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Il cavallo di Berlusconi e Anno Zero

Va bene la retorica della commozione televisiva. Non va bene l’esercizio vigile del dubbio. Va bene inquadrare l’orsetto di peluche, non va bene la vignetta cattiva

Caligola fece senatore un suo cavallo. Berlusconi ha elevato Mauro Masi dalla segreteria generale di Palazzo Chigi -di per sé ruolo non equino- alla presidenza del Consiglio di amministrazione della Rai. La sua fama di grand commis dello stato si fonda sulla sua indubbia capacità di lavorare per i superiori più diversi. Nella sua ormai lunga esperienza non ha fatto troppe distinzioni tra destra e sinistra. Ha sempre curato di stare dalla parte di chi vinceva. E le volte che ha pensato di aver sbagliato si è emendato in fretta. Come quando, salito a rilievo pubblico al seguito di Mariotto Segni, si accorse rapidamente che era meglio passare dalla parte di Berlusconi.

Ora, temprato dalla maturazione necessaria per guidare la segreteria generale di Palazzo Chigi, ha deciso di dare segno di vita esprimendosi su Anno Zero e la sua trasmissione sul terremoto all’Aquila: è necessario riequilibrare l’informazione in Italia.

Non ci avevamo pensato: in un paese in cui, fatto inaudito, il proprietario dei principali mezzi di comunicazione privati sta al vertice del potere politico e da lì comanda anche i mezzi di comunicazione pubblici, in questo posto strano unico al mondo, dove tutte le cosiddette leggi della concorrenza capitalistica sono negate dalla prevalenza genetica del monopolio, proprio qui l’informazione deve essere riequilibrata.

Il cavallo di Caligola non avrebbe saputo fare meglio: se il monopolio non è perfetto deve essere perfettibile. Non bastano i lacrimevoli cammei di Bruno Vespa in diretta: tenuti, trillo del virtuoso, tutti sul registro degli effetti e mai delle cause, nella serie “fateci piangere ma per carità non spiegateci nulla”. Non basta l’impudica scritta “Presidenza del Consiglio” sul comando della Guardia di Finanza colpevole solo di essere rimasta in piedi unica tra tutti i fabbricati e quindi obbligata a ospitare il presepe del Consiglio dei Ministri consigliato da qualche programmista Mediaset.

Non basta. Lo spettacolo esige sempre qualcosa di nuovo. E allora si deve censurare un programma che ricorda come le scosse siano iniziate mesi fa e continuate in un crescendo preoccupante. E’ maleducato dire che gli edifici si sbriciolano perché costruiti con poco cemento e poco ferro. E’ sconveniente dire che una zona tra le più sismiche d’Italia non era classificata nella prima categoria di pericolo. Ed è contrario alla ragion di stato dire che è mancato il principio di precauzione più elementare.

Va bene la retorica della commozione televisiva. Non va bene l’esercizio vigile del dubbio. Va bene inquadrare l’orsetto di peluche, non va bene la vignetta cattiva. E’ vietata la cattiveria irriverente. Per chi orchestra il pastone dolciastro che ci viene ammannito molto meglio appropriarsi della generosità degli anonimi soccorritori, infilati a loro rischio nei cunicoli delle macerie per provare a salvare qualche vittima intrappolata. Molto meglio la bontà esibita di chi non vorrà mai parlare dei costruttori, dei progettisti, degli amministratori, dei collaudatori assassini che si sono arricchiti alle spalle dei cittadini illusi di poter offrire a figlie e figli un avvenire migliore del loro passato e hanno scoperto invece di averli fatti vivere e dormire in edifici pubblici destinati fin dall’inizio al crollo inevitabile.

Forse per chi ha il controllo dei mezzi di comunicazione approfittarsi della disgrazia per salire nei sondaggi è tentazione irresistibile, vantaggio lucrabile nell’immediato. E’ ora un vantaggio leggero. Ma pesa. E peserà.

