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Il lavoro nobilita e rende liberi

Mirafiori: vince di stretta misura il sì, grazie ai voti degli impiegati. Orgoglioso no degli operai. E adesso che succederà? Si aprono scenari interessanti, ma anche inquietanti.

Fino alle prime ore del mattino vinceva il no. Un orgoglioso no, un no sofferto, ma politicamente consapevole è uscito dallo spoglio delle schede nei reparti che riguardano le varie fasi della catena di montaggio, ma la svolta si è avuta con lo spoglio del seggio n.9, quello degli impiegati, che hanno votato compattamente sì. Facile dire sì per chi sta seduto a una scrivania. Ma non sarà facile per quegli operai che, secondo la nuova turnistica, dovranno lavorare in fabbrica anche per 10 ore consecutive per 6 giorni alla settimana e avendo solo 30 minuti di pausa divisi in 8 ore di lavoro. Potranno mangiare solo a fine turno e avranno 120 ore di straordinario obbligatorio. Inoltre sono ridotti i giorni di malattia pagati e come se non bastasse ogni lavoratore dovrà firmare un contratto individuale in cui praticamente si impegna a non scioperare. Inoltre i sindacati che non hanno firmato l’accordo come la FIOM non possono avere una rappresentanza sindacale. (vedi allegato)

Insomma stiamo tornando indietro di 60 anni, quando gli operai non avevano che doveri e i diritti erano ridotti al minimo.

Ma come osservava acutamente Goethe, duecento anni fa, “Quando alla gente si impongono doveri e non si vogliono accordare diritti, bisogna pagarla bene.” . Già, se no cresce un furore che poi sarà molto difficile e pericoloso gestire. Una bolla di rabbia si sta già gonfiando fra chi, in Europa, ma ormai ovunque nel mondo, non ha più il lavoro o lo ha precario e viene ricattato e costretto a piegarsi a salari da fame, senza nemmeno poter protestare.

Marchionne sta cinicamente usando lo strumento del ricatto economico su persone che vivono già a rischio di povertà. Ha usato questo sistema anche in America sugli operai della Crysler: prima del suo avvento guadagnavano 30 dollari l’ora, avevano l’assicurazione medica, compresa quella dentistica e oculistica. Oggi guadagnano 14 dollari l’ora e senza assicurazione medica. Ma l’America sta vivendo una crisi profonda e grave quasi quanto quella del ’29: tanti hanno perso la casa e vivono in auto, nei parcheggi. E’ facile fare i prepotenti con questa povera gente.

Ma che tipo di lavoro è quello di Marchionne? Vorremmo capirlo, al di là di qualsiasi troppo facile considerazione etica.

Così come vorremmo capire chi comprerà ormai le bruttissime macchine della Fiat. Perché il punto è tutto qui: ormai la Fiat ha preso incentivi di ogni tipo, aiuti dallo stato, contributi sulla rottamazione, ma è comunque dal 2009 in caduta libera sul mercato dell’auto. E non è certo colpa degli operai! Il fatto è che vogliono continuare a ritagliarsi non solo gli stessi profitti, ma possibilmente altri più alti ancora ( e se no da dove li prende i soldi del suo mega stipendio Marchionne? E dove prendono gli utili gli azionisti Fiat?), alla faccia della crisi dell’automobile a benzina, pesante ingombrante e inquinante, e alla faccia soprattutto della diffusa povertà di chi dobvrebbe comprare questi “pacchi” di lamiera. E allora come si fa per continuare a fare soldi alla faccia di tutto e dopo aver esaurito anche le risorse dello stato? O si affamano e sfruttano di più gli operai, contraendo il numero degli occupati e facendo lavorare di più quelli che restano, o si sposta la fabbrica in un paese del terzo mondo, dove la gente si accontenta di vivere con un pezzo di pane. Questa è la grande, nuova e rivoluzionaria proposta di Marchionne e di quelli come lui. E ci voleva un esperto di finanza per capirlo!

Ma la domanda resta comunque la stessa: chi comprerà le macchine? Chi avrà voglia di comprarsi una scatola di latta Fiat, quando non ha i soldi per mangiare o per mandare a scuola i figli? E fra i pescecani arricchiti sulle sventure altrui, quelli che si mettono i rubinetti d’oro nel bagno, chi comprerà una plebea Fiat?? Nessuno!! Questa è la risposta logica. Dunque cos’è questa buffonata della grande svolta economica?

Perché non cambiano produzione, invece? Perché non si mettono a costruire macchine ecologiche o vetture per uso collettivo e pubblico, perché non si pensa a un diverso modo di spostarsi nello spazio cittadino e non solo in quello? Perché il mondo è comandato dai petrolieri. Ne sa qualcosa il povero Enrico Mattei.

