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LAVORO, SCUOLA E POVERTA' A MILANO

3 MOTIVI IN PIÙ PER SCIOPERARE VENERDI' 6 MAGGIO CONTRO IL MALGOVERNO DI MESTIZIA MORATTI

IN SINTESI: 

MORATTI LONTANA DAI LAVORATORI

1) La città non cresce, il suo PIL procapite è fermo da molti anni, mentre dilaga la crisi

    occupazionale, il precariato e la cassa integrazione, ma il Comune è silente

2) a Milano diminuisce il numero di imprese iscritte alla Camera di commercio

3) La situazione della Innse di Milano è andata avanti piu' di un anno, senza che

    dall'amministrazione locale fosse pervenuta una qualche risposta, anzi, è stata

    trasformata addirittura in un problema di ordine pubblico

4) caporalato senza scrupoli a Milano: perché il sindaco Moratti non istituisce più

    controlli?

5) all’interno del Comune si è proceduto al blocco del turn-over con una progressiva

    estinzione del personale a tempo indeterminato ed estensione di quello a tempo

    determinato e interinale

6) un corpo di polizia Municipale superiore come numero ai carabinieri, ma la Moratti

    si gurada bene dall’intensificare l’invio di Vigili urbani a controllare che gli operai in

    cantiere non muoiano per incidenti.

7) Comune assente anche per i lavoratori Agile

 

 

PRIVATIZZAZIONI E TAGLI PER ASILI NIDO E SCUOLE

1) Il patrimonio degli edifici scolastici è vetusto , i fondi sono scarsi e mai abbastanza

2) la progressiva privatizzazione dei servizi all'infanzia dell'assessore Mariolina Moioli

    ha portato a una maggiore precarieta' del lavoro e a una qualita' inferiore dei servizi

    erogati

3) solo 8332 posti negli asili nido, con una copertura appena del 17%

4) Come Retescuole denuncia, le scuole cadono a pezzi, i genitori imbiancano le pareti

    della classe e aggiustano mobili, acquistano ogni mese carta igienica, carta per

    fotocopie, toner, biro e sapone

5) Le Commissioni mensa di Milano affermano che la refezione scolastica non soddisfa

6) Gli allievi delle scuole civiche serali hanno dovuto interrompere dal settembre 2009

    l’anno scolastico per decisione dell’assessore Moioli del Comune di Milano. (ANSA

    23-SET-09).

7) la privatistica Fondazione Scuole Civiche è esempio della privatizzazione di servizi

    pubblici e ausiliari, con conseguenze in termini di aumento dei costi per l'utenza,

    peggioramento della qualità del servizio e grave danno per le tasche dei milanesi

8) Dal 2009 il Comune ha tagliato i finanziamenti ai Consiglidi Zona, soldi essenziali

    per erogare servizi come le biblioteche aperte di sera, finanziare eventi culturali e

    sportivi, o perfino il doposcuola

9) Letizia Moratti non si è battuta contro i tagli alla nostra citta' decisi dal governo

    Berlusconi

10) genitori delle Commissioni mensa delle scuole milanesi stanno per promuovere una

     class action al Tar per scarsa qualità del cibo contro Milano Ristorazione, l’azienda

     comunale che gestisce la mensa nelle elementari

11) Moratti a Milano riduce gli spazi di scuola pubblica a favore di interessi privati

12) La scuola elementare di via Cittadini di Quarto Oggiaro è chiusa da due anni e non

      si sa quando riaprirà

13) alla scuola elementare di via Paravia, zona San Siro, non ci sarà nessuna prima

14) è stato scritto più volte dei disagi di 5 scuole di Milano zona 9 ma l’Assessore alla

     scuola Mariolina Moioli tarda a garantire ogni necessaria iniziativa

 

 

TAGLI, SGOMBERI, FALLIMENTI E IMPROVVISAZIONE NELLE POLITICHE CULTURALI

1) Le voci di budget del bilancio del 2010 della giunta Moratti sono state in riduzione

2) fallimenti del progetto Arcimboldi o della Fabbrica del Vapore, o della

    grande Biblioteca Europea

3) Il sindaco di Milano in qualita' di presidente della Scala doveva ai lavoratori della  

