LETTERA AL SENATORE PARDI
Egregio Onorevole
sono un docente della Scuola Secondaria di Secondo Grado e mi rivolgo a Lei facendomi portavoce di una vastissima parte di miei colleghi, oltretutto vostri elettori.
La questione che vorremmo chiedere che lei valutasse e, eventualmente, portasse in aula è quella del “congelamento delle graduatorie”: le spiego in breve.
Con il ministro Fioroni le graduatorie permanenti sono state congelate, cioè non ci si può più trasferire da una provincia ad un’ altra pena la messa in coda pur con un punteggio alto; questo congelamento era la “conditio sine qua non” per poter assumere a tempo indeterminato tutti gli iscritti in tali graduatorie entro e non oltre il 2010/2011.
Dato che, grazie al nuovo Ministro ed al nuovo Governo, questi tempi non verranno rispettati, vedesi il numero esiguo di assunzioni di quest’ anno inferiore alla metà di quelle dell’anno passato e così sarà anche per il futuro; quindi noi chiediamo per il prossimo anno scolastico, considerando ormai inutile tale congelamento, la riapertura delle graduatorie o per lo meno la possibilità di spostarci “senza alcuna penalizzazione”, dato che il punteggio accumulato no ce lo hanno regalato, ma ci è costato e ci costa fatica e sacrifici.
E questo non è un capriccio ma una necessità: la stragrande maggioranza di persone è andata via da casa pur di lavorare, affrontando sacrifici enormi, non solo in termini economici ma soprattutto affettivi: conosco, e mi creda glielo dico col cuore in mano, donne che insegnano a centinaia di chilometri da casa o avendo portato i proprio figli al seguito, e quindi separandoli dal padre ed a loro volta dal marito, o lasciando i figli nella città d’origine, il che è ancora più straziante. Lo stesso dicesi per i padri.
Io stesso ho lasciato nel 2007 la provincia di Milano, e lì la mia fidanzata, per tornare in Puglia a dare una mano ai miei genitori (non voglio angosciarla coi miei problemi personali) con la “certezza” di un ruolo in 2 anni (dato il mio punteggio alto che in altre province mi avrebbe già permesso di entrare in ruolo) e poi chieder il trasferimento o con la speranza di poter tornare a Milano anche da precario. Di questo passo io entrerò di ruolo forse nel 2011/2012, non potendomi trasferire altrove e nel frattempo con la mia ragazza vivo al telefono? Che futuro posso darle ad 800 chilometri di distanza per 4 anni? E’ una condizione assurda.
Se fossero state attuate le immissioni previste, il sacrificio mio e dei miei colleghi con famiglia e figli soprattutto sarebbe durato un altro paio d’anni, il che non era comunque poco; ma stando a queste promesse che si fa? Si resta lontani da casa e dai figli per chissà quanti anni in attesa dell’agognato ruolo, oppure si torna ad abbracciare la propria famiglia ed i propri affetti andando in coda e vivendo da disoccupati?
La prego aiutateci voi, non sappiamo a chi rivolgerci perché non ci fidiamo di nessuno: ci hanno tolto il diritto alla malattia interamente retribuito, ci hanno tolto molti posti di lavoro, ci hanno tolto la certezza di un posto a tempo indeterminato; vogliono farci restare precari a vita: va bene ma LASCIATECI ALMENO LA POSSIBILITA’ DI SCEGLIERE DOVE ESSERE PRECARI E ED ACCANTO A CHI. Anche nelle avversità, stare vicino ai propri affetti aiuta a superale in qualche modo o per lo meno aiuta a sopravvivere.
Rigraziandola anticipatamente anche per il tempo impiegato a leggere questa mia e-mail, colgo l’occasione per ringraziarla se vorrà prendere in considerazione questa mia e nostra richiesta. Dato che il governo non ci fa vivere più serenamente, aiutateci almeno voi almeno a “sopravvivere serenamente”.
