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L'editto bulgaro trasversale contro i non dialoganti

Sembra che finalmente il cosiddetto maggiore partito dell’opposizione abbia le idee chiare sulle priorità politiche, almeno stando alle dichiarazioni di Enzo Carra che non ha parlato solo a titolo personale: “La prima riforma deve essere liberarsi di Di Pietro. E’ lui, De Magistris, è l’IDV che sono per noi un problema, perché il PD ha sempre difeso la Costituzione anche a costo di scontrarsi con la maggioranza”

Sembrerebbe incredibile ma è tristemente vero; un partito senza identità che, solo per citare la situazione più tragicomica e paradossale e cioè la farsa in atto in Puglia sta per regalare la regione “laboratorio” di Vendola al centrodestra di Fitto, ha identificato senza ombra di dubbio in Antonio Di Pietro e nelle posizioni nette dell’IDV sulle cosiddette riforme il pericolo numero uno, il nemico da cui guardarsi.

A sottolineare la portata micidiale del pericolo rappresentato dall’alleato “giustizialista” ha provveduto come è ormai consuetudine il vicesegretario Enrico Letta che ha accusato i dipietristi di “portare il centrosinistra nell’abisso e di essere i migliori alleati di Berlusconi”.

Ma che cosa ha detto di così eversivo ed antidemocratico Antonio Di Pietro per suscitare un ostracismo così generalizzato ed esibito? Ha osato dire che le riforme soprattutto in materia di economia ed occupazione sono anche auspicabili, purché “discusse in Parlamento e in nessun altro luogo, con i tempi che queste richiedono per essere approvate, tempi sicuramente diversi dalle scadenze processuali di Silvio Berlusconi”. E per chiarire la differenza tra riforme e patacche incostituzionali ad uso personale e di casta ha messo in guardia contro “il solito manipolo golpista che vuole stravolgere la Costituzione cavalcando le dichiarazioni del Capo dello Stato, forse incaute visti gli interlocutori”.

“Partito eversivo”, “ostacolo oggettivo da marginalizzare”, “nucleo d’odio sempre in azione”, sono solo alcune delle pacate analisi politiche dei più fulgidi rappresentanti del partito dell’amore che ha tacciato Napolitano, di volta in volta, di faziosità, comunismo, complottismo, “collusione” con le toghe rosse della Consulta, tradimento e via dicendo.

Ma il glorioso PD del nuovo bersaniano sembra molto più bramoso di dialogare amabilmente e di stringere sedicenti patti democratici con i pacati e civili Bondi, Cicchitto, Gasparri, Capezzone che di confrontarsi ed accordarsi, per fare finalmente qualcosa che possa almeno assomigliare a quella che in tutti i paesi democratici si chiama opposizione, con il populista, demagogo, arruffapopoli leader dell’IDV.

Quale sia l’aria e quanto sia pesante la cappa di opportunismo, ipocrisia e pensiero unico dominante lo spiegano molto bene oltre le scontate paginate dei giornali direttamente di famiglia che schiumano odio contro l’unico partito che non aderisce entusiasta al sacco della Costituzione, i titoli, i commenti e le analisi del Corriere della Sera che da quando ha affidato agli spot pubblicitari la sua immagine di testata indipendente non si è più posto limiti di decenza. E così nella pagine dedicata eufemisticamente a “regole e dialogo” di lunedì 4 gennaio Paolo Franchi definisce “scena grottesca” la presunta sfida tra Di Pietro e De Magistris sul fronte del giustizialismo più scatenato, esorta l’opposizione raziocinante e con “senso istituzionale” a “rifiutarsi di fare il gioco del PM e bolla come “scelta di repertorio” l’ennesimo attacco al Capo dello Stato.

Ma essendo un giornale serio ed indipendente il giornale di Ferruccio De Bortoli scomoda anche il sociologo esperto di leadership Luciano Cavalli che “a questo tema ha dedicato tutta la sua vita di studioso” come tiene a precisare l’autore dell’illuminante intervista Lorenzo Salvia, per avvertirci che l’IDV è dominata al suo interno “dalla gelosia e dall’invidia” che divora i suoi leader, Di Pietro e De Magistris, rei in primis di essere ex magistrati e non pregiudicati. E dato che questa lotta per il potere si gioca tutta sul giustizialismo e sull’antiberlusconismo ecco come si spiega la proposta dell’esilio per Berlusconi da parte di De Magistris e il giorno dopo l’affondo sul Quirinale di Di Pietro, destinato a vincere sul suo terreno. Dunque come da titolo: “Nell’IDV invidia e rincorsa a colpi di giustizialismo. Che è il terreno di Di Pietro.”

