Movimento Cinque Stelle. Quando i ragazzi hanno un Grillo per la testa

Potrebbe chiamarsi la carica dei giovani che, delusi dalla casta, decide che è arrivata l'ora di non delegare più. E guai a chiamarli antipolitica. Con le loro facce pulite di trentenni, sono loro la politica. I nomi? Giovanni Favia, che conquista in Emilia Romagna il 7% dei voti. Davide Bono, che sfiora in Piemonte il 3,5% con punte del trenta nei comuni No Tav della Valdisusa. Claudio Crimi, che in Lombardia raggiunge quota 2,3%. Certo. A ben guardare, sono solo due i grillini che entrano nel consiglio regionale dell'Emilia Romagna e uno o giu di lì in Piemonte. Ma, volenti o nolenti, il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo si presenta di sicuro come la novità delle Regionali 2010.
La domanda è: era prevedibile questo exploit? Proviamo a guardare dentro la scatola Grillo e cerchiamo di capirci qualcosa. Innanzitutto, a parte il 'Fatto quotidiano', giornali radio e televisioni i grillini non se li sono filati per niente. Non un'apparizione tv, non un'intervista su un quotidiano. Nulla. I canali di comunicazione del movimento sono stati altri: la rete e il radicamento sul territorio.
Il web. Dal blog del comico genovese, uno dei più visitati al mondo, gli Amici di Beppe Grillo si articolano a cascata in centinaia di meetup, forum di discussione in rete che raccolgono come iscritti migliaia di persone. C'è il meetup di Torino, quello di Bologna, di Napoli. Ma ci sono anche i meetup dalle località più impensate: Barberino del Mugello, Valdarno. Nei forum di discussione chiunque può proporre e dire la sua sui temi più diversi: energia, ambiente, lavoro, informazione, democrazia partecipata. Un bailame di post in un piazza virtuale dove la matassa dei pensieri rimane difficilmente districabile. Poi, però, i più attivi non si accontentano del web. Si danno appuntamento nei circoli, nelle sale parrocchiali, nei bar, a casa di amici. E lì fissano gli obiettivi discussi in rete organizzando azioni per le battaglie da fare sul territorio. Intanto dal blog gli strali e le boutades di Grillo bombardano la rete sotto forma di post, clip audio-video, tengono alta la tensione e fanno da motore di aggregazione.
Il radicamento sul territorio. Nelle regionali 2010 in Emilia Romagna, dove il fenomeno Liste Grillo ha fatto il botto, l'auto-organizzazione dal basso è stata coltivata nel tempo. Disinteressandosi di tv e giornali, i ragazzi hanno riscoperto la politica come si faceva una volta e si sono incontrati come semplici cittadini in un contatto vis a vis, da pari a pari. Volantinando per le strade, bussando alle porte delle case. Discutendo dei temi che riguardano tutti. Lontano dal gossip e dalle carte bollate dei Tar. Poi, a ridosso delle elezioni, Grillo c'ha messo del suo. Ha girato l'Italia facendo spettacoli nelle piazze e presentando i suoi candidati dal palco come i sorridenti signor nessuno.
Un lavoro che, nel silenzio dei media, ha fruttato un 7% che alla vigilia appariva irraggiungibile.
Ma, allora, è questa l'antipolitica? O è solo democrazia partecipata?


