 

Azioni sul documento

solidarieta' a vauro

Inviato da gloria89 il 16/04/2009 10:29
egr.senatore non mi e' ancora chiaro se verra' sospeso solo per oggi o a vita, personalmente non ne posso piu' mi sono stancata di tutte queste censure fasciste! ho saputo che in questo momento davanti alla rai si sta svolgendo un sit-in
spero che i miei "colleghi" abbiano successo.
ringrazio di avere lo stomaco forte altrimenti avrei la NAUSEA
cordiali saluti

solidarietà

Inviato da gianca48 il 16/04/2009 16:26
si,siamo tornati proprio alle censure fasciste e la gente, narcotizzata dai media e dalle tv e la stampa di regime non si rende conto più di niente.Non c'è un minimo di cultura in questo Paese e i tagli alla scuola pubblica vogliono incrementare proprio questo.Però esiste la Società del sapere(vedi Ferruccio Pinotti)che molta gente dovrebbe leggere.Piena solidarietà a VAURO che perlomeno in questa triste Repubblica ci rende per qualche attimo spensierati!

commento

Inviato da gianca48 il 16/04/2009 16:14
bravo prof.pardi,la seguo sempre con molto entusiasmo e la stimo per la sua onestà intellettuale e per la sua vicinanza alla gente comune (che credo sia la migliore specie umana). Lei ha del coraggio e del midollo,roba che non hanno più gli altri,specialmente quelli che facevano riferimento alla sinistra.Avanti sempre così,con rinnovata stima.

impotenza

Inviato da fedfrenn il 21/04/2009 23:40
mi chiedo, ma voi la sentite questa impotenza che tutti i giorni ci attanaglia?leggo gli articoli di libera cittadinanza e sono cosi contento di appropriarmi di questa cultura,che mi sento piu' forte.
ma nello stesso tempo piu impotente.mi chiedo, ma adesso che so' una cosa in piu' sul male che attanaglia la mia nazione,cosa devo fare per mettere in pratica il mio dissenzo e cambiare le cose che non vanno? bo!!!! ecco l'unica risposta che mi so' dare e' questa.per non permettere al mio comune di fregarsene dello stato delle cose in generale della mia citta', da dove inizio?.
si, mi direte inizia dall'impegno politico,ma e' quello che faccio.mi direte inizia con il parlare con la gente,ma e' quello che faccio.mi direte fai dei volantini per informare,ma e' quello che faccio.mi direte raccontalo in televisione ma e' quello che faccio,pero' non cambia assolutamente niente.tutti i filosofi i politici e i giornalisti seri d'italia sono impegnati a fare si che le cose siano piu' democratiche, ma nonostante tutto lo stesso non cambia niente.mentre grandi cervelli pensano quale sia la cosa piu' giusta da fare per il paese,qualcuno ha gia' ha fatto materialmente le cose che teneva in testa e che servono solo a lui e ai suoi scagnozzi.ce' secondo me qualcuno che fa' il doppio gioco.trasmissioni come report che fanno servizi di tecnica giornalistica,che sono delle vere e proprie denuncie,dovrebbero ogni settimana fare mettere in galera decine di persone,e invece....niente.qualche denuncia,ma mai che senti che sia stato arrestato il tal amministratore pubblico colto con le mani in pasta in qualche intrallazzo.la cosa che piu' mi fa paura e',ma vuoi vedere che quando parlano di rivoluzione vuole proprio dire che bisogna armarsi e uccidere l'avversario politico?.per la nostra classe politica esiste una arroganza di tale forza,che supera tutti i morti sul lavoro,tutti i contratti degli operai,tutte le catastrofi naturali e chi piu' ne ha piu' ne metta.l'articolo di uno come giacomo di girolamo che dice in non do' un euro per l'abbruzzo e' piu' che giusto.bisogna prendere con forza lo stipendio dei parlamentari e non darglielo per un anno,perche' il motivo per cui molti palazzi sono caduti e' colpa della cattiva amministrazione pubblica della cosa comune,che dipende solo dalla politica e non da altri. ci vuole una legge che dica:pertanto visto il danno che hai arrecato per il momento ti sospendo lo stipendio,poi si vedra'.lo riavrai quando le cose saranno chiare,e tu per primo ti impegnerai perche' cio' avvenga presto.d'altronde ne avrebbe tutto l'interesse.ecco per evitare di arrivare alle armi sara' bene che i soldi in politica siano piu' equamente distribuiti,con regole certe e punizioni giuste,altrimenti sara' bene pensare a saper usare un fucile non si puo' mai sapere.mio nonno me lo diceva sempre,quando sono diventato partigiano avevo una sola cosa che mi insegno' ad usare il fucile,la mia liberta'.non mi ha rimasto molto il nonno se non il suo ricordo e il suo coraggio,speriamo di non doverlo usare anch'io per per la mia-nostra LIBERTA'.
SALUTI.FEDERICO
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