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E' vero, le norme per la sicurezza sul lavoro sono ancora insufficienti grazie al governo Berlusconi

Questa è la mia risposta al Ministro Sacconi. Non si possono accettare simili dichiarazioni, da un ministro, dato che il suo governo non sta facendo altro che distruggere le leggi vigenti in materia di sicurezza sul lavoro.
Io mi chiedo, ma è mai possibile, che io debba assistere a simili dichiarazioni del Ministro del Lavoro Sacconi?
Oggi  6 dicembre 2008 come tutti ben sanno c'è stato l'anniversario per la strage sul lavoro alla Thyssenkrupp di Torino, dove il 6 dicembre di un anno fa, morirono sette operai bruciati vivi.
Il Governo Berlusconi e gli industriali si sono badati bene dal parteciparVi, e intanto mi tocca a leggere una nota di agenzia Asca del Ministro  Sacconi, dal titolo "THYSSEN: SACCONI, IN ITALIA NORME SICUREZZA ANCORA INSUFFICIENTI ", che chi vuole può leggere a questo link:
 
http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=795671&canale=POL&comunicati=1&articolo=THYSSEN:%20SACCONI,%20IN%20ITALIA%20NORME%20SICUREZZA%20ANCORA%20INSUFFICIENT

Il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro (Dlgs 81 del 9 Aprile 2008) per avere effetti, aveva bisogno di 38 decreti e atti attuativi vari, ma il Governo non ne ha emanato neanche uno.
Anzi, ha peggiorato anche la normativa vigente, rinviando al gennaio 2009 il termine in cui diventerà obbligatorio redigere il Documento di Valutazione dei Rischi, proroga anche per le norme antincendio e arbitrati, con il Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 è stata cancellata la sanzione a carico del datore di lavoro per non aver munito i lavoratori di tessere di riconoscimento nell'ambito dello svolgimento di attivitià in regime di appalto e subappalto (
prevedeva una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.000 euro a carico del datore.
Con il Decreto 112/08, ha tolto le violazioni sulla durata del lavoro, come causa di sospensione dell'attività produttiva, e l'ispettorato del lavoro che dovrebbe controllare il lavoro nero e irregolare, ha le mani legate.
Inoltre,  c'è una Direttiva del Ministro de Lavoro Sacconi su servizi ispettivi e sull'attività di vigilanza (firmata il 18 settembre del 2008) , che invito tutti a leggere attentamente.
La direttiva si più può trovare al seguente link:

http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/8FD70F8B-B94C-4554-8776-DDB084652466/0/20080918_Dir.pdf

La direttiva chiede agli ispettori del lavoro di non intervenire sulla base di segnalazioni anonime da parte dei lavoratori...
Una direttiva che in pratica, chiede agli ispettori del lavoro, di non rompere le scatole alle imprese.
La direttiva Sacconi, va nella direzione opposta, invece di potenziare tali controlli, li depotenzia
E poi ci stupiamo che i controlli non funzionano....
Come farà adesso un lavoratore ricattabile, a denunciare i suoi "aguzzini" senza esporsi, e quindi rischiando di perdere il proprio posto di lavoro?
Dopo tuttò ciò, io devo assistere a simili dichiarazioni del ministro del lavoro, che dice che le norme per la sicurezza, in Italia sono insufficienti?
Ma stiamo scherzando?
Ma per chi ci ha presi?
Sacconi si dovrebbe vergognare!!!
Ma non è finita qui, c'è un documento formato da 46 proste di semplificazione del testo unico per la sicurezza sul lavoro, inviato dalle associazioni datoriali al Ministro del Lavoro Sacconi , di cui ha parlato ieri, Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom-Cgil Nazionale, davanti all'assemblea degli Rls, che si è svolta  a Torino.
Se queste modifiche verranno attuate, porterebbero a un totale stravolgimento del Testo Unico stesso
E' così che si è espresso il segretario, ed è la realtà purtroppo.
Sacconi ha già detto chiaramente, che se le parti sociali non si troveranno d'accordo, deciderà lui, ed è evidente da che parte deciderà....
Io voglio accennare almeno ad un punto di questo documento, che è la modifica richiesta più devastante, perchè sui mezzi d'informazione non è uscito proprio niente.
La proposta 1 dice:

"Reintrodurre ed ampliare le ipotesi di semplificazione già contenute nel D:lgs n. 626/1994 in tema di valutazione del rischio con procedure standardizzate e tramite autocertificazione, eliminando alcuni dei vincoli che attualmente annullano in sostanza la possibilità di ricorrere a tali procedure, anche con previsione di unificazione documentale"

Cosa significa tutto ciò, allora, intanto questa proposta di modifica, basterebbe da se a svuotare il testo unico.
La proposta di modifica mira in sostanza ad allargare alla quasi totalità delle imprese il metodo dell'autocertificazione e a differire senza aver deciso una data, la definizione e l'attuazione delle procedure standardizzate.
Si propone infatti di ritornare al meccanismo che avrebbe trovato applicazione due anni dopo l'entrata in vigore della legge, e che, invece, non venne mai applicato, nonostante le procedure standardizzate fossero state elaborate e approvate dalla commissione consultiva

 

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