frattura del bipolarismo, né tanto meno un ritorno a vecchi intrugli consociativi. E’ il primo atto di un’uscita dall’era di Berlusconi, da una seconda repubblica che non ha riaggiustato la prima ma ne ha esasperato monumentalmente i vizi…”
Di questo non irrilevante dettaglio farebbe bene a prenderne atto Bersani e a trarne le opportune conseguenze che dovrebbero indurlo a non essere poi tanto sicuro, come ha detto di recente in occasione della conta su Caliendo, che a causare la crisi devastante e penosa in cui versa il governo è stata l’opposizione. La sua?


