Quello che sembra più strabiliante è come possa sfuggire ai promotori di questa campagna di linciaggio contro una forza politica accusata di eversione perché non è ansiosa di stravolgere la Costituzione secondo i desiderata di Berlusconi e di sedersi a tavoli non meglio identificati ma di cui si conoscono bene i precedenti, che questo è il modo migliore per accreditarla come un baluardo di democrazia per numero sempre crescente di cittadini.

Ed è anche il modo migliore per far passare in secondo piano i limiti personali del suo leader e i deficit di metodo democratico e purtroppo, non di rado, di trasparenza e di merito all’interno del partito.

Azioni sul documento

articolo Daniela Gaudenzi

Inviato da giustia il 06/01/2010 20:55
Cara Daniela,

condivido pienamente il tuo giudizio sul comportamento del PD e assieme a te sono solidale con Di Pietro, De Magistris e l'Italia dei Valori, attaccati brutalmente dalla destra , dalla sua mosca cocchiera che è il Partito Democratico e da larga parte della stampa e dei mezzi di comunicazione. Questa mia solidarietà viene da lontano da quando il Circolo Dossetti, che rappresento - assieme a tutti i girotondi italiani - difese L'Italia dei Valori in occasione delle europee del Triciclo.
E anche da molto prima. E alle ultime europee, una buona percentuale di voti del nostro Circolo è andata al partito di Di Pietro

Devo però denunciare ad alta voce e chiedere con forza che Liberacittadinanza affronti e discuta il problema del comportamento dell'Italia dei Valori nella questione delle regionali pugliesi, a cui tu hai fatto cenno. A questo scopo faccio seguire la lettera inviata al riguardo a Di Pietro e per conoscenza a Pancho Pardi

Caro Pancho,
 
ti invio di seguito l'email inviata a Di Pietro. Te l'ho già spedita ieri sera, ma forse ad un indirizzo sbagliato. Sono molto preoccupato e ti sarei grato anche di una breve risposta. Se le voci diffuse stasera dai telegiornali rispondessero a verità la cosa sarebbe di una notevole gravità e i bei concetti da te espressi oggi sul Fatto Quotidiano avrebbero una immediata sonora smentita. Oltretutto l'eventuale posizione di Di Pietro contradirrebbe completamente la sua intervista sul Fatto quotidiano di ieri ed anche lui entrerebbe nel novero dei parolai : oggi bianco, domani nero. Scusa lo sfogo, ma sono veramente sconcertato

Caro Di Pietro,
stamani eravamo molto contenti per le precisazioni sulle elezioni pugliesi apparse su “ Il Fatto Quotidiano” nelle quali si smentiva nettamente il no alla candidatura di Vendola alle primarie pugliesi; precisazioni che facevano giustizia di voci opposte messe in giro certamente da area PD.
Stasera i telegiornali hanno parlato di un si di Di Pietro alla scelta di Boccia, senza alcun riferimento alle primarie. Ci auguriamo che ancora una volta si tratti di una truffaldina manipolazione . Se ciò non fosse , l’Italia dei Valori perderebbe faccia, dignità e coerenza e contribuirebbe alla cancellazione delle primarie per riconsegnare ogni decisione agli apparati..

      per il Circolo Dossetti di Sarzana / Alfredo Giusti

P.S. alle ultime elezioni provinciali il Circolo Dossetti ha conseguito nel Collegio di Sarzana il 4% dei voti.ù

Chiedo con forza alla redazione del sito di aprire una discussione sullo scempio che si sta facendo delle primarie e di ogni partecipazione popolare alle scelte; riconsegnando ogni decisione agli apparati più truffaldini. Di Pietro non può coprire tutto questo, altrimenti le sue parole diventano prive di significato e non colgono più le esigenze della gente.

elezioni regionali in Puglia

Inviato da giustia il 09/01/2010 11:53
Cari amici,

Riteniamo che la vicenda delle regionali pugliesi - in un contesto più generale degradato e preoccupante - sia di un gravità inaudita.

Al tempo delle recenti primarie del partito democratico per la scelta del segretario del partito, tutti e tre i candidati alla segreteria regionale del PD in Puglia ( sia i seguaci di Bersani che quelli di Franceschini e Marino) nei loro programmi indicavano decisamente la ricandidatura di Vendola come fatto scontato sulla base di un giudizio totalmente positivo dei 5 anni di governo regionale.

