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Il Comune di Parma occupato da un sindaco abusivo e da una giunta delegittimata

La prossima manifestazione denominata “Via Crisis” è fissata per sabato 17 settembre alle ore 17. Appuntamento sotto i Portici del Grano, da cui partirà un corteo che toccherà i luoghi simbolo delle malefatte dell'amministrazione comunale.

La parola comune richiama, per ragioni storiche, il momento assembleare, che aveva luogo nella piazza principale, nel corso del quale venivano prese le decisioni importanti relative alla città.

Ma la stessa parola politica, che deriva da polis, la città che si autogoverna, evoca processi deliberativi comuni, nati dal dibattito, dall'uso pubblico della parola razionale, che motiva, argomenta, giustifica, rende conto di qualcosa.

Non è questo il caso dell'Amministrazione comunale di Parma, che non si è giustificata, non ha reso conto del suo operato, dei suoi buchi finanziari, dell'uso scriteriato dei soldi pubblici ai suoi cittadini, indignati per corruzione, malaffare, cattiva amministrazione, che hanno protestato in un crescendo di partecipazione popolare sotto i Portici del grano, dalla fine di giugno per tutto il corso dell'estate.

Persino il direttore della Gazzetta di Parma, all'indomani della pioggia di arresti, nel suo editoriale scriveva che “il Sindaco non può dire: non lo sapevo” e dunque deve assumersi le sue responsabilità senza scaricarle, come ha fatto, sui vertici amministrativi.

Il potere politico detenuto da un sindaco è un potere delegato dai cittadini, a cui non può non rendere conto.

Se questo non avviene, il potere non è delegato, ma occupato, e ciò in contrasto con la natura democratica dell'istituzione pubblica: parola della Costituzione!

Il sindaco di Parma è in questo senso un sindaco abusivo: metà della sua giunta si è dimessa, travolta dalla vergogna o dal comune senso del pudore; è crollata miseramente l'alleanza politica su cui aveva raccolto il consenso degli elettori, ma ciò non basta a rendergli evidente l'improponibilità di un così corposo rimpasto.

In tanti hanno celebrato il suo funerale: non solo la piazza ma anche i poteri forti, che sinchè ha loro giovato, l'hanno sostenuto, e quando è diventato indifendibile e inutilizzabile, l'hanno sganciato.

Anche la nuova giunta è abusiva: non rappresenta niente e nessuno. Non avrà autorevolezza, né credibilità, né competenze. Per sanare l'insanabile (una voragine di 500 milioni di debiti, una città sovradimensionata, sovracementificata, vetrina dell'effimero, supersorvegliata per alimentare insicurezza e paura, strumenti ben noti di controllo sociale) occorre il consenso dei cittadini di Parma, occorre una comunità che si riconosca in un progetto di governo politico, non più subalterno alla finanza creativa, al consumismo sfrenato, che sono stati travolti dall'ignominioso fallimento del suo stesso delirio liberistico (capitalistico?), che ha bruciato solo danaro pubblico. L'operazione di rimpasto dunque ricorda il macabro maquillage riservato ai defunti. Oggi il sindaco di Parma sopravvive a se stesso, ostaggio di interessi politici ed economici che gli impongono di non mollare la presa sulla città.

Ma così la città è perduta. Questa giunta non può governare.

C'è ormai tanta gente, giovani, donne, precari, lavoratori, che stanno pensando e lavorando all'alternativa di governo. Progettano nuovi modi di fare politica: partecipata, ragionata in pubblico, riappropriata dal basso, che rifiuta la logica della lottizzazione del potere, delle cariche, delle poltrone, delle consulenze, delle tangenti... Progettano nuovi temi al centro della politica: quelli che nascono dai bisogni di coloro che vivono del loro lavoro, la difesa dei beni comuni, dei diritti al lavoro, allo studio, alla cultura, alla salute. Al centro del dibattito si sta riaffermando una diversa cultura dell'istituzione pubblica: quella che redistribuisce in maniera più equa le risorse, secondo l'irrinunciabile e indifferibile criterio dell'uguaglianza e della giustizia, che se non viene posto al centro del governo della cosa pubblica, provoca la disgregazione della comunità e la sua ingovernabilità. Non più l'interesse comune, ma la guerra di tutti contro tutti.

A questo compito, difficile ma esaltante, tutta la popolazione è chiamata a partecipare, a diventare protagonista.

 

La prossima manifestazione denominata “Via Crisis” è fissata per sabato 17 settembre alle ore 17. Appuntamento sotto i Portici del Grano, da cui partirà un corteo che toccherà i luoghi simbolo delle malefatte dell'amministrazione comunale.

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