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Lettera al direttore del Giornale

Lettera inviata da Fausto Soregaroli a Mario Giordano direttore del Giornale dopo la puntata di Annozero del 9 aprile 2009

Signor Direttore,

stamane in edicola campeggia, fra tutte le prime pagine dei quotidiani, quella del "suo" giornale. Campeggia grazie ad un insulto: quello appiccicato alla gigantografia di Michele Santoro, ovvero a quel termine, "SQUILIBRATO", inserito nella stessa fotografia.

Stranamente, nella versione on line, "il Giornale" omette questa titolazione offensiva: la rete è molto attenta a queste cose, il lettore della carta stampata un po' meno.

Sono stato lettore de "il Giornale " di Indro Montanelli dai miei quindici /sedici anni, sino all'epurazione del grande intellettuale italiano che, con pregi e difetti, aveva avuto il coraggio di emanciparsi dal tutt'uno classico italiano. Certo erano altri tempi, ma il coraggio e l'etica umana e professionale rimangono peculiarità che spazio e tempo non mutano.

Ho seguito la puntata di Anno Zero e mi sto chiedendo perchè Lei, signor Direttore, non abbia avuto il coraggio, quel giovedì sera, di insultare in diretta Michele Santoro, come sta facendo ora nascondendosi dietro la protezione di un pezzo di carta di "proprietà" di quel Silvio Berlusconi che diede il benservito a Indro Montanelli e che oggi è Presidente del Consiglio... Domani, chissà, magari Presidente della Repubblica.

Il coraggio è di pochi, signor Giordano e così quel modo di essere anche in battaglia: onesto intellettualmente  e senza colpi bassi.

Ma veda, signor Direttore, c'è un divenire nelle cose che non sarete certo Voi  a fermare: perchè è insito nell'evoluzione che segue le involuzioni oscurantistiche di ogni epoca, compresa quella che stiamo vivendo ed alla quale persone come Voi cercano di dare ogni giorno sempre più corpo.

E' insito nel divenire delle cose stesse.

E barlumi di speranza si notano ovunque in Italia, grazie a persone che han dato la vita, che la rischiano ogni giorno per difendere le loro opinioni e per denunciare fatti, cose  e persone. Queste luci sono vive e forti in molti giovani che avranno ragione di uno Stato fondato sulla vetustà più bieca.

C'è un'Italia che vibra ogni giorno, dentro, in profondità, molto più di un terremoto, che, drammaticamente ha inglobato giovani e meno giovani in un terribile sciame di onde sismiche sottovalutate, culminate con quella del 6 Aprile delle ore 3,32.

C'è la Vita che ha desiderio, sempre  e comunque, di rivincita.

 

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