Lampedusa: il fantastico mondo di B.

Alla continua ricerca di un rilancio di una immagine pubblica sempre più compromessa dagli scandali sessuali, da quelli economici, dai fallimenti del suo governo e dalla emarginazione cui lo hanno condannato i leader degli altri Paesi occidentali, a Lampedusa non poteva che ripetere il copione delle promesse mirabolanti.
Su questo piano nessuno può negare le sue indubbie doti di affabulatore, ma in concreto quale futuro ha disegnato per quella bellissima e (recentemente) sfortunata isola?
Per tenere buoni gli isolani, che a causa della sua gestione megalomane e personale della politica estera basata sul 'bunga bunga', i baciamano ai dittatori e il razzismo leghista, rischiano di perdere le entrate turistiche, ma soprattutto si trovamo a fronteggiare una vera e propria invasione di massa, ha proposto, fra l'altro, un abbuono fiscale per l'anno in corso (quindi sui redditi che rischiano di non esserci comunque), un casinò, la dichiarazione dell'isola 'zona franca' e la candidatura al Nobel per la Pace.
Tralasciamo l'esenzione fiscale, una delle fissazioni dell'uomo di Arcore, che è riuscito a trasformare la figura di chi non paga le imposte da delinquente (come viene considerato dall'opinione pubblica degli altri Paesi) in eroe della 'libertà'.
Dovrebbero invece preoccupare due delle altre proposte, perché è noto che intorno alle case da gioco si concentra da sempre un sottobosco di malavita organizzata impegnata nella gestione dell'usura e del riciclaggio, mentre le 'zone franche' finiscono inevitabilmente per ospitare basi per il contrabando e la finanza 'nera'. Così ora sappiamo in quale direzione si intende riconvertire la nostra economia, disastrata anche dal peso enorme della corruzione e dell'evasione fiscale.
Infine il coup de teatre dell'acquisto della ennesima villa: in un Paese normale verrebbe interpretato come uno schiaffo a chi si batte per mantenere un reddito appena dignitoso (quando c'è), ma nel Paese narcotizzato dai Vespa, Fede, Sallusti, Ferrara e Minzolini c'è chi applaude al 'presidente isolano', che in piena crisi grazie alle leggi 'ad personam' continua ad incrementare i suoi redditi personali.
Così dai turisti in cerca di sole e natura incontaminata si passerebbe a visitatori con ben altri interessi, anche se forse più vicini alla visione etica dell'attuale capo del nostro governo.
Per un ritorno alla normalità a Lampedusa rimane la speranza che anche queste promesse facciano la fine di quelle per la crisi dei rifiuti a Napoli, la ricostruzione dell'Aquila, i nuovi posti di lavoro, eccetera; e che questo governo da barzelletta diventi al più presto solo un ricordo.


















