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NAPOLI: LA CRISI DEI RIFIUTI E L'ODORE DELLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE...

Di fronte alla nuova emergenza rifiuti in Campania (soprattutto nel capoluogo e nell'immediato circondario), Bertolaso non sembra in grado di fornire risposte nette

Allo stesso modo sono senza verbo ed atti consequenziali le novelle amministrazioni di destra (Regione e Provincia) che, da tempo, non hanno dato per niente corso alle loro specifiche competenze in materia.

Il salvifico capo della Protezione Civile è attonito: "Avevamo predisposto tutto, nuove discariche ed il termovalorizzatore di Acerra". Il fatto è che, a gennaio prossimo, le discariche saranno del tutto sature e l'impianto di Acerra, per misteriosi guasti, funziona a scartamento ridotto. E' evidente che la fine dell'emergenza rifiuti, strombazzata in una pomposa conferenza stampa da Berlusconi, a Napoli, nell'estate del 2008, con a fianco "l'eroe" Bertolaso, può a ben donde essere definita l'enessima bufala da parte dell'annunciatore - imbonitore, che, ahinoi, ci governa. Un proclama trasmesso al mondo intero per fini propagandistici e funzionale alle sue fortune politiche. Tutto, come sempre, amplificato dai media nelle sue disponibilità e da quelli a lui compiacenti. Alla fine Berlusconi, con un ossessivo can can mediatico, ha vinto sia le elezioni politiche, che quelle amministrative, mediante un'offerta molto affabulatoria, ma di pochissima sostanza. E Napoli è finita in un gorgo nero e la sua immagine irreparabilmente distrutta e distrutto, o molto ridimensionato anche quanto di eccellente si continua a produrre in città. Al premier invece, il ruolo incontrastabile di uomo della provvidenza ed addirittura di padre della patria. Peccato che sia stata operata una vera e propria manipolazione della verità. Perché la vantata risoluzione definitiva era una semplice lavata di faccia e rimanevano intatti i nodi di base.

Nell'estate del 2008, mentre non si era ancora disperso nell'aria l'eco del "messaggio universale" del Presidente del Consiglio sulla normalizzazione dello smaltimento dei rifiuti, la periferia di Napoli e le altre provincie della Campania rimanevano intasate di spazzatura. In particolare la provincia di Caserta mai (e dico mai) è stata liberata dalla monnezza. Ma questo aspetto merita una postilla a parte, in quanto viene chiamato in causa il famigerato Consorzio Unico di Bacino Napoli - Caserta, oggetto di indagine da parte della Magistratura per illegalità varie, clientelismo diffuso e voto di scambio a favore del PdL. Così come sono ancora in corso indagini, che riguardano disordini e sabotaggi in città, al tempo dell'emergenza, con il connubio manifesto tra destra politica e malaffare (vedi il caso del consigliere di AN, Nonno) . Senza dimenticare Alemanno, in quel periodo, in trasferta presso le varie discariche della regione, a sabotare il piano predisposto dal governo Prodi. Nonché preti e prelati intenti ad officiare fuori le medesime discariche.

Sarebbe opportuno chiedersi dove sia stata portata da Berlusconi e da Bertolaso la spazzatura, tanto da far gridare loro al miracolo, visto che non vi erano più posti disponibili, ove scaricare. Credo che risposte a riguardo dovrebbero arrivare con chiarezza ai cittadini da chi di dovere e dovrebbero indagare anche "i soloni" dell'informazione in maniera indipendente. Oltre la scia della stella cometa del messaggio berlusconiano e senza seguire gli opportunismi di questa o di quella fazione politica.

Il piano, messo a punto da Berlusconi e Bertolaso, si è rivelato non strutturale e solo un insieme di soluzioni tampone. Tra l'altro, portati avanti con i soldi stanziati dal precedente governo Prodi. La destra al potere ha fatto ancor di più, in modo peggiorativo, procedendo a tagli indiscriminati agli enti locali, rendendo impossibile l'azione amministrativa in molti campi. Nel nostro caso, venendo meno i fondi necessari, anche la raccolta differenziata è a forte rischio. I Fas, spettanti alla regione Campania, sono stati utilizzati dal governo per coprire altre emergenze nel settentrione d'Italia e per il terremoto in Abruzzo. Alla regione Campania, da tenere in conto il fatto che è andato a dirigerla un pallido ragioniere o semplice esecutore di destra, il craxiano Stefano Caldoro, della cui insipienza politica e dall'assoluta dipendenza da Roma e da i dictat di Tremonti, ogni giorno sono piene le pagine dei quotidiani locali. Anche di quelli più filo - governativi. Idem discorso per la provincia di Napoli, dove l'ineffabile Cesaro, PdL, indagato per camorra, ricoprendo anche il ruolo di deputato, passa gran parte del tempo nella capitale, più che pensare seriamente ad espletare le sue funzioni.