Vendola, da parte sua, non ha mai preteso la ricandidatura automatica ma ha chiesto soltanto primarie di coalizione per la scelta del candidato a governatore. E non ha posto alcun ostacolo all'inclusione dell'Udc nell'alleanza purchè ciò avvenisse a partire dalla condivisione dei programmi e dei metodi di governo.

D'Alema e Casini hanno completamente scompaginato questa prospettiva e negato le primarie temendo che il popolo del centro sinistra avrebbe scelto ancora una volta Vendola.

Da notare che le primarie sono un'orgogliosa bandiera del P.D. e parte integrante del suo statuto. Esse sono certamente l'unico modo per far partecipare l'elettorato alle scelte e alle decisioni: in Puglia ora non solo non si possono scegliere deputati e senatori perchè indicati dalle segreterie nazionali dei partiti ma nemmeno i candidati governatori perché scelti anch'essi verticisticamente ( con un pieno diritto di veto per Casini, che ha dettato la linea al PD )

Tutto ciò prefigura una preoccupante e ulteriore perdita di partecipazione e di valorizzazione del popolo di centro sinistra; e ciò che è più grave un netto spostamento a destra del PD , che allontana da sé la sinistra, disposta a collaborare come ha fatto lealmente in questi cinque anni di esperienze amministrative ; e privilegia il rapporto con l'UdC , che diventa l'ago della bilancia e di fatto il padrone della situazione, con tutte le ricadute su programmi e metodi di governo.

Sulla base di queste considerazioni, riteniamo positivo il recentissimo documento del Coordianamento di Sinistra ecologia e liberta, che ha ritirato le proprie delegazioni in tutte le regioni ed avviato un'ampia consultazione con le altre forze di sinistra a partire da contenuti programmatici e metodi di governo condivisi. Purtroppo ciò determinerà un danno per tutti ma speriamo che nessuno abbia la faccia tosta di incolpare la sinistra di questa situazione. Riportiamo di seguito il testo del documento del Coordinamento di SeL

                                                                      per il Circolo Dossetti di Sarzana / Alfredo Giusti

Il coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà si è soffermato sulla situazione politica e sulle prossime scadenze elettorali. Le prossime elezioni regionali sono un banco di prova della politica nazionale. Il Pd rischia di essere subalterno all’Udc ed all’idea che quel partito ha di coalizione di governo. Sulle privatizzazioni dei beni comuni, sull’accettazione del nucleare, del ponte sullo stretto, sulla sanità il Pd aderisce, in nome di una futuribile alleanza alternativa a Berlusconi, ai contenuti che il partito di Casini esprime. Il Pd rinuncia persino allo strumento sul quale si è fondato, le primarie, per aderire alle logiche di palazzo del suo nuovo alleato e sancendo il divorzio da quel popolo, compreso quello “viola”, che viene guardato con sospetto e fastidio in ogni manifestazione di partecipazione democratica . Il Pd sta materialmente distruggendo l’idea di un’alternativa di governo alla destra, consegnando l’opposizione di questo paese ad un futuro di inciuci e di assenza di alternativa. Le elezioni regionali pugliesi sono, per questi motivi, un centro essenziale delle politiche di tutte le forze democratiche. Il Pd vuole una sinistra asservita ai programmi della destra moderata e liberista o la indica come nemico esplicito. La candidatura di Nichi Vendola è la candidatura della buona politica contro quella degli intrighi di palazzo. È il mandato popolare che si rinnova contro l’ostilità, non solo ad un leader della sinistra, ma al proprio stesso popolo.

In molte regioni l’Udc pone l’esclusione della sinistra come pregiudiziale. Non accetteremo di essere discriminati, per altro senza che da nessuna parte si stia facendo nessun serio confronto sui programmi.

È, dunque, aperto un problema nazionale del quale Sel intende discutere direttamente con i rappresentanti nazionali delle forze politiche, a partire dal Pd, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Pdci, Verdi, Psi e intanto sospende ogni trattativa sulle prossime elezioni regionali e rinnova l’appello a tutte le forze intellettuali, democratiche e civili di questo paese affinché prendano parola contro il ritorno di una politica delle alleanze che si basa solo sul politicismo e calpesta ogni rigore etico nella formazione delle scelte.

Il Coordinamento Nazionale SEL

 

Travaglio - Servizio P. 9/02/2012

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