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La fiamma s’è spenta

Fini liquida AN per confluire nel Pdl

I giornali e tg di questi giorni sono pieni di immagini dell’ultimo congresso di AN e dei commenti entusiastici di aennini felici e contenti di finire nel mare magno del nuovo partito, il PdL, e di mischiarsi coi forzisti. Possibile che non ci sia nessun dubbioso fra gli intervistati? Macchè: tutto va ben, madama la marchesa, sembra proprio che tutti non aspettassero altro, anzi: a Omnibus di stamattina, su “La 7”, c’era chi spergiurava che sono ben 14 anni (dalla svolta di Fiuggi), che si prepara questo momento. Adesso cercano anche di farci credere che un partito lanciato dal predellino di un’auto da un allora emarginato cavaliere sia sempre stato l’obiettivo ideale di tutti. Dimenticato il commento di Fini di allora “siamo alle comiche finali” e il disprezzo con cui La Russa rispondeva a un giornalista che gli chiedeva se avrebbero mai rinunciato al loro simbolo e gli chiedeva a sua volta se lui avrebbe rinunciato ai suoi attributi maschili. L’atteggiamento generale degli aennini era insomma convinto a mantenere l’identità di AN e della destra. Eravamo ancora nella fase:

Camerati d'una guerra. Camerati d'una sorte,
chi divide pane e morte,
non si scioglie sulla terra!

così come recitava la canzone “Camerata Richard”. Ma poi come ha scritto in un blog della destra qualcuno che conosceva bene i suoi polli: “ per un ideale si è pronti a morire, ma per il potere si è disposti ad uccidere...” e sono passati a mettere in pratica lo stesso inno del MSI, che iniziava dicendo:

Siamo nati in un cupo tramonto

di rinuncia, vergogna, dolore…

E quale più cupo tramonto di questo? Hanno colto davvero un bel momento deprimente della vita politica e sociale italiana per fondare un nuovo/vecchio partito. Sì, perché sarà pure nuova la sigla, ma i contenuti e le persone sono semp’istess!

E invece tutti a magnificare la novità e il grande cambiamento… eppure più che un cambiamento questa sembra una mutazione, più che una palingenesi un maldestro assemblaggio, insomma: una fredda e oculata operazione di marketing, da cui è esclusa qualsiasi idealità identitaria. Ma c’è qualcuno che pare non essere più tanto sicuro della bontà di questa fusione e questo qualcuno è sembrato proprio Fini. Un Fini molto teso ma anche molto determinato, che dal palco parla di un partito molto diverso da quello che in questo momento appare il PdL, minestrone nauseabondo clerico-fascista.

Fini Berlusconi

Dalle sue parole si disegna un partito laico che rispetta le istituzioni e che è contrario al “pensiero unico” del cavaliere e lo dice chiaramente, quasi brutalmente, quando parla del presidenzialismo e ammonisce che il presidenzialismo non significa esautorazione del Parlamento. Come a dire : nessuna forma di dittatura caro cavaliere, se la può scordare! Più parla di un partito che cautela e protegge i diritti degli emigranti, che vuol tenere la chiesa al suo posto, che difende le libertà civili e più il suo uditorio si raffredda e si guarda sgomento: avesse sbagliato partito? Parlasse del PD e non del PdL? Naaa, troppo a sinistra per essere il PD! E allora? Che è successo a Fini? Mentre tutti vanno a destra, a lui è presa una deriva a sinistra? Mah… misteri della politica italiana. E mentre Fini sembra sempre più isolato e solo, in un mare di mutanti berlusconiani, lo zoccolo duro della destra: Storace, Bontempo e compa… pardon, camerati, si riuniscono e riaffermano i valori (?) della destra dicendo con amara ironia ''Abbiamo abbandonato la casa del padre per entrare nella villa del padrone''e profetizzando scollamenti interni fra le due fazioni, prevedono che questo matrimonio fra AN e FI finirà in un divorzio e pure in tempi brevi' : “ Voglio proprio vedere che succederà tra dieci giorni, dopo il congresso del Pdl, quando si capirà che comanda solo Berlusconi'', ha detto in una intervista a Repubblica Storace e ha aggiunto nostalgico “'quando aderimmo al Msi sognavamo di cambiare il mondo. Oggi ci accorgiamo che il mondo l'hanno cambiato loro”. Loro chi? Il cavaliere e FI? No, non hanno cambiato niente. Hanno peggiorato, questo sì, hanno evidenziato, esaltato tutti i vizi degli italiani, hanno solleticato e fatto emergere tutto il peggio di cui loro sono capaci: ignoranza, razzismo, volgarità, bugiardaggine, ipocrisia, bigottismo, ottusità, ma tutte queste belle cose c’erano già e da lungo tempo e continueranno ad esserci anche quando il cavaliere passerà a miglior vita. Ci sono sempre state e riescono a emergere identiche a sé stesse ogni volta che c’è un catalizzatore politico giusto.

E’ un popolo il nostro che non impara mai, altro che le vaccinazioni di cui parlava Montanelli!! Il popolo italiano è allergico ai vaccini e l’unica cosa che capisce è la convenienza “Franza o Spagna purchè se magna” dicevano diversi secoli fa, dello scontro fra francesi e spagnoli sul patrio suolo, e la mentalità è rimasta identica. Mai schierarsi con nessuno, ma approfittare sempre di qualsiasi occasione. Essere servi senza dignità, pur di arraffare qualcosa. Lo aveva capito benissimo Alberto Sordi che infatti sopra questo tipo di italiano ci ha costruito la sua carriera d’attore. L’italiano medio è figlio della piccola borghesia ignorante, ottusa, bigotta e ignava che negli anni venti partorì Mussolini e si sentì realizzata nell’Italia fascista e oggi ha partorito il cavaliere e si identifica coi modelli tronisti e velinari offerti dalle sue televisioni. Che incorona ( è il caso di dirlo!) in uno show ballereccio un Emanuele Filiberto - figlio di quel Vittorio Emanuele pluri indagato e perfino sconfessato ed escluso dalla sua stessa famiglia - e lo chiama principe con servile ossequio, ignorando che la XIV norma transitoria della Costituzione italiana abolisce i titoli nobiliari. Quell’italia ( e il minuscolo non è un errore di stampa) che compra, legge e alimenta giornalacci che vivono di squallidi gossip su gente di episodica notorietà, ma assolutamente a misura della sua pochezza. Un tempo gente così leggeva i fotoromanzi di “Grand Hotel”, oggi guarda i reality: che differenza c’è?Niente è cambiato, si rassegni Storace. Niente. Nihil sub solem novi, niente di nuovo sotto il sole. Ma un tempo c’era una sinistra che faceva da argine, da sponda: oggi non c’è più nulla che freni questa deriva amorale e trash. Questa è la tragedia, questo il pericolo enorme. Dunque questo Fini che parla di valori civili, di laicità e di Costituzione da salvare ci pare come un miraggio nel deserto. Chissà se sparirà….

 

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