Fontanelle vietate agli zingari, vergogna a Rom

«Se decoro, igiene e sicurezza mi vengono domandate dai cittadini, io devo dare una risposta alla mia gente. Avrei fatto chiudere le fontane anche se fossero stati giapponesi o sudamericani a dare fastidio. Invece è capitato che fossero rom. Vorrà dire che andranno in qualche altra fontana a prendere l'acqua tanto sono nomadi, si spostano no?»
La mia patria, la mia città, la mia gente. È per la sua gente che il presidente del IV municipio di Roma, Cristiano Bonelli, ha inviato una richiesta senza precedenti all'Acea: chiudere le fontanelle pubbliche, per favore, attirano i rom che danno fastidio a residenti e commercianti. Roma nord, quartieri popolari di strade congestionate e palazzoni ingrigiti di lavoratori dipendenti. Quartieri Talenti e Prati Fiscali.
Da qualche settimana l'acqua in un paio di fontanelle non scorre più. Una è antistante il mercato comunale di Talenti, l'altra è vicino a un piccolo campo rom. Il minisindaco in quota Pdl, ex destra sociale poi An con lunga militanza nel Fronte della gioventù, è andato di persona a controllare le soste dei rom, con camper e indecorosi lavaggi in fontanella. «Tutti i commercianti del mercato mi hanno detto che i rom danno fastidio. Io gli devo dare una risposta. Questo non è razzismo, farò anche un progetto di integrazione». Ma l'acqua è un bene di tutti... «Appunto perché è un bene di tutti l'ho fatta chiudere: la usavano solo in pochi!».
Ma per i rom del quartiere, in Italia anche da più di 30 anni, i rubinetti chiusi sono un'offesa. «L'acqua non si nega neanche ai cani, questo è razzismo come le classi ponte per i bambini migranti della Gelmini» - dice Najo Adzovic, portavoce del campo rom Casilino 900 durante un sit-in di protesta contro le fontanelle chiuse. Il minisindaco minimizza. Anche sulla valenza simbolica della chiusura. A Talenti i ragazzini vanno in giro con la foto del Duce nel portafoglio, sui muri c'è scritto "Talenti nera", non crede che misure ghettizzanti possano solo aumentare la tensione? «Nel portafoglio c'è chi porta la foto della fidanzata chi quella del Duce o di chi gli pare. Sulle mura, a Talenti, ci sono scritte neofasciste perché è un quartiere più nero di altri, il Tufello è più di sinistra e ci sono scritte di sinistra. È ovvio. Io devo prima di tutto garantire il decoro alla mia gente che infatti mi ha ringraziato per le fontane chiuse».
Evidentemente per Bonelli, Vanessa, che ha 18 anni, in Italia c'è nata, parla romanesco e porta infradito e gonna jeans come tutte le sue coetanee, non è «la mia gente»; neppure sua cugina Manuela che come tutti i suoi 6 fratelli frequenta regolarmente le scuole del quartiere, «è la mia gente». Loro vivono con i rispettivi genitori in due camper in uno slargo all'inizio di via dei Prati fiscali vecchia. Lì la fontanella è piombata da fine agosto. «Ora andiamo col camper a prendere l'acqua - dice Zumbra, la mamma di Manuela - Io ho 7 figli che vanno a scuola, mi vergogno di mandarli sporchi ma lavarli ora è un'impresa. Chi pensa che noi ce ne andremo per una fontanella chiusa, sbaglia». Zumbra, 37 anni, in Italia c'è nata. «La nonna qui ci è morta, è tanto che siamo qui» - dice Manuela, guarda un faggio che ombreggia le due roulotte. Lì i bambini giocano, le nonne muoiono, la mamme cucinano, i papà partono e tornano. Qualsiasi cosa dica il minisindaco quegli spiazzi sono la casa di Zumbra, Vanessa e Manuela, rom di origine bosniaca.
Ieri il Pdci-Fgic ha depositato simbolicamente una cassa d'acqua sotto la sede del IV municipio con una lettera indirizzata al minisindaco: «Alcune bottiglie d'acqua che potranno da lei essere usate per dissetare i cittadini di questo municipio, compreso il popolo rom». Si spera.


