    Scala delle risposte che non sono mai arrivate

4) vive proteste dai Loggioni per non aver portato a Milano 2 grandi direttori come

     Abbado e Muti

5) la Moratti non ha mai mancato la sfilata di mondanita' alla Scala il 7

   dicembre, con sontuoso gala a Palazzo Marino dopo lo spettacolo: uno vero 

   schiaffo alla miseria

6) dovendosi discutere della scultura di Maurizio Cattelan in piazza Affari,

   lo ha fatto in assenza dell'assessore alla Cultura(ANSA 28-MAG-10)

7) sono diminuiti di 2.500 i concerti e gli spettacoli teatrali (Corsera 3-10-2010)

8) Dal 2009 ha diminuito dell’87% ifinanziamenti ai Consiglidi Zona A farne le spese

    saranno gli eventi culturali, sportivi, i doposcuola, i progetti ambientali, le

   biblioteche.

9) La Giunta di centrodestra ha chiuso locali e centri culturali e giovanili per il tempo

     libero: Cox 18, ARCI di Via Ripamonti, si è accanita contro Casa 139, Le Scimmie, il

    Toilet, l’Arci Bellezza, l’Atomic, il Black Hole, il Plastic, Sottomarino Giallo e la 

    Cascina Monlué, chiusi il Rainbow, Music Drome, Rolling Stone e anche il Teatro

    Smeraldo potrebbe chiudere mentre il Palasharp verrà abbattuto ad aprile.

10) Il Museo di Storia a causa dell’incuria  del Comune di Milano vive un periodo di

      decadenza

 

AUMENTA LA POVERTÀ A MILANO, MA IL COMUNE È ASSENTE

1) il 42% dei lavoratori milanesi percepisce un reddito imponibile inferiore

     a 15mila euro annui. Da quando governa la Moratti la quota delle famiglie povere in

     Lombardia è più che raddoppiata

2) Le voci di budget del bilancio della giunta Moratti sono in riduzione

3) si calcola che a Milano siano circa 4 mila le persone che vivono per

    strada.

4)  per l’ignavia di questa Giunta comunale, a Milano ci sono sempre piu'

    richieste di aiuto alla Caritas milanese

5) 170.000 persone non hanno una solidità alle spalle a Milano e 250.000 arrivano alla

    fine del mese con risorse scarse

6) al Banco dei pegni in viale Certosa 94 sono almeno cento ogni giorno le persone che

    varcano la soglia

 

 Caduta, caduta è Babilonia la grande e divenuta adesso albergo del demonio

 

 

MORATTI LONTANA DAI LAVORATORI:

 

1) La città non cresce, il suo PIL procapite è fermo da molti anni, mentre dilaga la crisi occupazionale, il precariato e la cassa integrazione (più del doppio delle ore di CIG). Ancora più penalizzate le donne. Il Comune è silente, come se non gli spettassero interventi a questo riguardo. Non si può stare distanti dalle fabbriche, dalle banche, da tutti i luoghi di lavoro che stanno perdendo i pezzi.

 

2) a Milano diminuisce il numero di imprese iscritte alla Camera di commercio (Corsera 3-10-2010)

3) La situazione della Innse di Milano, dove i lavoratori cercavano di difendere la loro fabbrica, è andata avanti piu' di un anno, senza che dall'amministrazione locale fosse pervenuta una qualche risposta, anzi, è stata trasformata addirittura in un problema di ordine pubblico. L’azienda è stata autogestita per tutto quel periodo, per difendersi dalla speculazione edilizia: la Innse infatti ha la sfortuna di sorgere in una area oggetto dell'interesse speculativo. (ANSA 03-AGO-09)

4) caporalato senza scrupoli a Milano: ogni mattina all'alba, da piazzale Lotto a piazzale Loreto e Corvetto, dalle stazioni Centrale, Lambrate e Rogoredo, dalle fer­mate della metropolitana di Fama­gosta, Bisceglie ed Inganni, si consuma uno dei più ignobili e infami "mercati": quello delle braccia. Alle cinque del mattino i punti di ritrovo già brulicano di aspiranti lavoratori, nella maggior parte si tratta di giovani extracomunitari: rumeni, maghrebini, egiziani, cin­galesi, da supersfruttare nelle centinaia di cantieri edili aperti in tutta la provincia, in "nero", senza tutele, senza garanzie, con paghe da fame e per di più ricattabili. Perché il sindaco Moratti non istituisce più controlli per scovare e punire anche con la carcerazione e la confisca dei beni per i casi più gravi, le aziende che ricorrono al lavoro nero? Perché non fa svolgere dalla Polizia locale controlli rigorosi negli appalti pubblici per impedire l'uso di manodopera assunta irregolar­mente?

