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Nel Malpaese...

Spigolature,divagazioni, riflessioni e note sulle incredibili storie di questi ultimi giorni e che sono il frutto di anni da basso impero

In questi giorni in cui oltre al processo breve e la riforma della giustizia si parla di scandali e processi per prostituzione, si è infilata la nota paradossale e buffa della prescrizione breve, subito smentita e ritirata. Questa volta il più realista del re è il volenteroso pidiellino Luigi Vitali, che ha infilato la sua proposta nel vortice di vergognosi escamotage e compra vendite di voti e di coscienze, per salvare il collo del cavaliere. A questo proposito voglio riportare un logico e lucido intervento letto su un blog:

... io vorrei invitare tutti i fan di Berlusconi a una riflessione: vi siete mai chiesti perché i legali del cavaliere invece di parlare di carte che presenteranno per dimostrare l'assoluta innocenza del loro assistito, invece di tranquillizarci con l'esistenza di prove che sicuramente scagioneranno l'imputato da ogni accusa, si affannano solo a cercare scappatoie quali il conflitto di attribuzione, il legittimo impedimento, la modifica di leggi fatte, guarda un pò, giusto per consentire la prescrizione dei reati del loro assistito? Allora non è legittimo che chi, come me, in Berlusconi non ha mai creduto, cominci a dubitare della sua presunta innocenza? Non diteci che noi condanniamo prima del processo, il problema è che di questo passo al processo non si arriverà mai!”

E infatti la questione fondamentale è proprio questa: sottrarre il plurindagato e imputato cavaliere alle sue responsabilità è diventato una specie di sport nazionale, una sorta di gioco di società che assorbe tutte le energie e l’attenzione degli avvocati del premier, che guarda caso sono anche deputati.

Nel frattempo si fanno pronostici, previsioni, scommesse su tutto: su quanto durerà il governo, su chi il premier attaccherà, insulterà, offenderà con la prossima esternazione (poi naturalmente subito smentita, ça va sans dire), su chi gli costerà di più: le ragazze del bunga bunga o i deputati acquistati di recente... o si dice acquisiti? Mah... ma soprattutto il borsino dei pronostici e delle congetture riguarda l’amletica domanda: ce la farà a scansare anche questi processi o no?

Intanto il paese naufraga miseramente, l’ attività parlamentare è ferma, salvo che per far passare decreti legge come il milleproroghe – che salva i morosi delle quote latte e per pagare le loro multe taglia i fondi per la ricerca sul cancro – o il federalismo comunale che farà lievitare le tasse e taglierà i servizi e tutto questo perché Berlusconi deve tenersi buona la Lega.

Ma nonostante tutto questo e altro ancora, non è difficile prevedere che lui non pagherà mai per i reati commessi. Comprerà, baratterà, inventerà, corromperà pur di scamparsela ancora. E ce la farà, ormai è chiaro a tutti, perché il paese ha cominciato a somigliargli.

Ovunque altrove, invece, chiunque occupi un posto istituzionale e commetta un reato o perfino una semplice scorrettezza, si dimette all’istante per rispetto della carica, di sé e degli altri. Recentemente il ministro tedesco von Guttenberg si è dimesso per aver scopiazzato parte della sua tesi di dottorato ( bastavano un po’ di virgolette in più e non avrebbe avuto problemi, perché le citazioni virgolettate anche lunghe sono assolutamente legittime) e a chiederglielo sono stati i suoi stessi compagni di partito, indignati. Ma la Germania è un paese civile e normale. Qui invece Berlusconi è incorso in reati anche pesanti, come il falso in bilancio – tanto per dirne uno che in altri paesi ha pene pesantissime – poi si è cucito addosso delle leggi che depenalizzassero i suoi reati, mentre cortigiani e lacchè applaudivano entusiasti, giustificandolo e scusandolo oltre il ragionevole e il lecito e nel contempo accusando la magistratura che lo perseguiva di essere comunista. Come potrebbero, i tedeschi ( ma anche gli altri popoli civili), capire perché permettiamo che succeda questo, in Italia?? Non lo capiamo noi!

