L'intervista: "Il Nuovo Ulivo fa sbadigliare è ora di rottamare i nostri dirigenti"

"Nuovo Ulivo? Uno sbadiglio ci seppellirà. Mandiamoli tutti a casa questi leader tristi del Pd".
Ambizioso programma, sindaco Matteo Renzi.
"Non
è mica solo una questione di ricambio generazionale. Se vogliamo
sbarazzarci di nonno Silvio, io così lo chiamo e non caimano, dobbiamo
liberarci di un'intera generazione di dirigenti del mio partito. Non
faccio distinzioni tra D'Alema, Veltroni, Bersani... Basta. E' il
momento della rottamazione. Senza incentivi".
Rottamare i "vecchi" del Pd vuol dire automaticamente sbarazzarsi di Berlusconi?
"E'
la precondizione, il punto di partenza. Ma li vedete? Berlusconi ha
fallito e noi stiamo a giocare ancora con le formule, le alchimie delle
alleanze: un cerchio, due cerchi, nuovo Ulivo, vecchio Ulivo... I
nostri iscritti, i simpatizzanti, i tanti delusi che aspetterebbero
solo una parola chiara per tornare a impegnarsi, assistono sgomenti ad
un imbarazzante Truman show. Pensando: ma quando si sveglieranno
dall'anestesia? Ma si rendono conto di aver perso contatto con la
realtà?".
Che cosa propone di fare?
"Lo
statuto del Pd parla chiaro, anche se ovviamente è rimasto inapplicato:
dopo tre mandati parlamentari, giù dalla giostra. Se davvero si va alle
elezioni anticipate, anche se personalmente ci credo poco, alla prima
assemblea nazionale per le candidature vado alla tribuna e lancio il
seguente ordine del giorno: facciamo riscoprire
il piacere della semplice militanza ai nostri parlamentari che
hanno varcato la soglia delle tre legislature. E, potendo, anche a Di
Pietro, un altro che da 20 anni pontifica su tutto, e abbiamo visto i
risultati".
Resta però aperto il problema: che rapporti con Fini, con Casini, con la sinistra?
"Fini?
Uno che passa da Almirante e Le Pen alla Tulliani e Barbareschi, di
certo non fa per me. Però, non voglio nemmeno entrarci nel gioco del
piccolo chimico. Piuttosto mi fate capire, per favore, che dice il Pd
sul lavoro che cambia? Sull'innovazione? Sull'ambiente? E sulle tasse?
Facevo ancora la maturità e già Berlusconi e Tremonti promettevano la
riduzione a due sole aliquote. Quando siamo andati al governo noi,
l'unico slogan era l'agghiacciante pagare le tasse è bellissimo. Ci
sarà pure una via di mezzo...".
Cos'è, un'autocandidatura alla leadership del Pd?
"Il
mestiere di sindaco di Firenze mi diverte moltissimo, e qui voglio
stare. Fossi stato a sentire D'Alema, Veltroni e Bersani mai sarei
entrato a Palazzo Vecchio, macinato dalle primarie. Certo, appena apro
bocca è sempre la stessa musica: il solito Renzi, l'ambizioso. E che ci
vuoi fare, unifico il partito, c'ho tutti contro. Ma sai che c'è?
Meglio un'accusa di arroganza che un processo per diserzione. La
questione della leadership non riguarda me ma il tema esiste. Eccome".
Chi riguarda allora?
"Di nomi ne vedo parecchi. Fra la gente che viene dal territorio. Da scegliere con le primarie, ovunque".
Chiamparino, Zingaretti, Vendola?
"Sicuramente
sì. Tre nomi che, con caratteristiche diverse, sono in grado di dire e
dare qualcosa di nuovo al Pd. Lontani dal balletto di agosto al quale
stiamo assistendo con scambio di lettere o cartoline fra i nostri
dirigenti da un quotidiano all'altro. Litigando".
Anche lei però aveva litigato con Zingaretti, accusandolo per la mancata candidatura alle regionali nel Lazio.
"Abbiamo
litigato, ci siamo chiariti davanti ad una bistecca alla fiorentina. Ma
poi, chissenefrega della polemica, di qualche parola di troppo se poi
in realtà sei sulla stessa lunghezza d'onda. Io penso che oggi Nicola
sia fra quelli che nel Pd rappresentano le novità".
Quarantenni e territorio: è la formula per cambiare il Pd?
"Penso
sia la combinazione giusta per ascoltare e raccogliere le indicazioni
del nostro popolo. Più che cambiare però io direi proprio: azzerare".
Sembra di sentire Nanni Moretti.
"Io
però faccio politica col Pd e sono impegnato nel mio ruolo di
amministratore. E soprattutto quel grido di piazza Navona, "andate a
casa", allora era di un solo intellettuale. Oggi temo sia condiviso
della stragrande maggioranza del popolo democratico".














