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La fabbrica dell'odio

Al bando tutti coloro che fomentano violenza, noi siamo il partito dell'amore. Così parlò il Cavaliere.
L'ultima trovata del Grande Bugiardo, al secolo Silvio Berlusconi, in arte presidente del Consiglio dei Ministri in Italia, è senza dubbio molto efficace e sarà sicuramente il leitmotiv della prossima campagna elettorale: la fabbrica dell'odio. Al bando tutti coloro che fomentano violenza, noi siamo il partito dell'amore. Così parlò il Cavaliere.

Anche nella lunga telefonata al Tg1 delle 20 del giorno di Natale, servilmente fatta ripetere dal Minzolini nel Tg delle 13.30 di Santo Stefano, Berlusconi non ha perso tempo. Nell'esprimere la sua solidarietà al Papa per l'incidente avvenuto in San Pietro ad opera di una disturbata mentale, il Cavaliere ci ha propinato un pistolotto sull'odio e sull'amore. Ha anche augurato per se e per gli italiani un 2010 diverso dall'anno che si sta chiudendo, caratterizzato da tante malvagità commesse nei suoi confronti per impedirgli di governare il Paese.

È chiaro che i malvagi sono stati tutti coloro che non hanno piegato la schiena di fronte alla sua arroganza, ai suoi atti illeciti, alla montagna di falsità somministrate quotidianamente, e che non si sono esaltati di fronte alle sue penose esibizioni maciste.
C'è veramente da rimanere di stucco, di fronte a tanta impudenza, anche se secondo Lui (con la elle maiuscola) il 68%, vale a dire due su tre italiani, sono dalla sua parte.

Stentiamo a credere che una così alta percentuale dei cittadini di questo Paese sia totalmente decelebrata. Ma anche se così fosse, nulla vieta ai presunti superstiti dal processo di rincoglionimento collettivo, di esprimere il loro sdegno, la loro ripulsa dello spettacolo che questo singolare personaggio continua ad offrire, non solo sul palcoscenico nazionale, ma anche su quello internazionale, dove è ormai considerato una sorta di macchietta.

Il maledetto 2009 è stato caratterizzato da una serie di vicende riguardanti il Cavaliere che vale la pena ricordare, anche per rinfrescare la memoria a quei presunti 2/3 di nostri concittadini, fans del re di Arcore.
I casi Noemi e delle starlette neo candidate per le elezioni europee non sono stati sollevati dal "partito dell'odio", bensì da sua moglie Veronica (in attesa di divorzio) e da una fondazione presieduta da Gianfranco Fini.

E se il giornale "La Repubblica" ha tanto insistito perché il presidente del Consiglio rispondesse a dieci domande lo ha fatto semplicemente perché  Lui (possibilmente con la elle maiuscola, come si scriveva per Mussolini) non si è presentato in Parlamento come aveva promesso, preferendo il salotto del suo zerbino Bruno Vespa, nel quale, come è noto, è vietato fare domande.

Così è stato per il processo Mills, dal quale è risultato chiaro il coinvolgimento del padrone della Finivest nell'atto di corruzione di un teste.
E che doveva fare quello che Lui (sempre maiuscolo) considera il partito dell'odio, cioè l'opposizione: tacere, oppure linciare come Lui (sempre maiuscolo) ha fatto nei confronti del presidente di quel tribunale ( la dottoressa Nicoletta Gandus), che ha condannato l'avvocato inglese a quattro anni di galera? Al Cavaliere inventore del partito dell'amore tutto dev'essere consentito, dimenticando ciò che il suo vero partito ha fatto in tutti questi anni.

Ci siamo dimenticati, ad esempio, della violenza guidata da Berlusconi contro il governo di centrosinistra? E il simulacro della bara di Romano Prodi portato in piazza tra il tripudio delle bandiere dell'allora Forza Italia, è stato un'apparizione medianica, una nostra allucinazione, oppure un disgustoso fatto realmente accaduto?

Quanto odio è stato sparso in questi anni nei confronti delle istituzioni, degli avversari politici, della libera informazione, non solo da Berlusconi, ma anche dai suoi colonnelli, come Brunetta, Gasparri, Cicchitto, Buonaiuti e soci? Già sono apparsi suoi tabelloni pubblicitari di Torino manifesti con su scritto: «Basta con l'odio», prodotti dal capogruppo del Popolo della Libertà in Regione (indiziato, di reato per corruzione) il quale si ripropone candidato per le elezioni di marzo.

È facile immaginare quale sarà il clima che "il partito dell'amore" tenterà di instaurare nella prossima campagna elettorale, sfruttando sino all'ultima goccia di sangue calata dal naso del Cavaliere dopo l'increscioso incidente di piazza Duomo.

Chi ci legge nelle sue rimembranze scolastiche sicuramente conserverà la notissima favola di Fedro "Il lupo e l'agnello".
Berlusconi da troppi anni inquina la società italiana, facendo scempio della legalità, esaltando modelli di vita e di comportamento che con "i valori cristiani" da lui (sempre maiuscolo) recentemente e ipocritamente esaltati, non hanno nulla da spartire.

Il frastuono dei suoi lacchè televisivi e della carta stampata non potrà sicuramente mettere il silenziatore, o peggio ancora, il bavaglio, alle voci libere di questo Paese.
E il nuovo clima politico annunciato dal presidente Schifani per la stagione delle riforme, non può di certo cancellare la fabbrica delle menzogne, che da troppi anni avvelena la nostra Repubblica.

Azioni sul documento

Da che pulpito!!!!

Inviato da Red58 il 28/12/2009 21:58
Costoro predicano bene ma razzolano male!
Dal momento che stavano perdendo popolarità, Il nuovo modo escogitato per recuperare e riottenere il consenso del Popolo è l'autocommiserazione con l'aggiunta del richiamo all’amore!!!!
Infatti, il continuo riferimento dei media a ciò che è successo ormai da 15 giorni, anche se è stato un atto grave, tiene la notizia fresca e in evidenza come se fosse cronaca dell'ultimo minuto.
Questa strategia riesce a fare presa su quelle persone che hanno la mente offuscata dall’informazione, di parte e a senso unico, attuata dalla televisione che è poi l’intermediario principale nelle mani di queste autorità….!
Non si può dire che le menti che hanno realizzato questo piano mediatico siano stupide, magari avranno altre magagne, ma stupide proprio no, anche perché quanto è “successo” sarà certamente sfruttato per accrescere il consenso nelle prossime elezioni regionali.
Ciliegina sulla torta è quella di predicare amore a 360 gradi, dopo aver seminato avversione durante il governo precedente e durante le ultime uscite.
Ci vorrebbe una opposizione ferma, intelligente ma soprattutto coesa in tutte le sue componenti, cosa che attualmente non si intravvede!
Mi spiace dirlo, ma gli errori commessi dall’opposizione in questi ultimi due anni, a partire dall'ultima campagna elettorale, evidenziano che le scelte finora adottate siano assolutamente poco accorte e non all'altezza, quasi preparate per dare tutte le opportunità del caso a chi, con mezzi smisurati, ha sfruttato e sta tuttora sfruttando anche la più piccola possibilità donata su un piatto d’argento.
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