Tu sei qui: Portale » Articoli » Lettera al Presidente della Repubblica

Lettera al Presidente della Repubblica

Lunedi' 26 gennaio il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano verra' in visita all'universita' di Pavia in occasione del bicentenario della nascita di Ugo Foscolo. la sottoscritta sara' presente ma vorrei scrivere una lettera che esprime tutto cio' che vorrei dirgli

Egr. Sig. Presidente della Repubblica

sono una ragazza di diciannove anni residente in provincia di milano  studentessa universitaria a pavia.

sono lieta come tutti i miei colleghi della visita di cui Lei ci onora e vorrei comunicarle alcune cose che mi lasciano alquanto perplessa e non solo.
lo scorso anno in data 13 aprile ho adempiuto per la prima volta al mio dovere di cittadina italiana recandomi alle urne per il voto alla Camera dei Deputati. purtroppo il risultato elettorale mi ha alquanto amareggiata per non dire turbata e non per motivi ideologici. All'epoca del primo governo Berlusconi, peraltro brevissimo ero solo una bambina, e durante il secondo ero ancora troppo giovane per interessarmi di questioni riguardanti il mio Paese. per motivi che ora non sto ad elencarle nell'ultimo anno e mezzo la mia coscienza mi ha spinto a farlo a prescindere dalle imminenti elezioni.

Purtroppo l'attuale governo non mi piace affatto: anzitutto perche' sono venuta a conoscenza del fatto che le persone di cui e' composto hanno per la maggior parte commesso reati piu' o meno gravi  contro lo Stato, in secondo luogo perche' tra il 2001 ed il 2006 gli allora governanti a parte poche eccezzioni gli stessi di oggi non solo si sono dimostrati totalmente incapaci a gestirci ma hanno anche permesso che venissero attuati leggi e provvedimenti che farebbero inorridire qualsiasi democrazia (leggi ad personam o ad personas per proteggere il premier ed i suoi affiliati, editto bulgaro quindi censura dell'informazione maccartismo ecc..). qualcuno di noi ha provato a ribellarsi e ci sta provando ancora ma sempre piu' vedo persone che non ripongono piu' alcuna fiducia nemmeno nell'opposizione a causa dei molti sbagli commessi anche dal Partito Democratico. qualche anno fa si voleva la separazione delle carriere nella magistratura e ora lo si e' riproposto: cio' permetterebbe al Parlamento di decidere i reati "prioritari" da punire e tale situazione era auspicata anche da Licio Gelli trent'anni fa! cosi' come, sono parole di quest'ultimo: "l'ascesa al potere di un uomo politico in sintonia con lo spirito del club"

silvio berlusconi tessera p2 1816.

Sig. Presidente, noi comprendiamo che nonostante sia il primo cittadino d'Italia Lei non puo' fare molto per raddrizzare tutte le storture di questa nostra Nazione, vorremmo pero' che s'impegnasse in quanto Capo del Consiglio Superiore della Magistratura a proteggere il piu' possibile questa nostra istituzione formata per la maggior parte da persone oneste che altro non fanno che occuparsi della tutela della nostra Costituzione e non assoggettati al potere politico come qualcuno tenta di farci credere e molti per svariati motivi se ne sono convinti. insomma: in italia ora e per altri quattro anni "si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" .  Confidiamo nel fatto che la Sua Persona tenti con tutte le proprie forze di arginare le catastrofi che ci sono capitate e che ne siamo certi, capiteranno.

in fede.

Gloria
una cittadina informata (e onesta)

Azioni sul documento

Lettera al Presidente della repubblica

Inviato da BiancaFasano il 27/01/2011 16:26
Lettera aperta al Nostro Presidente della Repubblica Italiana.
Caro Presidente, a Lei, che è il garante della nostra Costituzione propongo una questione non personale (non soltanto), che ritengo assolutamente anticostituzionale:
per effetto del blocco degli scatti di anzianità, fino al 2013, stabilito dalla Finanziaria 2011-2013, entrata in vigore lo scorso 31 maggio, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge si prevedono meno mille euro lordi l'anno per un collaboratore scolastico o un assistente amministrativo, da 2.500 a 3mila euro in meno per gli insegnanti. È questo il "contributo" - medio - che pagheranno i lavoratori della scuola
Praticamente, una "doppia manovra", che si aggiunge al già annunciato stop ai rinnovi dei contratti, 2010-2012, che per professori e amministrativi significa, secondo le prime stime Uil Scuola e Flc Cgil - altri 1.500 euro in meno a fine triennio.
Subiremo, invece, dal 1° gennaio 2011, un taglio del 5% (circa 400 euro l'anno) della retribuzione di parte variabile, e, soprattutto, come insegnanti e Ata, il blocco del rinnovo del contratto triennale. Una misura che "pesa molto", come ha spiegato al Sole24Ore.com il presidente nazionale dell'Anp, Giorgio Rembado, perché significa «rinviare di altri 3 anni la partita della perequazione esterna con la dirigenza statale dell'Area 1, con un gap in busta paga che arriva fino a 2mila euro lordi al mese».
A pesare di più (come prevedibile), è il blocco degli scatti d'anzianità, dal 2011 o dal 2012 che, secondo stime sindacali, toccherebbe circa 254mila unità, che dovrebbero scattare di fascia nei prossimi 2/3 anni, con un risparmio per l'Erario di circa 340 milioni l'anno. Una situazione, al momento, «senza possibilità di recupero». La norma infatti prevede un semplice "allungamento", per legge, di 3 anni della "carriera" del personale, con la conseguenza, che un dipendente scolastico (docente o Ata) con un'anzianità di servizio di 5 anni per passare al "gradone" successivo anziché aspettare 3 anni, ne dovrà aspettare sei. Ciò, ha spiegato al Sole 24 Ore.com il segretario nazionale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, vuole dire che per un docente di scuola materna ed elementare, con 15-20 anni di anzianità di servizio, con una retribuzione mensile lorda di 2.146 euro, si profila una perdita, sempre lorda, annua di ben 2.528 euro (-9,9 per cento). Una percentuale, ha aggiunto, che il Governo ha pensato per magistrati, manager pubblici, alti dirigenti statali.
Senza considerare poi che il congelamento delle buste paga, compreso il salario accessorio, avrà "effetti" (per tutti) anche sul versante previdenziale, con "sforbiciate" alle pensioni, che possono arrivare, per le retribuzioni più alte, anche a un -20 per cento.
Ma se è vero com’è vero che SIAMO TUTTI UGUALI DI FRONTE ALLA COSTITUZIONE CIVILE DEGLI ITALIANI, come si spiega che soltanto alcuni di noi insegnanti, in questo preciso momento politico ed economico, in alcune precise (e sfortunate) fasce degli scatti di anzianità, debbano SUBIRE?
La ringrazio per l’attenzione.
Bianca Fasano
Insegnante, giornalista e scrittrice. (Cicero Pro Domo Sua)
Travaglio - Servizio P. 9/02/2012

Perché non scoppia la rivoluzione?

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Clicca sulla vignetta per ingrandire