Lettera firmata
sono un docente della Scuola Secondaria di Secondo Grado e mi rivolgo a Lei facendomi portavoce di una vastissima parte di miei colleghi, oltretutto vostri elettori.
La questione che vorremmo chiedere che lei valutasse e, eventualmente, portasse in aula è quella del “congelamento delle graduatorie”: le spiego in breve.
Con il ministro Fioroni le graduatorie permanenti sono state congelate, cioè non ci si può più trasferire da una provincia ad un’ altra pena la messa in coda pur con un punteggio alto; questo congelamento era la “conditio sine qua non” per poter assumere a tempo indeterminato tutti gli iscritti in tali graduatorie entro e non oltre il 2010/2011.
Dato che, grazie al nuovo Ministro ed al nuovo Governo, questi tempi non verranno rispettati, vedesi il numero esiguo di assunzioni di quest’ anno inferiore alla metà di quelle dell’anno passato e così sarà anche per il futuro; quindi noi chiediamo per il prossimo anno scolastico, considerando ormai inutile tale congelamento, la riapertura delle graduatorie o per lo meno la possibilità di spostarci “senza alcuna penalizzazione”, dato che il punteggio accumulato no ce lo hanno regalato, ma ci è costato e ci costa fatica e sacrifici.
E questo non è un capriccio ma una necessità: la stragrande maggioranza di persone è andata via da casa pur di lavorare, affrontando sacrifici enormi, non solo in termini economici ma soprattutto affettivi: conosco, e mi creda glielo dico col cuore in mano, donne che insegnano a centinaia di chilometri da casa o avendo portato i proprio figli al seguito, e quindi separandoli dal padre ed a loro volta dal marito, o lasciando i figli nella città d’origine, il che è ancora più straziante. Lo stesso dicesi per i padri.
Io stesso ho lasciato nel 2007 la provincia di Milano, e lì la mia fidanzata, per tornare in Puglia a dare una mano ai miei genitori (non voglio angosciarla coi miei problemi personali) con la “certezza” di un ruolo in 2 anni (dato il mio punteggio alto che in altre province mi avrebbe già permesso di entrare in ruolo) e poi chieder il trasferimento o con la speranza di poter tornare a Milano anche da precario. Di questo passo io entrerò di ruolo forse nel 2011/2012, non potendomi trasferire altrove e nel frattempo con la mia ragazza vivo al telefono? Che futuro posso darle ad 800 chilometri di distanza per 4 anni? E’ una condizione assurda.
Se fossero state attuate le immissioni previste, il sacrificio mio e dei miei colleghi con famiglia e figli soprattutto sarebbe durato un altro paio d’anni, il che non era comunque poco; ma stando a queste promesse che si fa? Si resta lontani da casa e dai figli per chissà quanti anni in attesa dell’agognato ruolo, oppure si torna ad abbracciare la propria famiglia ed i propri affetti andando in coda e vivendo da disoccupati?
La prego aiutateci voi, non sappiamo a chi rivolgerci perché non ci fidiamo di nessuno: ci hanno tolto il diritto alla malattia interamente retribuito, ci hanno tolto molti posti di lavoro, ci hanno tolto la certezza di un posto a tempo indeterminato; vogliono farci restare precari a vita: va bene ma LASCIATECI ALMENO LA POSSIBILITA’ DI SCEGLIERE DOVE ESSERE PRECARI E ED ACCANTO A CHI. Anche nelle avversità, stare vicino ai propri affetti aiuta a superale in qualche modo o per lo meno aiuta a sopravvivere.
Rigraziandola anticipatamente anche per il tempo impiegato a leggere questa mia e-mail, colgo l’occasione per ringraziarla se vorrà prendere in considerazione questa mia e nostra richiesta. Dato che il governo non ci fa vivere più serenamente, aiutateci almeno voi almeno a “sopravvivere serenamente”.
Lettera firmata


