 

5) all’interno del Comune si è proceduto al blocco del turn-over con una progressiva estinzione del personale a tempo indeterminato ed estensione di quello a tempo determinato e interinale, a termine e retribuzioni ridotte. L’amministrazione Moratti ha mortificato i dipendenti del Comune, non ha valorizzato chi vi lavora, chi ha idee, chi porta la tradizione di un’Amministrazione che in passato è stata anche un modello (pensiamo alle scuole dell’infanzia, di cui Milano andava orgogliosa e che oggi soffrono di un crescente abbandono)

 

6) A Milano il sindaco Moratti comanda un corpo di polizia Municipale superiore come numero ai carabinieri, ma si gurada bene dall’intensificare l’invio di Vigili urbani a controllare che gli operai in cantiere non muoiano per incidenti.

7) Comune assente anche per i lavoratori Agile (gruppo Omega) la societa' informatica ha annunciato un licenziamento di massa con l'avvio delle procedure di mobilita' per 1.192 dipendenti su 1.880. Le ricadute occupazionali piu' pesanti, spiegano dalla Fiom di Milano, sono proprio nel capoluogo lombardo (237 esuberi su 430 dipendenti a Pregnana).  

 

 

 

PRIVATIZZAZIONI E TAGLI PER ASILI NIDO E SCUOLE:

 

1) Il patrimonio degli edifici scolastici è vetusto , i fondi sono scarsi e mai abbastanza, le normative europee impongono adeguamenti ma c’è sempre una scusa buona per non fare

 

2) la progressiva privatizzazione dei servizi all'infanzia dell'assessore Mariolina Moioli ha portato a una maggiore precarieta' del lavoro e a una qualita' inferiore dei servizi erogati. Privati, aziendali, accreditati, convenzionati, in appalto, di cooperativa, ormai si moltiplicano le tipologie di nuovi nidi dati in pasto ai privati. Sono troppi i bambini accettati nelle graduatorie comunali che poi in realtà finiscono in strutture private, spesso ricavate in ex negozi, ex appartamenti, senza giardino. Dal 2006 nelle strutture comunali sono stati tagliati 500 posti, e intanto aumentano vertiginosamente i posti nei nidi accreditati: da 770 nel 2008 ormai sono 3.890 (il 37 per cento) su 10.312. I bambini vengono dirottati sui privati senza spiegazioni, le educatrici vengono spostate da una sede all'altra, le liste d'attesa continuano ad essere numerose, la qualità del servizio non garantita perché con i prezzi riconosciuti dal Comune nemmeno i privati ce la fanno a garantire un buon livello di servizio.

 

3) Nel 2008 risiedevano a Milano 48mila bambini tra 0 e 3 anni. Per questa domanda potenziale erano attivi 170 asili nido comunali (156 comunali, 9 convenzionati, 3 non convenzionati, 2 nidi famiglia non convenzionati) che offrivano solo 8332 posti negli asili nido, con una copertura appena del 17%. Tale risultato è tragicamente basso rispetto agli obiettivi europei del 33%  (rapporto tra posti disponibili e bambini in quella fascia di etài).

