Muore sul lavoro un ragazzo di 18 anni

Ieri è morto sul lavoro, Michele M (non l'ho trovato il cognome), un ragazzo di soli 18 anni, per un grave infortunio sul lavoro, che aveva subito Martedì 25 novembre 2008 (era stato colpito alla testa da un macchinario riportando un forte trauma cranico e una profonda ferita alla testa), ma la maggior parte dei mezzi d'informazione non ha dato importanza alla notizia, c'era da parlare della strage di Erba, di Olindo e Rosa, della loro condanna all'ergastolo.
Come se fosse una novità che sono stati condannati, tutti lo sapevamo che lo sarebbero stati.
Quello che mi domando è questo: perchè dare tutto questo spazio a questa notizia? La notizia sarebbe stata, se con stupore fossero stati assolti. Ma era impossibile, perchè erano colpevoli al 100%, e meritano di pagare con il carcere a vita per quello che hanno fatto.
Tutti i Tg nazionali hanno aperto con la strage di Erba, quando invece avrebbero dovuto aprire con le strage sul lavoro. Possibile che muore un ragazzo di 18 anni, e la maggior parte dei tg non dice nulla?
Sono sconcertato!!!
Sono anni che le morti sul lavoro non fanno più notizia, infatti per andare a finire sui mezzi d'informazione, ne devono morire almeno tre nello stesso giorno.
Ma che paese siamo diventato? Quasi più nessuno s'indigna più, neanche per la morte sul lavoro di un ragazzino di 18 anni.
Questo Governo sta smontando pezzo per pezzo il Dlgs 81 del 9 Aprile 2008, cioè il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, e un sindacato che si rispetti avrebbe già proclamato lo sciopero generale su questo tema, ma invece niente.
Ne muoiono almeno tre al giorno, e anche li niente sciopero generale, ma quando va bene, uno sciopero provinciale o regionale di un ora.
Sono sempre a criticare i sindacati, ma come si fa, io dico come si fa a non farlo?
Devo chiudere gli occhi, tapparmi gli orecchi, far finita di nulla, e pensare va tutto bene nei luoghi di lavoro?
Mi dispiace, ma non c'è la faccio, davvero non c'è la faccio: bisogna indignarsi, e reagire.
Lo so, i miei mezzi sono limitati, ma faccio quello che posso.
Mi arrabbio invece, con chi avrebbe i mezzi per cambiare realmente le cose, e non fa nulla per far si che ciò avvenga.
Casomai il governo non c'è la facesse da solo a distruggere il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, le associazioni datoriali gli vengono in soccorso, stilando un documento con 46 proposte di semplicazione, che hanno inviato al Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che se passano, significheranno una cosa sola: ADDIO Testo Unico!!!
Oltre a fare di tutto per distruggere il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, questo governo, non sta facendo nulla, ripeto, nulla, per sbloccare le assunzioni del personale ispettivo dell'Asl (tecnici della prevenzione), che sono coloro che controllano la sicurezza sul lavoro nella stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro.
Hanno un personale talmente scarso, 1950 tecnici della prevenzione, a fronte di 5 milioni di aziende da controllare, e se le dovessero controllare tutti, ogni azienda riceverebbe un controllo ogni 33 anni, e quindi, considerando la vita media di un'azienda di 15 anni, praticamente MAI!!!
Ma a Sacconi non basta, non sarà contento fino a quando i controlli per la sicurezza sul lavoro non saranno di nuovo in mano allo Stato, basta leggere la nota dell'agenzia Adnkronos, datata 18
novembre 2008, dal titolo "SACCONI, SU SICUREZZA COMPETENZE SONO DI ASL, RIPORTARLE A STATO".
E' facile capire il perchè Sacconi li rivoglia in mano allo Stato....
Infine, sono sicuro che nessun mezzo d'informazione il 6 dicembre 2008 si dimenticherà di parlare dell'anniversario della strage sul lavoro alla Thyssenkrupp di Torino, che costò la vita a 7 operai (morti bruciati).
In quanti, invece, hanno parlato del secondo anniversario della strage sul lavoro alla Umbria Olii di Campello sul Clitunno, che il 25 novembre del 2006, costò la vita quattro operai, che morirono carbonizzati nell'esplosione dell'oleificio?
Pochi o nessuno.
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze.
Email: bazzoni_m@tin.it


















