Berlusconi al Senato: intervento del senatore Pardi

Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
del Consiglio e Ministro per lo sviluppo fantasma, il suo è stato un discorso
da statista? No, è stato un discorso da equilibrista del teatrino della
politica. È rotto il suo partito artificiale nato da un atto autocratico.
Ciò che vediamo oggi è la conclusione delle sue prime battute. Fini: «Siamo
alle comiche finali». Lei: «Dalle fogne vi ho tratti. Alle fogne vi farò
ritornare». L'antagonista aveva contestato il suo dominio assoluto e lei
gli ha riservato una prova della potenza dei suoi mezzi. Confronto impari:
è stata ingigantita la casa di Montecarlo; la sua vittima non ha voluto,
né del resto avrebbe avuto i mezzi, ripagarla della stessa moneta, ricordando
l'acquisto della villa di Arcore per un valore equivalente ad uno solo
dei quadri lì contenuti.
L'opinione pubblica italiana ed europea
ha già registrato come questo conflitto asimmetrico sia abissalmente diverso
da tutti confronti per la leadership conosciuti nelle società democratiche.
Certo, tutti oggi si confrontano nel contesto mediatico. C'è una differenza
però: non lo possiedono. Lei non solo è l'unico a possedere il mezzo, privato
e pubblico, stampa e televisione, e lo usa nel modo più spregiudicato,
ma domina anche l'intero contesto. Che la classe dirigente di centrosinistra
sia stata incapace di impedirla non annulla la più inverosimile anomalia
istituzionale e la sua capacità di inquinare alla radice la vita politica
italiana.
Con il suo discorso volutamente spuntato
lei ha sospeso il massacro dell'antagonista. Vuol dire che lei non è più
sicuro del suo dominio assoluto. D'ora in poi dovrà stare attento a fare
i conti. Dunque, benvenuto nel teatrino della politica. Discorso alto da
statista? No, discorso basso da pubblicitario: la società che lei dipinge
ha tutta la falsità della pubblicità menzognera. Lei ritiene di avere il
tocco di Creso. In realtà lei ce l'ha soltanto per i suoi affari privati,
ma per la società la sua azione è di una inefficacia disperante. L'economia
italiana non può competere nella produzione manifatturiera a bassa tecnologia
e basso costo del lavoro. Meno lavoro, meno reddito, meno consumo, meno
futuro per i giovani (il CNEL ci dice che ad aprile la disoccupazione giovanile
era al 29,5 per cento). Al confronto aumenta la ricchezza nelle mani dei
ricchi. Contro la crisi le società dinamiche puntano sulla formazione;
voi la indebolite, tagliate i fondi alla scuola e all'università, con l'obiettivo
evidente di ridurre il peso e l'efficacia dell'istruzione pubblica. Vi
riempite la bocca con la qualità. I tagli orizzontali alla ricerca privano
di risorse proprio i centri di ricerca di maggiore qualità. L'insegnamento
viene ridotto a funzione senza valore. La scuola viene imbrattata da simboli
di parte. Invece di puntare sulla formazione, il suo Governo punta sulla
speculazione: più edilizia di cattiva qualità, più gestione dissennata
del territorio, più dissipazione delle risorse paesistiche.
Le risorse finanziarie disponibili sono
scarse, ci dice Tremonti, ma quelle conferite alla Protezione civile, questo
Ministero senza limiti e senza controllo, sono infinite e inconoscibili
e non perché dedicate elle emergenze ambientali catastrofiche, ma perché
inscatolate e poi dissipate nella gestione affaristica dei cosiddetti grandi
eventi. Affari oscuri, scandali ripetuti, moltiplicazione delle cricche,
La Maddalena abbandonata per l'operazione pubblicitaria dell'Aquila, dove
le new town sovrapprezzo corrispondono all'abbandono del centro
storico principale e dei centri storici minori. I mondiali di nuoto con
piscine costosissime, sbagliate, inutilizzabili, costruite in luoghi interdetti
dalla legge; scarsi aiuti, in compenso, alle vittime dei disastri naturali
(Giampilieri aspetta). In questo contesto non stupisce il protezionismo
privato delle ultime leggi ad personam: contenzioso tributario per
la vicenda Mondadori ridotto al 5 per cento della cifra totale, gestione
partigiana delle frequenze migliori del digitale, protezione accordata
a Mediaset nella competizione con Sky.
Lei ha l'ossessione della giustizia, ritiene
di essere perseguitato dai magistrati, ma non è per colpa dei magistrati
se lei è inseguito da un passato oscuro. Lei non ha mai voluto chiarire
da dove venivano i fondi delle sue holding originarie, ha tenuto
in casa per anni un boss della mafia poi condannato per omicidio. (Commenti
dal Gruppo PdL). Con fondi Fininvest è stato corrotto il magistrato
che le ha attribuito il possesso della Mondadori; il suo sodale Previti
è stato condannato per questo. Siamo in una situazione grottesca: il Presidente
del Consiglio deve evitare a tutti i costi il processo in cui è stata dimostrata
la corruzione dell'avvocato Mills, lei era l'unico che avrebbe potuto corromperlo.
Ha anche un'ossessione autocratica: l'idea
che le riforme istituzionali debbano essere al servizio dell'utile privato,
il suo; ridisegnare il grado istituzionale a misura dei propri bisogni
di immunità e impunità. Secondo voci ricorrenti, la sua ossessione autocratica
dovrebbe concludersi al Quirinale. Abbiamo un'incertezza sul motivo: avere
l'impunità per salire al Quirinale o salire al Quirinale per avere l'impunità?
Ma se i partiti saranno incapaci, un sussulto della società civile critica
e pacifica sarà impedire l'ignominia più incancellabile: la sua ascesa
alla Presidenza della Repubblica. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore
Zanda. Commenti dal Gruppo PdL).


