 

4) Come Retescuole denuncia, le scuole cadono a pezzi, i genitori imbiancano le pareti della classe e aggiustano mobili, acquistano ogni mese carta igienica, carta per fotocopie, toner, biro e sapone.  Si è dimezzato o azzerarato il contributo per i progetti didattici in alcune zone di decentramento

5) Le Commissioni mensa di Milano affermano che la refezione scolastica non soddisfa e le proteste degli “schiscetta day” e della dieta in bianco sono state fatte perché molti non giudicano la mensa scolastica un servizio di qualità

6) Gli allievi delle scuole civiche serali hanno dovuto interrompere dal settembre 2009 l’anno scolastico per decisione dell’assessore Moioli.(ANSA 23-SET-09). Lo smantellamento delle scuole comunali, che hanno permesso a molti studenti-lavoratori di ottenere il diploma di maturità ed una formazione professionale con corsi serali a prezzi contenuti, favorisce indubbiamente quelle private che potranno innalzare le loro rette ulteriormente senza più dover competere con quelle economiche delle civiche scuole. Quando poi i ragazzi del liceo civico serale Gandhi di Milano protestano perché erano sopravvissute alla chiusura solo due classi, la risposta data loro è stata quella repressiva, perché la giunta di Milano, in perfetta sintonia con il governo Berlusconi, mira solo a tagliare fondi e personale, cosi' come e' stato per asili nido e scuole materne (ANSA 15-SET-09).

 

7) gli assessorati di questa giunta ultraliberista di destra si sono contraddistinti nel gestire un ancor più generalizzato processo di esternalizzazioni, di privatizzazioni e di messa in appalto di servizi pubblici e ausiliari, con conseguenze in termini di aumento dei costi per l'utenza, peggioramento della qualità del servizio e grave danno per le tasche dei milanesi. Gli esempi più eclatanti sono stati la privatistica Fondazione Scuole Civiche,  la cessione a gestori privati dei servizi di formazione al lavoro

 

8) Dal 2009 il Comune ha tagliato i finanziamenti ai Consiglidi Zona, soldi essenziali per erogare servizi come le biblioteche aperte di sera, finanziare eventi culturali e sportivi, o perfino il doposcuola

 

9) Letizia Moratti non si è battuta contro i tagli alla nostra citta' decisi dal governo Berlusconi con l’ultima Manovra economica

 

10) Centinaia di genitori delle Commissioni mensa delle scuole milanesi stanno per promuovere una class action al Tar contro Milano Ristorazione, l’azienda comunale che gestisce la mensa nelle elementari. La causa del contendere sarebbe il mancato rispetto di accordi per la scarsa qualità del cibo e la dilatazione dei tempi di consegna dei pasti.

11) Moratti a Milano riduce gli spazi di scuola pubblica a favore di interessi privati. La scuola media Gramsci in via Tosi dovrà rinunciare alla possibilità di godere di parte dell’edificio perché l’Assessore alla scuola Mariolina Moioli ha deciso di affittare un intero piano dell´istituto alla scuola steineriana Cometa. Insegnanti e genitori infuriati pretendono che il provvedimento venga rivisto.

12) La scuola elementare di via Cittadini di Quarto Oggiaro è chiusa da due anni e non si sa quando riaprirà. I cittadini non possono essere vittime di un’Amministrsazione comunale che disattende ai bisogni dei milanesi.

13) della scuola elementare di via Paravia, zona San Siro si è già detto, ma c’è da aggiungere che il prossimo anno scolastico non ci sarà nessuna prima: si sono iscritti 17 bambini, di cui 15 figli di immigrati e quindi non è stato raggiunto il numero minimo di 27. Il Provveditore ha decretato l’annullamento della classe invocando il tetto del 30% di stranieri costringendo molti bambini ad andare in altri quartieri e facendo rischiare l’autoestinzione alla scuola.

14) è stato scritto più volte dei disagi di 5 scuole di Milano zona 9 ma l’Assessore alla scuola Mariolina Moioli tarda a garantire ogni necessaria iniziativa per dare all’utenza il più idoneo esercizio del diritto allo studio. Le scuole in oggetto sono quattro elementari e una media della Zona 9 di cui abbiamo più volte parlato: la Thomas Mann di via Bussero, la Locatelli di via Veglia, la Tommaseo di Piazzale Istria (media), la Caracciolo di via Iseo e la Vittorio Locchi di via Passerini. A queste si aggiunge anche la media Cassinis di via Hermada, a Niguarda, che addirittura dovrebbe essere abbattuta e ricostruita completamente.

