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GIORGIO AMBROSOLI, EROE “NORMALE”

Da socio cofondatore dell’Associazione Giorgio Ambrosoli, Salerno, che si sta occupando di molte problematiche a carattere legale, sociale e civile, in questo momento di incertezza per le nostri sorti (con i relativi facili, nuovi eroi popolari), mi sembra utile ricordare l’esempio di questo grande uomo di un passato neanche troppo lontano, il cui modello di coraggio dovrebbe aiutarci a vivere il presente.

Giorgio Ambrosoli era una avvocato milanese, classe ‘33. Nominato Commissario Liquidatore della Banca Privata Italiana, in crisi finanziaria a causa delle illecite attività del banchiere siciliano Michele Sindona – su cui si erano addensate, dopo anni di successi personali, fosche nubi – ricoprì tale incarico dal 1974 sino al luglio del 1979, quando fu ammazzato, giovanissimo, da un sicario ingaggiato (si scoprì in seguito) dal medesimo Sindona.

Aveva già subito tentativi di corruzione, minacce ed intimidazioni. La politica l’aveva abbandonato: l’unica istituzione a lui vicina si era dimostrata soltanto la Banca d’Italia. Non godeva di scorta. Venne freddato con una facilità assoluta, di ritorno da casa d’amici, da un killer che, prima di eseguire l’ordine, gli domandò scusa.

Il Lettore avrà mille modi di rinvenire informazioni sul Nostro. Quindi, vorrei soltanto portare all’attenzione del pubblico le meravigliose e – ahinoi! – preveggenti parole usate da Ambrosoli in una lettera indirizzata alla moglie Anna:

<<Anna carissima, è il 25.2.1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo [documento che reca i nominativi di chi vanta legittimamente un credito in una procedura concorsuale, ad es. un fallimento o, come nel caso, una liquidazione coatta amministrativa, ndr] della B.P.I., atto che ovviamente non soddisferà molti e che è costato una bella fatica. Non ho timori per me perché non vedo possibili altro che pressioni per farmi sostituire, ma è certo che faccende alla Verzotto [Graziano Verzotto, politico, detto “l’uomo dei misteri”, coinvolto – tra l’altro – negli affari illeciti di Michele Sindona, ndr] e il fatto stesso di dover trattare con gente dì ogni colore e risma non tranquillizza affatto. È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese. Ricordi i giorni dell’Umi [Unione Monarchica Italiana, ndr], le speranze mai realizzate di far politica per il Paese e non per i partiti: ebbene, a quarant'anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito. Con l’incarico, ho avuto in mano un potere enorme e discrezionale al massimo ed ho sempre operato – ne ho la piena coscienza – solo nell'interesse del Paese, creandomi ovviamente solo nemici perché tutti quelli che hanno per mio merito avuto quanto loro spettava non sono certo riconoscenti perché credono di aver avuto solo quello che a loro spettava: ed hanno ragione, anche se, non fossi stato io, avrebbero recuperato i loro averi parecchi mesi dopo. I nemici comunque non aiutano, e cercheranno in ogni modo di farmi scivolare su qualche fesseria, e purtroppo, quando devi firmare centinaia di lettere al giorno, puoi anche firmare fesserie. Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [...]. Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa. Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell'altro. Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai come sempre il tuo dovere costi quello che costi [...]. Giorgio>>.

A vent’anni dalla morte, l’Avv. Ambrosoli è stato insignito della Medaglia d’oro al valor civile perché <<splendido esempio di altissimo senso del dovere e assoluta integrità morale, spinti sino all'estremo sacrificio>>.

Con un’infelice uscita Giulio Andreotti, qualche tempo fa, ha affermato che Ambrosoli, in fondo, <<se l’era andata a cercare>>. Se con queste parole intendeva onorare, a suo modo, l’integrità del Nostro, allora non ci resta che constatare amaramente che altri che se la vadano a cercare ne vediamo, purtroppo, sempre meno.

E’ quindi proprio allo scopo di ricordare l’esempio dell’Avv. Giorgio Ambrosoli e provare a raccoglierne il messaggio, che da qualche anno è attiva l’Associazione Giorgio Ambrosoli Salerno, di cui sono co-fondatore. Vi invito a visitarne il sito: www.associazionegiorgioambrosolisalerno.it.

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