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GRAVE PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA DEL NOSTRO PAESE...

Lettera Aperta all'Onorevole D'Alema

Gentile Onorevole D'Alema,

seguendo queste convulse ore della politica italiana e dei suoi maggiori esponenti, da cittadino non posso che allarmarmi oltremodo per una notizia di stampa comparsa in  questi giorni. Che è quella che rivela che spezzoni dei servizi segreti del nostro Paese hanno spiato (e forse continuano a farlo, indisturbati ed impuniti) alcuni parlamentari della maggioranza, non in linea con il governo in carica. Da tale opera di spionaggio pare che traggano origine dossier contro gli avversari politici del premier, opportunamente amplificati da giornali nelle disponibilità del Presidente del Consiglio, quali "Libero", "Il Giornale", "Panorama" ed affini.

L'inquietudine aumenta, allorché prendo atto che simile, grave evento non compare su gran parte dei media. Come se fosse stato considerato ininfluente, oppure visto come una notizia di "nicchia". Nonostante l'Organismo da Lei presieduto, abbia avviato l'esame del caso e provveduto alle prime audizioni di alcuni parlamentari.

Considerando che un'azione simile nel 1972, negli U.S.A., passata alla storia con il nome di "Watergate", portò all'impeachment dell'allora Presidente americano Nixon, credo che, nel modo più assoluto dopo la precisa denuncia dell'Onorevole Briguglio, PdL ed egli stesso membro del Copasir, bisogna proseguire con immediatezza e chiarire ogni risvolto dell'oscura vicenda.

Evidentemente per alcuni il dossieraggio nei confronti degli avversari politici è qualcosa di praticabile, in barba alle basilari regole della democrazia e del vivere civile, che tocca ad una collettività nazionale. Per altri (la maggioranza del Paese) non è possibile che si assista inermi alla sistematica violazione e graduale distruzione dello stato di diritto. In caso di sottovalutazione, scenari foschi prossimi-futuri si andranno ad aggiungere ad avvenimenti torbidi e drammatici degli ultimi decenni, a fronte dei quali permangono omertà, ostinati silenzi da parte di chi sa e depistaggi.

Dopo una denuncia così inquietante, che trova ogni giorno puntuale conferma sui giornali padronali succitati, è doveroso compito del Copasir indagare, per poi rassicurare tutte le parti in causa: le Istituzioni democratiche, i parlamentari di maggioranza e di opposizione ed i cittadini, che considerano la libertà bene primario.

Da non dimenticare che è la mafia, in primis, a compiere campagne con dossieraggi e calunnie contro i nemici. Prima di ucciderli. O graziandoli poi, avendone ormai distrutto credibilità e reputazione. A questo siamo? Alla mentalità e cultura mafiosa, che si stanno impossessando di tutti i gangli della Repubblica italiana?

Onorevole D'Alema, per quanto esposto e dunque, per i pericoli mortali, che corre il nostro Paese, mi appello al senso dello Stato, tante volte da Lei citato ed onorato.

Cordiali saluti

Lino  D'Antonio       Napoli

Azioni sul documento

Oh, santa ingenuità!

Inviato da palinuro il 13/08/2010 12:01
Oh, santa ingenuità!

Come ci si può rivolgere a D’Alema (D’Alema!), appellandosi al suo senso dello Stato? Faremmo un torto al segretario fiorentino se dicessimo che il Nostro è un politico machiavellico; al massimo possiamo dire che si ispira al cinismo krausiano (“chi non scava mai la fossa agli altri, ci casca dentro lui”).

Per il resto, malcelate dietro l'insopportabile spocchia del perdente non si trova altro che le macerie delle sconfitte da lui ricercate su tutti i fronti – dalla Bicamerale alle ultime sortite su Vendola, con l’interludio di guerre non dichiarate, di governi fallimentari, di privatizzazioni che manco Reagan (si badi bene: privatizzazioni, non liberalizzazioni che sono ben altra cosa), di leggi (non sue, ma da lui avallate) che hanno introdotto il caporalato di Stato – per tacere delle sue responsabilità storiche: l’avere legittimato l’ineleggibile Caimano (L. 361/56, art. 10), per avergli regalato le concessioni dell’etere (L. 488/99, art. 27) e per non aver mai presentato né sollecitato una legge sul conflitto d’interessi, non “contro” il piduista ma perché un politico che aspira ad essere definito Uomo di Stato ha proprio il compito – tra le tante altre cose - di regolamentare questa delicatissima materia.

L'equivoco sulla Democrazia

Inviato da hyperlinker il 16/08/2010 12:42
Dappertutto c'è un fermento dal quale emergono grida preoccupate: "la democrazia è a rischio", "tornano i modelli autoritari" e così via affermando. Come vanno considerati tali interventi? Quale effettiva valenza essi hanno? Vediamolo insieme:

Democrazia a rischio e modelli autoritari
http://www.hyperlinker.com/ars/modelli_autoritari.htm

Cordiali saluti,

Danilo D'Antonio

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