 

 

TAGLI, SGOMBERI, FALLIMENTI E IMPROVVISAZIONE NELLE POLITICHE CULTURALI

La cultura è la ragione per cui l’Italia è conosciuta nel mondo, la nostra maggiore gloria nazionale, una fondamentale possibilità di rilancio economico e sociale, ma a Milano si confezionano solo eventi–spettacolo e sfilate di “grandi firme” della moda e lo stesso cartellone della Scala è una vetrina del passato ad uso dei giapponesi e dei riccastri russi, inoltre:

 

1) Le voci di budget del bilancio del 2010 della giunta Moratti sono state in riduzione:
- 1.47% sulla cultura

2) simbolo evidente dell’incapacità della Giunta Moratti sono i giganteschi fallimenti del progetto Arcimboldi o della Fabbrica del Vapore, o della grande Biblioteca Europea. La gestione fallimentare del centro destra è resa ancora più evidente dallo spezzettamento di tutte le deleghe relative alle politiche culturali tra molti assessorati, con le inevitabili derive clientelari che ne sono seguite.

3) Il sindaco di Milano in qualita' di presidente della Scala doveva ai lavoratori della Scala delle risposte, che non sono mai arrivate. È stata assai tiepida verso il decreto Bondi che ha bloccato assunzioni e contratti degli stagionali e impedito di avere un'occupazione di alta qualita' attraverso contratti a tempo indeterminato.

4) Mestizia Moratti ha suscitato anche le vive proteste dai Loggioni per non aver portato a Milano 2 grandi direttori come Abbado e Muti. (ANSA 12-LUG-08).

5) In compenso la Moratti non ha mai mancato la sfilata di mondanita' alla Scala il 7 dicembre, con sontuoso gala a Palazzo Marino dopo lo spettacolo: uno schiaffo alla miseria di tanti milanesi che soffrono la crisi economica e non arrivano a fine mese!

6) la Giunta Moratti si è mostrata totalmente priva di una direzione forte in campo culturale anche quando (ANSA 28-MAG-10), dovendosi discutere della scultura di Maurizio Cattelan in citta' che raffigurava un dito medio alzato da istallare in piazza Affari, lo ha fatto in assenza dell'assessore alla Cultura, mettendo in luce tutta l’improvvisazione che contraddistingue l'amministrazione comunale, incapace di gestire il rapporto tra l'arte e la citta e di indicare chiare direzioni di marcia.

 

7) Dal 2008 al 2009 sono diminuiti di 2.500 i concerti e gli spettacoli teatrali (Corsera 3-10-2010)

 

8) Dal 2009 ha diminuito dell’87% ifinanziamenti ai Consiglidi Zona A farne le spese saranno gli eventi culturali, sportivi, i doposcuola, i progetti ambientali, le biblioteche.

9) La Giunta di centrodestra ha chiuso locali e centri culturali e giovanili per il tempo libero: il braccio di ferro tra il Leoncavallo e il Comune è andato avanti per anni, perché la Moratti non ha voluto concedere per ragioni politiche un atto urbanistico del Comune. Il 22 gennaio 2009 veniva sgomberato di forza il Centro culturale di solidarietà 'Cox 18', uno dei piu' storici spazi autogestiti della citta'. Il sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, con le sue dichiarazioni alla stampa, si e' assunta la responsabilita' dello sgombero, mettendo in luce tutto il deserto culturale e sociale prodotto dalla giunta Moratti. Poi la Giunta Moratti ha chiuso il circolo ARCI di Via Ripamonti, e si è accanita contro quei locali di socializzazione delle notti milanesi come Casa 139, Le Scimmie, il Toilet, l’Arci Bellezza, l’Atomic, il Black Hole, il Plastic, Sottomarino Giallo e la Cascina Monlué, frequentati non da veline e calciatori ma dai nostri giovani, che in quei luoghi ci vanno per incontrare gli amici, chiacchierare e sentire buona musica.  Sono spariti Rainbow, Music Drome, Rolling Stone e anche il teatro Smeraldo potrebbe chiudere mentre il Palasharp verrà abbattuto ad aprile. Sono luci che spesso sole combattono il degrado delle nostre vie, sempre più buie e prive di attività, sono un presidio sociale a tutela di tutti i cittadini. La Giunta Moratti di destra vuol evidentemente una città senza la musica, senza spazi di aggregazione dove giovani si incontrano, si confrontano, crescono, si innamorano.

