L'emergenza nascosta

La rivolta di Terzigno e la nuova esplosione del problema rifiuti solidi urbani mette ancora una volta in secondo piano un´emergenza rifiuti ben più grande e pericolosa in Campania. Un´emergenza di cui si è parlato in un film, Biutiful Cauntri, ma mai davvero affrontata: quella dei 5 milioni di tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi disseminati illegalmente nella campagne della regione e, soprattutto, nelle province di Napoli e Caserta.
I numeri, già noti, sono quelli di una guerra. Ogni anno in comuni più a rischio delle due province muoiono, in media, 848 persone, la metà per cancro. Negli otto anni presi in esame (1994-2001) in uno studio i cui risultati sono stati pubblicati nel 2007 dai ricercatori dell´Organizzazione mondiale di sanità nei comuni più a rischio delle due province sono morte prematuramente ben 6.780 persone. È probabile che negli otto anni successivi (dal 2002 a oggi) almeno altrettante persone siano morte prematuramente a causa dell´esposizione diretta o indiretta ai rifiuti tossici nascosti (ma neppure poi tanto).
Un´ecatombe. Che ha avuto e ha un costo umano altissimo e, per definizione, incalcolabile. Ma che ha anche un costo economico, calcolabile. Che è stato calcolato da una giovane ricercatrice napoletana, Carla Guerriero, che lavora in Inghilterra presso la "London School of Hygiene and Tropical Medicine". Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Environmental Health ed è firmato anche da John Cairns, professore di Economia della Salute presso il medesimo istituto di ricerca.
I due studiosi del rapporto tra economia e salute hanno adottato il metodo cosiddetto VPF (Value of Preventing a Fatality) che non misure né intende misurare il valore economico di una vita umana - incalcolabile, per definizione - ma calcola i costi effettivi in un arco di tempo definito causati da una morte prematura ed evitabile. Non è facile calcolare questi costi e, dunque, si prende in esame quanto in genere si è disposti a pagare per evitare il rischio di morte prematura.
Non esistono parametri italiani del VPF, cosicché Carla Guerriero e John Cairns hanno utilizzato lo standard europeo. I calcoli sono piuttosto complessi. I due ricercatori hanno dovuto tenere conto del periodo di latenza di una malattia che insorge in seguito a esposizione a inquinanti ambientali (nel nostro caso il periodo medio di latenza è stato calcolato intorno ai 20anni). Inoltre hanno dovuto tenere in conto i maggiori costi di una morte per tumore (che sono poco meno del 50% delle morti che si pensa siano causate dai rifiuti tossici e nocivi nelle province di Napoli e Caserta).
Il risultato finale è che i benefici economici che deriverebbero dalla bonifica dei territori contaminati da rifiuti tossici e nocivi nelle sole province di Napoli e Caserta ammonta, nell´arco di 30 anni, a 11,4 miliardi di euro. Se si prende in considerazione un periodo di soli 10 anni i benefici superano i 5 miliardi di euro. Se si prende in considerazione un periodo di 50 anni, il beneficio economico sale a 20 miliardi di euro.
Esiste un Protocollo d´Intesa tra il Ministero dell´Ambiente e la Regione Campania che prevede un investimento di 143 milioni di euro per avviare la bonifica del Litorale Domizio e dell´Agro Vesuviano. È un investimento che se reso attuale farebbe risparmiare in primo luogo centinaia di morti premature. Che si trasformerebbe, anche, in un beneficio economico quasi cento volte superiore nei prossimi trent´anni. Che il beneficio andrebbe anche al dissestato sistema sanitario campano. E che, infine, potrebbe fornire alle popolazioni campane vittime sia dell´emergenza rifiuti tossici, sia dell´emergenza rifiuti solidi urbani un prima prova concreta che il cammino per uscire dal tunnel delle "monnezze" è finalmente iniziato.


