Non c’è bisogno di una sfera di cristallo o di una zingara per indovinare come finisce questa storia, per sapere che fra un anno o due saremo daccapo, che ci saranno altri cassintegrati e altri che perderanno il posto. Che gli operai verranno talmente angariati che sciopereranno, si ribelleranno e daranno così la scusa alla Fiat – dopo aver ben spolpato tutto quello che c’era da divorare – di andare ad affamare altri operai, in altre nazioni. Mica sono tutti come la Germania, che gli hanno sbattuto la porta in faccia!

E comunque siccome per dirla con Tenco “la speranza ormai è una abitudine”, noi continuiamo a illuderci che nel frattempo qualcosa accada. Ma forse è già accaduto, se ci pensiamo bene. Forse tutti quei no vogliono dire che qualcosa si sta risvegliando nella coscienza della sinistra. Forse. Magari è solo un’illusione, ma quando tutto è buio anche il lume di un cerino sembra la luce di una stella.

Azioni sul documento

il lavoro rende liberi

Inviato da marcellona il 16/01/2011 00:23
ho sentito landini a che tempo che fa e diceva che il contratto sarà applicato fra un anno e che fino ad allora saranno tutti in cassa integrazione.come inizio non c'è male.

il lavoro rende liberi

Inviato da bfois il 16/01/2011 15:57
Sì, l'ho sentito anch'io. Siamo in una morsa tremenda e lo dobbiamo all'egoismo di un liberismo selvaggio spalleggiato da Berlusconi e i suoi (vedi anche i criteri demenziali dei tagli del suo ministro alle finanze) e all'inettitudine di una sinistra divisa e disorientata. Voglio vedere, a questo proposito, quanti voti prenderà il candidato della sinistra Fassino a Torino, dopo aver detto che avrebbe votato per il sì. Ecco, questo è il genere di cose che ci fanno perdere continuamente e ovunque... non imparano mai e noi con loro - come diceva Moretti - non vinceremo mai.

Arbeit macht Fiat

Inviato da palinuro il 17/01/2011 19:14
Di poche aziende italiane, come la Fiat, si sono interessati storici, economisti e sociologi. Oltre ai dati tecnici di bilancio e alle dinamiche di sviluppo di impresa dalle origini ai giorni nostri, della Fiat è stata soprattutto analizzata e sviscerata la stretta connessione tra le decisioni imprenditoriali e le vicende economiche, sociali e politiche a ridosso delle quali le decisioni vennero prese. Con esiti non sorprendenti, per un lettore/analista dotato di un minimo di cinismo.

La Fiat è cresciuta con le guerre, e quando le guerre non c'erano se le è create lei. Adottando il pensiero di Karl Kraus secondo cui chi non scava mai la fossa agli altri, ci casca dentro lui.

Scriveva Keynes nel 1926: “dobbiamo inventarci una saggezza nuova. Nel frattempo, se vogliamo fare qualcosa di buono, dobbiamo dimostrare d'essere eterodossi, problematici, pericolosi e disobbedienti”.

Ma è noto lippis et tonsoribus che Fassino & Co. non sono persone di buone letture.

Arbeit macht Fiat

Inviato da bfois il 18/01/2011 04:26
Sì, vero. Anche ciechi e barbieri lo sanno: è proprio universalmente noto che non hanno nè letture nè idee. Purtroppo per noi. Adesso per esempio, con quest'altra schifosa grana che è scoppiata sui rapporti del cavaliere con giovani escort minorenni, una sinistra oculata, intelligente, pronta e anche un po' spregiudicata e cinica, cavalcherebbe la tigre e usando il "sistema Al Capone" potrebbe finalmente sbarazzarsi di questo ingombrante personaggio. Invece eccoci qui immersi in questo colloso attendismo, con questi super sfigati attaccati al piede come la palla di piombo dei galeotti di una volta. Non ne usciremo mai, mai, mai....

Arbeit...

Inviato da palinuro il 19/01/2011 01:13
"Mai" è un tempo molto lungo, incompatibile con la ragionevole durata della vita dell'uomo. Sarà la natura a porvi rimedio. Comprendo come questo atteggiamento fatalistico, un po' trascendentale, sia demoralizzante, faccia cadere le braccia; ma occorre rassegnarsi ad un dato fattuale: l'incapacità (per non dir di peggio) della italica sedicente sinistra di elaborare idee, concetti, visioni, progetti diversi dai compromessi, dalle svendite e dalle corruzioni a cui ci hanno abituato dal 1993/94. Davvero nulla di eclatante e di sconvolgente ma solo appena quel tanto necessario per convincere gli elettori che un altro Paese sarebbe - è - possibile.

Arbeit...

Inviato da bfois il 19/01/2011 17:53
beh, certo, il mio era un mai umano, non storico... d'altra parte a me interessa questo tempo, questo momento e mi sembra infinita questa attesa di cambiamento che non arriva mai... e il pensiero che la nostra vita, il futuro dei nostri figli sono nelle mani di questa gente, è davvero insopportabile. Soprattutto visto che sarebbe possibile avere una vita e un paese diversi e migliori ( beh, peggiori è difficile...)
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