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LA PORCHETTA DELLE LIBERTÀ

In un pomeriggio di maggio, il centro di Follonica (Gr) diventa lo specchio di un’Italia drogata dalla politica del nulla, in cui, a forza di battute volgari e banchetti, si distrae il popolo per imporgli leggi e scelte disumane

Follonica, provincia di Grosseto, sabato 2 maggio. Radioso pomeriggio di primavera. Impazza anche qui la campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative. Il corso si divide a metà: da una parte lo stand del Pd, musi lunghi e sempre le solite facce scure. Pochissimi che si fermino a informarsi. Dall’altra lo stand del Pdl affollato di persone. Possibile nella rossa Toscana uno stand del Pdl pieno e uno del Pd vuoto? Il trucco, se così lo si vuol chiamare, c’è, ma non si vede finché non ci si avvicina. Tra una bandiera Usa, una italiana e una del partito, spunta una bella porchetta adagiata su un tagliere. Accanto si distribuiscono pane e vino. Intorno al banco dell’improvvisato salumiere decine di persone gustano con piacere il frutto della geniale trovata.
Si tratta di mossa astuta vista l’ora: sono circa le 18 e un aperitivo di certo non guasta. Perché ormai siamo ridotti a questo: l’unico modo per attirare una popolazione che di politica non ne vuol più sentir parlare è comportarsi da buoni commercianti, anzi da buoni norcini. Il problema è che la merce in discussione non sono prosciutti, salami, finocchione, mortadelle e compagnia. Si parla del futuro della città. Ma in fondo chi ha interesse per il futuro? Il simpatico (per non fare la figura dei soliti moralisti) siparietto maremmano riflette una situazione politica ridicola e angosciante.

Ormai è chiaro che di veri problemi non se ne parli più né se ne vuol parlare. Passa il federalismo fiscale. Si parla di Berlusconi che rischia il divorzio. Si organizzano pian piano le leggi “fascistissime” e xenofobe. Si parla di Berlusconi che divorzia. La Russa se ne esce con le sue assurdità sulla Repubblica Sociale Italiana. Si parla di Berlusconi che fa una delle sue battute a un meeting internazionale. Ormai per tutto c’è un diversivo. Da un lato un governo di sorridenti imbroglioni, dall’altro la solita opposizione disarmata sul piano politico e dei consensi. Un’opposizione che casca puntualmente nelle trappole del premier e si fa attirare dai suoi specchietti per allodole.

Antonio Borghesi, vice capogruppo alla camera dell’Italia dei Valori, fa addirittura un’interrogazione parlamentare sul caso Lario-Berlusconi. “Chiedo che il governo intervenga su alcune delle dichiarazioni uscite in questi giorni di festa sui giornali, alcune delle quali hanno dei risvolti politici che non possono essere ignorati da quest’aula. Mi riferisco in particolare alle dichiarazioni della Sig.ra Veronica Lario, la quale in un’intervista non smentita ha dichiarato che suo marito, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, avrebbe intrattenuto rapporti con una minorenne divenuta solo da pochi giorni maggiorenne”.

Direi che siamo ormai al colmo. Sulle questioni serie non una parola (dove è finito il referendum sulla riforma Gelmini?), sulle questioni personali, o meglio, circensi, si fanno anche interrogazioni parlamentari.

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