Il referendum elettorale è un inganno?

Occorre fare un po’ di chiarezza.
Secondo il Prof. Andrea Morrone, presidente del comitato referendario, in assenza di un intervento legislativo da attuarsi prima del referendum, si otterrebbe effettivamente la “reviviscenza” del Mattarellum.
Secondo altri costituzionalisti tale “reviviscenza” non è affatto scontata e la Corte Costituzionale potrebbe determinarsi in modo diverso, respingendo il referendum o ammettendolo definendo uno scenario normativo diverso dalla reviviscenza della legge Mattarella in caso di vittoria dei si.
La strettoia che pone la Costituzione ai referendum, di poter essere solo abrogativi, costringe a muoversi su una lama di rasoio gli esperti che cercano di tradurre in quesiti referendari l’esigenza di cambiamento che si vuole esprimere.
Quasi sistematicamente i promotori di un referendum si trovano ad affrontare il rischio che tutte le fatiche risultino vane. Ritengo che questo rischio vada corso, perché preferisco tentare piuttosto che rassegnarmi ad accettare lo status quo, nella situazione di emergenza democratica in cui la politica italiana sta derivando.
Molte perplessità o commenti più pesanti che si leggono sull’iniziativa referendaria si riferiscono però proprio all’eventualità che vincendo il referendum e in assenza di altri interventi legislativi ci si ritrovi proprio il Mattarellum.
A questo proposito circolano molte cose imprecise. Riteniamo pertanto utile confrontare i due sistemi elettorali, semplificando un po’ ma evidenziando gli aspetti che più riguardano il rispetto della volontà di scelta dei cittadini.
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Premio di maggioranza.
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Il Porcellum garantisce 340 seggi su 630 alla Camera alla coalizione o partito che conquista la maggioranza relativa. Al Senato ciò avviene regione per regione, portando in ciascuna al 55% di seggi la coalizione o partito vincente. Alla Camera viene regalata quindi la maggioranza assoluta anche a un partito che ha raggiunto una percentuale bassa di voti, purché sia risultato il primo. Al Senato la questione è molto più complessa, ma si ottiene una altrettanto notevole forzatura della volontà popolare.
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Il Mattarellum attribuisce i seggi con due criteri che si sommano fra di loro: il 75% dei seggi viene attribuito con un sistema maggioritario basato sui collegi uninominali, il 25% con un sistema proporzionale. Anche qui si ottiene quindi una sorta di premio di maggioranza, ma la correzione proporzionale tutela in qualche misura le minoranze.
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Possibilità di scelta dei candidati da parte dei cittadini.
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Il Porcellum ha le liste bloccate. Le segreterie dei partiti decidono le liste dei candidati. Di essi saranno eletti i primi della lista, nell’ordine in cui vi sono stati inseriti, in base ai voti presi dal partito, senza che vi sia nessuna possibilità di scelta dei cittadini, che si limitano a votare il partito. I parlamentari sono costretti a una fedeltà assoluta, pena la non rielezione alle prossime votazioni.
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Il Mattarellum, per l’attribuzione del 75% dei seggi ha una filosofia completamente diversa, quella dei collegi uninominali. Anche qui al momento del voto non c’è grande possibilità di scelta da parte dei cittadini, ma la contesa a livello di ogni collegio è centrata sul binomio candidato-coalizione (o partito). Obbliga quindi le coalizioni (o partiti) a portare personaggi graditi ai cittadini, pena la ricaduta negativa in termini di voti.
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Per massimizzare la possibilità di scelta da parte dei cittadini risulta però a nostro avviso necessario introdurre le primarie di coalizione.
Per l’attribuzione del 25% proporzionale ci sono le liste bloccate! Qui per noi occorre introdurre un voto di preferenza, limitato a un solo nome, in modo da evitare possibili controlli del voto di tipo clientelare-mafioso, molto utilizzati in passato con le preferenze plurime.
In conclusione, sotto il profilo della distorsione della volontà degli elettori in termini di voti effettivi e di seggi ottenuti, la distorsione è molto maggiore nel sistema attuale e risulta quindi da preferire il Mattarellum. Sotto il profilo della possibilità di scelta dei candidati il Mattarellum è già certamente da preferire, ma è da integrare e migliorare.
Anche sotto altri aspetti il Mattarellum è da migliorare, ad esempio impedendo il ricorso alle liste civetta, che di fatto riducevano la effettiva quota proporzionale.
Altro discorso è quello di confrontare sistemi prevalentemente maggioritari come Porcellum e Mattarellum a sistemi di tipo proporzionale puro, come quello che c’era in Italia prima del referendum del 1993, che portò al Mattarellum.
Una delle esigenze che spostarono l’opinione pubblica verso sistemi di tipo maggioritario era quella della governabilità, dopo le frequenti cadute di governo causate dai ricatti dei piccoli partiti che sostenevano le maggioranze di governo. Sotto questo profilo in realtà non si sono avuti grandi risultati, se non alcuni negativi, da parte di chi ha approfittato di condizioni di maggioranza blindata per perseguire interessi privatistici di alcuni membri del governo o di lobby o in generale di parte.
Un altro motivo che dovrebbe far preferire un sistema moderatamente maggioritario è quello di favorire la formazione di coalizioni e quindi la definizione di programmi comuni e proposizione agli elettori prima delle elezioni. Col proporzionale le maggioranze si definiscono invece dopo le elezioni ed anche i programmi di governo. Tutto ciò implica anche giochetti e compravendite post elettorali di partiti che opportunisticamente si collocano in posizioni buone “per tutte le stagioni”.
Un sistema di tipo proporzionale infine, ma questo è l’aspetto più scontato, non favorisce l’alternanza di blocchi contrapposti, ma tende a mantenere in eterno al potere partiti che si collocano al centro, con tutte le degenerazioni che questo abbarbicamento comporta e che gli Italiani meno giovani ricordano bene.
I sistemi maggioritari di contro aumentano il rischio di tendenze autoritarie. Per evitare tali rischi devono essere rafforzati i contrappesi già previsti dalla nostra Costituzione, la effettiva libertà di stampa, la separazione ed autonomia dei poteri, i meccanismi per limitare le modifiche alla Costituzione stessa (col maggioritario viene falsata la percentuale di voti necessari alla modifica), ecc.
Per tutti questi motivi, ma portandomi dietro anche dubbi e necessità di vigilanza e di azione, sostengo nei banchetti di raccolta firme il referendum e invito tutti a firmare e a sostenerlo, anche nella speranza che possa costituire uno stimolo ad eliminare in anticipo le macroscopiche storture della legge elettorale attuale.


















