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Berlusconi al Senato: intervento del senatore Pardi

Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 431 del 30/09/2010

Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente del Consiglio e Ministro per lo sviluppo fantasma, il suo è stato un discorso da statista? No, è stato un discorso da equilibrista del teatrino della politica. È rotto il suo partito artificiale nato da un atto autocratico. Ciò che vediamo oggi è la conclusione delle sue prime battute. Fini: «Siamo alle comiche finali». Lei: «Dalle fogne vi ho tratti. Alle fogne vi farò ritornare». L'antagonista aveva contestato il suo dominio assoluto e lei gli ha riservato una prova della potenza dei suoi mezzi. Confronto impari: è stata ingigantita la casa di Montecarlo; la sua vittima non ha voluto, né del resto avrebbe avuto i mezzi, ripagarla della stessa moneta, ricordando l'acquisto della villa di Arcore per un valore equivalente ad uno solo dei quadri lì contenuti.
L'opinione pubblica italiana ed europea ha già registrato come questo conflitto asimmetrico sia abissalmente diverso da tutti confronti per la leadership conosciuti nelle società democratiche. Certo, tutti oggi si confrontano nel contesto mediatico. C'è una differenza però: non lo possiedono. Lei non solo è l'unico a possedere il mezzo, privato e pubblico, stampa e televisione, e lo usa nel modo più spregiudicato, ma domina anche l'intero contesto. Che la classe dirigente di centrosinistra sia stata incapace di impedirla non annulla la più inverosimile anomalia istituzionale e la sua capacità di inquinare alla radice la vita politica italiana.
Con il suo discorso volutamente spuntato lei ha sospeso il massacro dell'antagonista. Vuol dire che lei non è più sicuro del suo dominio assoluto. D'ora in poi dovrà stare attento a fare i conti. Dunque, benvenuto nel teatrino della politica. Discorso alto da statista? No, discorso basso da pubblicitario: la società che lei dipinge ha tutta la falsità della pubblicità menzognera. Lei ritiene di avere il tocco di Creso. In realtà lei ce l'ha soltanto per i suoi affari privati, ma per la società la sua azione è di una inefficacia disperante. L'economia italiana non può competere nella produzione manifatturiera a bassa tecnologia e basso costo del lavoro. Meno lavoro, meno reddito, meno consumo, meno futuro per i giovani (il CNEL ci dice che ad aprile la disoccupazione giovanile era al 29,5 per cento). Al confronto aumenta la ricchezza nelle mani dei ricchi. Contro la crisi le società dinamiche puntano sulla formazione; voi la indebolite, tagliate i fondi alla scuola e all'università, con l'obiettivo evidente di ridurre il peso e l'efficacia dell'istruzione pubblica. Vi riempite la bocca con la qualità. I tagli orizzontali alla ricerca privano di risorse proprio i centri di ricerca di maggiore qualità. L'insegnamento viene ridotto a funzione senza valore. La scuola viene imbrattata da simboli di parte. Invece di puntare sulla formazione, il suo Governo punta sulla speculazione: più edilizia di cattiva qualità, più gestione dissennata del territorio, più dissipazione delle risorse paesistiche.
Le risorse finanziarie disponibili sono scarse, ci dice Tremonti, ma quelle conferite alla Protezione civile, questo Ministero senza limiti e senza controllo, sono infinite e inconoscibili e non perché dedicate elle emergenze ambientali catastrofiche, ma perché inscatolate e poi dissipate nella gestione affaristica dei cosiddetti grandi eventi. Affari oscuri, scandali ripetuti, moltiplicazione delle cricche, La Maddalena abbandonata per l'operazione pubblicitaria dell'Aquila, dove le new town sovrapprezzo corrispondono all'abbandono del centro storico principale e dei centri storici minori. I mondiali di nuoto con piscine costosissime, sbagliate, inutilizzabili, costruite in luoghi interdetti dalla legge; scarsi aiuti, in compenso, alle vittime dei disastri naturali (Giampilieri aspetta). In questo contesto non stupisce il protezionismo privato delle ultime leggi ad personam: contenzioso tributario per la vicenda Mondadori ridotto al 5 per cento della cifra totale, gestione partigiana delle frequenze migliori del digitale, protezione accordata a Mediaset nella competizione con Sky.
Lei ha l'ossessione della giustizia, ritiene di essere perseguitato dai magistrati, ma non è per colpa dei magistrati se lei è inseguito da un passato oscuro. Lei non ha mai voluto chiarire da dove venivano i fondi delle sue holding originarie, ha tenuto in casa per anni un boss della mafia poi condannato per omicidio. (Commenti dal Gruppo PdL). Con fondi Fininvest è stato corrotto il magistrato che le ha attribuito il possesso della Mondadori; il suo sodale Previti è stato condannato per questo. Siamo in una situazione grottesca: il Presidente del Consiglio deve evitare a tutti i costi il processo in cui è stata dimostrata la corruzione dell'avvocato Mills, lei era l'unico che avrebbe potuto corromperlo.
Ha anche un'ossessione autocratica: l'idea che le riforme istituzionali debbano essere al servizio dell'utile privato, il suo; ridisegnare il grado istituzionale a misura dei propri bisogni di immunità e impunità. Secondo voci ricorrenti, la sua ossessione autocratica dovrebbe concludersi al Quirinale. Abbiamo un'incertezza sul motivo: avere l'impunità per salire al Quirinale o salire al Quirinale per avere l'impunità? Ma se i partiti saranno incapaci, un sussulto della società civile critica e pacifica sarà impedire l'ignominia più incancellabile: la sua ascesa alla Presidenza della Repubblica. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Zanda. Commenti dal Gruppo PdL).

Azioni sul documento

Intervento del sen. Pardi

Inviato da palinuro il 02/10/2010 10:09
Invitato all'ennesimo convegno sulla questione meridionale, Benedetto Croce intervenne con poche parole: "Su cosa fare è stato già detto tutto; ora vorremmo sapere come e quando si procederà".

Non credo che Don Benedetto potrebbe dire le stesse cose oggi, perché - atteso che mai avrebbe intrattenuto rapporti anche solo verbali col caimano, Lui, cultore di Estetica che rifiutava il concetto stesso di edonismo - a quale controparte si sarebbe potuto rivolgere?

In assenza di una rappresentanza reale di un liberalesimo intellettuale, alto, colto, si sarebbe contentato di rivolgersi a questa pêle-mêle di ex-pci, ex-pds, ex-ds, ex-dc, ex-psi, ex-tutto, che nei comportamenti ha mostrato (per dirla con Jung) una enantiodromìa persistente ed irreversibile, cioè un vero e proprio rovesciamento nell'opposto, quello che avrebbe dovuto combattere?

Apprezzo comunque la continuità della Sua rivolta contro lo scempio incontrastato dell'etica dello Stato e della cosa pubblica in genere. E noto con piacere che Lei usa, e significativamente, il sostantivo "possesso" a proposito del Gruppo Mondadori, quasi volesse mettere in questione il diritto alla "proprietà" che sarebbe stato determinato da un (accertato) fatto criminoso.
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