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Messina contesta Berlusconi - quello che non vedrete mai nella TV di regime

Nessuno ha mandato in onda il popolo incazzato radunatosi all'ingresso della Prefettura di Messina

Sentire parlare di una Italia al servizio di Berlusconi fa schifo, viverla in diretta è molto peggio. Una macchina organizzativa imponente, costata almeno quanto le prime quattro case da ricostruire a Giampileri, fatta di elicotteri, guardie del corpo, spiegamento di forze dellordine, e codazzi di auto blu; ha fatto in modo di fare evitare al premier le contestazioni e la rabbia di una città abbandonata e illusa dalla becera promessa di un ponte, che servirebbe solo a gettare ulteriore cemento mafioso su un territorio già massacrato dalla speculazione.

 

 

La TV di regime ha mostrato un Berlusconi caritatevole fra gli alluvionati che non erano nelle condizioni di reagire all'ennesima passerella propagandistica, ma nessuno ha mandato in onda il popolo incazzato radunatosi all'ingresso della Prefettura che ha costretto il presidente del consiglio, con tutto il seguito di servi, ad entrare, come un ladro, dall'ingresso di servizio.
Emblema di servilismo il giornalista del TG2 che ha interrotto la diretta per evitare di mostrare alla nazione la forte contestazione nei confronti di Berlusconi.

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