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Giù la maschera!

Prima il cavaliere negava l’esistenza della crisi, poi ha detto che era alle nostre spalle, ora dice che non ci metterà le mani in tasca, ma la finanziaria prevede sacrifici immensi per i cittadini: ci parlino chiaro, una volta tanto!

Quello che è intollerabile è la beffa, lo sberleffo, la presa per i fondelli continua, costante, da parte di un governo che ci ha rimbambito di bugie, di falsi sondaggi, di rassicurazioni ipocrite. Si sbracciava il cavaliere sui palchi e fra fanfare e sventolii di bandiere: secondo lui era solo la propaganda disfattista della sinistra a parlare di crisi! Ci giurava, in un delirio confuso, che la crisi non ci toccava e non ci avrebbe toccato e continuava a dire che non ci avrebbe messo le mani in tasca, ma poi per convincerci aggiungeva che la crisi era ormai alle nostre spalle (ma allora c’era stata!) e che noi ne saremmo usciti prima e meglio degli altri (ma allora ci stavamo ancora dentro!).

Intanto si susseguivano i licenziamenti, chiudevano le fabbriche, gli operai finivano sui tetti, si abbassava fino alla soglia di povertà la vita quotidiana di troppi italiani, le pensioni erano rimaste quelle di prima (ma e tutte le pensioni portate a mille euro? Che fine ha fatto questa promessa?), i giovani disoccupati prendevano la fuga all’estero, ma il cavaliere continuava a rassicurare tutti: tutto va ben madama la marchesa! E adesso all’improvviso calano le carte in tavola: siamo nella merda, ci dicono brutalmente, se non vogliamo finire come la Grecia o l’Argentina di qualche anno fa, dobbiamo fare dei sacrifici. Ma perché, che cavolo abbiamo fatto fino ad oggi?? Ci dicono: la festa è finita e adesso bisogna pagare il conto. A parte che noi alla festa non siamo mai stati invitati, adesso dovremmo anche lavare i loro piatti?? Quei 24 miliardi della finanziaria li dobbiamo cacciare noi?? Eh no, cavolo! Si parla di tagli agli stipendi, di tagli alle pensioni, di tagli alla sanità: una tragedia senza confronti! E loro? Millantano di togliersi un 5% dallo stipendio, che naturalmente sarà calcolato sullo stipendio base - che è modesto - mentre è con tutte le altre voci e gli altri emolumenti che loro raggiungono le alte cifre: un’altra presa in giro.

Ma non basta: non si parla nemmeno di arginare l’evasione fiscale, manovra che invece non solo ci salverebbe dalla bancarotta, ma creerebbe perfino un gruzzolo. E del resto come stupirsi: si sono inventati lo scudo fiscale, impapocchiandoci su fondi all’estero che sarebbero rientrati in Italia, con chissà quali vantaggi per noi, invece quei soldi sono stati solo sdoganati e resi legali, ma restano all’estero, al sicuro. Bugie e ancora bugie e poi una pioggia di scandali che fanno ben vedere lo sfascio morale di questo governo, la corruzione infinita di chi ci dovrebbe governare.

Ma Berlusconi si ostina a rassicurare e a promettere: non vi metteremo le mani nelle tasche, mentre Tremonti ce le ha già messe eccome e forse non solo in tasca. Giocano al poliziotto buono e a quello cattivo, in modo da non distruggere l’immagine del cavaliere, già in lento ma inesorabile declino. E intanto però varano una legge per bloccare l’informazione, perché non si sa mai che qualcuno finisca per capire, per trovare il bandolo di questo gomitolo volutamente arruffato e contraddittorio.

Altro che intercettazioni, altro che privacy! E’ un bello scudo che li protegge, protegge la cricca e i loro traffici, come l’altra legge sull’immunità li renderà intoccabili dalla giustizia. E così poi potranno smantellare la magistratura e la Costituzione nel più assoluto silenzio stampa. Un programma che fa venire i brividi e che tuttavia stanno attuando sotto i nostri occhi: cose mai viste in un paese civile! Blindati e salvi, mentre noi sopportiamo tutto il peso dei loro errori impuniti e impunibili. Siamo proprio fuori da ogni realtà, senza più equità , lontani da ogni principio di giustizia, da ogni segno di democrazia. Uno schifo tale che perfino il centro destra si sta spaccando, con i finiani che prendono le distanze.

Insomma sembra che si stiano accumulando una serie di motivi di scontro sociale e politico ad altissimo rischio, tanto pericolosi che possono scatenare qualcosa di non facilmente controllabile. Scendere in piazza sembra non bastare più, stiamo arrivando oltre le proteste verbali, allo scontro fisico: la rabbia e la violenza che sta covando nel paese si sta manifestando troppo spesso in proteste reiterate e in tutti i settori.

La fortuna del centro destra è che il centro sinistra e i sindacati non sembrano trovare una strada unitaria e un obiettivo comune, mentre si continua a infilare errori. L’abbiamo detto miliardi di volte, ormai, ma il CS sembra proprio non capirlo. Posso fare un esempio attuale, in corso: qui in Sardegna ci sono le elezioni nelle 8 province e in diversi comuni e alcuni candidati scelti dal CS sono personaggi veramente impresentabili, non solo chiacchierati ma proprio senza più alcuna credibilità. Ciò dimostra ancora una volta quanto sia più importante per loro mantenere un equilibrio nei rapporti di potere al proprio interno, che la credibilità presso gli elettori. E saranno certamente puniti. Anche se nemmeno le batoste elettorali li aiutano a capire dove e perché sbagliano.

In questo caso particolare, tuttavia, hanno fortuna, visto che anche il CD si è spaccato per questioni di potere esprimendo candidati in opposizione fra loro e spesso non graditi agli elettori. Una guerra fra poveri, insomma, a un livello infimo. E tutto questo alla faccia dei problemi dei cassaintegrati e disoccupati, dello scandalo del G8 alla Maddalena e di quello altrettanto grave sugli appalti delle istallazioni dell’eolico. Come finirà? Impossibile dirlo, ma di chiunque sia la vittoria sarà comunque una sconfitta per i cittadini. Come sempre. E non solo qui, al limes dell’impero.

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