Emerge nitida, in questo scenario così deprimente e preoccupante, la figura del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Donna tenace e coraggiosa, interprete fedele della Costituzione e rispettosa delle Istituzioni. Costretta a fronteggiare attacchi, provenienti dalla sua stessa maggioranza per meri interessi di bottega. La quale Iervolino dice sempre la verità ai suoi concittadini sulla mancanza di fondi, per poter ben operare,  soprattutto sul fronte sempre caldo dei rifiuti. Ma che viene raffigurata come amministratrice perbene, ma inetta. Personalmente vado controcorrente ed al momento considero il mio sindaco l'unica garanzia democratica per Napoli. Allorché diventa sempre più manifesto l'abbraccio mortale tra certa politica e la malavita organizzata. Ma tant'è, si è praticamente impossibilitati a guardare intorno e poter ragionare e discernere fuori dal clima di eterno batage pubblicitario, in cui si è avvolta la vita pubblica italiana.

In città, tra uomini e donne di buona volontà democratica, si aspetta con ansia il risultato delle molte inchieste della Magistratura, che riguardano proprio l'aggrovigliata vicenda dei rifiuti, con complicità diffuse e finanche il voto di scambio, come già accennato, alle ultime elezioni regionali ed a quelle per la provincia di Caserta. Così diventa centrale capire e sviscerare il ruolo del Consorzio Unico di Bacino Napoli - Caserta, con i suoi disservizi, sprechi e come considerevole serbatoio di voti per il PdL. E su tutto l'ombra dei casalesi. Per non parlare degli effetti della cosiddetta P3 nella nostra regione e con un complotto, che pare ordito dallo stesso Cosentino, ordinatore PdL della Campania, da tempo indagato per camorra ed aspirante alla carica di governatore contro Caldoro. Quest'ultimo eletto alla fine anche tramite una parte di quei voti sub - judice.

 Nella prossima primavera si andrà a votare per le amministrative ed il voto interesserà comuni importanti, tra cui Napoli. Ma ecco che riesplode la crisi dei rifiuti. Visti tutti i retroscena, compresi i più oscuri, c'è da chiedersi se sia un caso o se, ancora una volta, apparirà l'uomo della provvidenza, che "verbalmente" risolverà ogni cosa, appropriandosi anche del comune di Napoli. Non è questa un'iperbole, in quanto la monnezza di Napoli si rivelata ricchezza per Berlusconi ed a lui non manca di veicolare un'altra crisi, per mietere ulteriori bottini politici. A tal proposito alta dovrebbe essere la vigilanza democratica, affinché non si giocasse spregiudicatamente sempre sulla pelle della gente comune ed incolpevole. E' ovvio che l'esortazione è estesa a tutti i cittadini ed a quei politici progressisti (da Nord a Sud), i quali, durante la fase dell'emergenza, sono stati resi muti e ciechi, inermi dalla poderosa macchina da guerra berlusconiana, che in realtà era schierata sul "nulla eterno". Ed ai quali, mi sembra, che sia bastato, nella sostanza, il fatto che per tutti abbia pagato un prezzo politico e personale altissimo il solo Bassolino, molto di più delle sue oggettive responsabilità. Accollandosi anche le deficienze e l'incuria degli ultimi governi di centro-sinistra.

Ultimissime da Bertolaso. Il capo della Protezione Civile, a proposito del ritorno dei rifiuti nelle strade di Napoli ed a fronte dei rinnovati tumulti vicino alle discariche, si attarda in quel che gli riesce meglio: scaricare le responsabilità su altri soggetti istituzionali. Gli si rivolta contro anche "l'amico" presidente della provincia di Napoli, Cesaro: "Bertolaso, mantieni le tue promesse!" A riprova delle cose lasciate insolute. Ma la chicca più bella rimane una dichiarazione in TV del Dott. Bertolaso, nella quale egli afferma che, se dietro la rinnovata crisi, i sabotaggi e le rivolte popolari, c'è per caso qualche manina malavitosa, né lui, né tantomeno il governo che rappresenta, potranno tollerare una simile situazione.

Comico, se non fosse drammaticamente tragico. Se solo si pensa al fuoco di sbarramento, per difendere in Parlamento Nicola Cosentino, " o mericano", indagato per camorra ed ancora, inspiegabilmente, ancora coordinatore PdL in Campania, nonostante le gravissime accuse.

"Ho detto tutto", diceva Peppino De Filippo in un famoso film con Totò. Mi sembra pertinente appropriarmi dell'esclamazione del grande attore.

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