I fischi democratici d’Europa

Che succede al presidente Napolitano? Che succede ai massimi dirigenti
politici del Paese (opposizione compresa)? Che succede a un giornalismo
che dovrebbe essere libero? Sabato in Europa sono accaduti due episodi
di contestazione: a Dublino l’ex premier inglese Tony Blair, in tourneé
per presentare un suo libro, è stato accolto dal lancio di uova e di
scarpe, e da urla di “assassino”. A Torino il presidente del Senato
Renato Schifani (si parva licet), invitato dal Pd alla festa nazionale
del partito, è stato accolto da fischi e da domande su frequentazioni
mafiose.
Non si hanno notizie che il capo dello Stato del
Regno Unito, sua maestà Elisabetta II, o il presidente della Repubblica
d’Irlanda, di fronte alla gragnuola di uova e di scarpe, e al grido di
“assassino”, abbiano stigmatizzato l’accaduto come “intimidatoria
gazzarra” e lo abbiano denunciato come “segno dell’allarmante
degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi, sia pur
minoritari, incapaci di rispettare il principio del libero confronto”.
Non risulta che il capo del partito opposto a quello di Blair, il
conservatore Cameron, abbia parlato di “squadrismo”.
Meno che
mai risulta che l’editoriale del Guardian, a firma di un ipotetico
Aldous Bigslave, si sia sbrodolato in arzigogoli sulla “violenza e
intolleranza” che ci porrebbe “di fronte a una patologia sociale che
rischia di travolgere i fondamenti della vita civile”. Il quotidiano
“The Indipendent”, invece, ha spiegato come il viaggio di promozione
per il suo libro sia cominciato per Blair tra comparsate televisive,
chiacchierate radiofoniche e “of course, an entourage of protesters”.
Per la stampa anglosassone uova e scarpe contro un politico fanno parte
del “of course”. Come confermato dalla circostanza che lo stesso Blair
che non ha fatto una piega.
È bastato invece qualche fischio a
Schifani, perché Napolitano, Fassino e commentatori d’ordinanza si
siano dedicati alle invettive di cui sopra (mentre l’unica violenza
realmente avvenuta, semmai, sono le manganellate della polizia prese da
alcuni contestatori). È probabile che nel mondo liberale anglosassone
tali invettive verrebbero qualificate come intimidazioni contro
l’esercizio dei diritti democratici dei cittadini. In quel mondo, del
resto, tutto il passato di Schifani sarebbe stato raccontato per filo e
per segno dalle testate di destra e di sinistra, e insomma dal
giornalismo-giornalismo. In Italia lo hanno fatto solo Il Fatto Quotidiano e L’espresso.


