10) Il Museo di Storia Naturale è il più antico museo civico milanese, ed è anche il centro delle attività del Giardino delle Scienze, che comprende due grandi laboratori didattici, Paleolab e Biolab, e il Civico Planetario Ulrico Hoepli. Un’istituzione insomma, un’eccellenza della città, frequentato da grandi e piccini, da famiglie e scolaresche, da studiosi e appassionati.  Ma a causa dell’incuria  del Comune di Milano vive un periodo di decadenza perchè manca del tutto una direzione scientifica, e il sindacato denuncia una riorganizzazione di personale, collezioni e materiale allo scopo di destinarli ad altri musei.

 

AUMENTA LA POVERTÀ MA IL COMUNE È ASSENTE 

 

1) La ricchezza delle famiglie milanesi mediamente è concentrata nelle mani di pochi: il 4% della popolazione genera un terzo di tutto il reddito denunciato, mentre il 42% dei lavoratori milanesi percepisce un reddito imponibile inferiore a 15mila euro annui. Un sesto delle famiglie milanesi è povero, dispone cioè, se composto di due persone, di un reddito mensile complessivo inferiore a 1.400 euro. Parecchi hanno un’età oltre i 40 anni, il che rende più difficile un reinserimento lavorativo; molti hanno storie lavorative di contratti a progetto o a termine o anche di partite IVA, e quindi sono privi di coperture previdenziali significative. Il rapporto annuale dell'Ores, l'Osservatorio esclusione sociale della Regione dice che un milanese su dieci vive sotto alla soglia dell'indigenza e ha difficoltà per cibo e affitto, e in cinque anni la quota delle famiglie povere in Lombardia è, secondo gli studiosi, più che raddoppiata passando dal 1,3 al 3,5 per cento.

 

2) Le voci di budget del bilancio 2010 della giunta Moratti, da questo punto di vista, sono in riduzione:

- 1.32% su famiglia, scuola e politiche sociali

Questo significa taglio di alcuni servizi, e quindi politica del fai-da-te, dell’arrangiarsi per chi si trova in stato di indigenza.

3) si calcola che a Milano siano circa 4 mila le persone che vivono per strada. I posti letto non sono sufficienti e per far fronte all’incuria della Giunta milanese, e al suo vuoto totale di umanita' che non permette di lasciare le stazioni della metropolitana aperte di notte, Franca Rame e Dario Fo hanno deciso di mettere a disposizione dei senzatetto di Milano, per evitare nuove morti per il freddo, capannoni da acquistare o affittare (ANSA 06-FEB-09). Bisogna ascoltare la disperazione dei senzatetto: siamo in una citta' che ha una tradizione profonda di accoglienza, che e' stata pero' svuotata perche' chi ha in mano il potere non da' il buon esempio!

4)  per l’ignavia di questa Giunta comunale, a Milano ci sono sempre piu' richieste di aiuto alla Caritas milanese: e' quanto emerge dal quinto rapporto della sulle poverta' nella diocesi di Milano (ANSA 22 GIU). Si tratta di 15.701 persone: separate, divorziate, vedove, o migranti: basta un imprevisto, un evento traumatico e una famiglia rischia di trovarsi in condizioni di estrema difficolta'.

5) 170.000 persone non hanno una solidità alle spalle: sono pensionati al minimo, famiglie monoparentali, ricostituite dopo un a separazione, quasi sempre donne sole coi loro figli, o giovani con lavoro precario, o ultracinquantenni che hanno perso il posto di lavoro. E 250.000 arrivano alla fine del mese con risorse scarse o nulle. Di fronte a questa situazione, il Comune è stato assente nelle risorse

 

6) una spia della situazione di povertà crescente è che al Banco dei pegni, in viale Certosa 94, sono almeno cento ogni giorno le persone che varcano la soglia: giovani, anziani, coppie e famiglie.

 

 

VENERDÌ 6 MAGGIO SCIOPERO GENERALE

 

 

MESTIZIA MORATTI SE NE DEVE ANDARE

 

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