Ma per tornare a Guttenberg ( c’è un destino nel suo nome!), ai libri, alle copiature e alle dimissioni, fra i reati che vengono attribuiti al cavaliere si può annoverare perfino il plagio ( non si è fatto mancare nulla, davvero...). E qui non si tratta di semplice scopiazzatura, di frasi saccheggiate qua e là: lui – sempre megalomane – si è rubato un libro intero! Infatti a metà degli anni ‘80 si attribuì un intero saggio di Luigi Firpo su Tommaso Moro (Thomas More), compresa la traduzione dal latino.

Nel 2006 Marco Travaglio raccontò il fatto su Repubblica, con dovizia di particolari e qui ne riportiamo un lungo brano (debitamente virgolettato!) per chi non lo avesse letto e si fosse persa questa divertente e ridicola performance del cavaliere, raccontata direttamente dalla moglie di Firpo, morto alla fine degli anni ’80, allo stesso Travaglio:

...«Era subito dopo le vacanze estive, credo in settembre. Firpo (lei lo chiama rispettosamente così, ndr), quando scoprì in tv che Berlusconi aveva copiato la sua versione dell’ Utopia, si attaccò subito al telefono per avere quel libro. Gli risposero che era un’edizione privata, in pochi esemplari, riservata all’entourage del Cavaliere. Ma lui, tramite l’ associazione milanese degli Amici di Thomas More, riuscì a procurarsi una copia in visione. La sfogliò e sbottò: “Non è un plagio, è peggio! Quello ha copiato interi brani della mia prefazione e la mia traduzione integrale dal latino, mettendoci la sua firma. Non ha cambiato nemmeno le virgole!“. Prese carta e penna e scrisse a Berlusconi, intimando di ritirare subito tutte le copie e annunciando che avrebbe sporto denuncia. Qualche giorno dopo squillò il telefono di casa: era Berlusconi». A questo punto inizia un irresistibile balletto telefonico, con il Cavaliere che cerca scuse puerili per placare l’ ira dell’ austero cattedratico, e questi che, sbollita la furia, si diverte a giocare al gatto col topo. Firpo minaccia di mettere in piazza tutto e trascinarlo in tribunale. «Berlusconi – ricorda la moglie – incolpò subito una collaboratrice, che a suo dire avrebbe copiato prefazione e traduzione a sua insaputa. E implorò Firpo di soprassedere, pur precisando di non poter ritirare le mille copie già stampate e regalate ad amici e collaboratori. Firpo, capito il personaggio, cominciò a divertirsi alle sue spalle. Lo teneva sulla corda con la causa giudiziaria. E Berlusconi continuava a telefonare un giorno sì e un giorno no, con una fifa nera. Pregava di risparmiarlo, piagnucolava che uno scandalo l’ avrebbe rovinato».


Berlusconi Erasmo   BerlErasmo


Di questo scontro restano delle lettere e un biglietto di scuse in cui il caimano, diventato una lucertolina timida e imbarazzata, chiudeva con un appello accorato “ per carità non mi rovini!”.

Dimentico di questa figuraccia, qualche anno dopo si esibì in una prefazione all’”Elogio della follia” di Erasmo da Rotterdam, in cui con incredibile faccia tosta osò scrivere “Subito mi catturò l’ammirabile dedica a Tommaso Moro, che già conoscevo per l’Utopia: non riuscii a staccarmi dalla lettura se non dopo aver terminato l’ultima riga......”

Vista l’esibita propensione e millantata sapienza in campo filosofico del cavaliere, recentemente all’Università di Verona, dei giovani studiosi di Filosofia hanno pubblicato un volumetto miscellaneo sulla “filosofia” del cavaliere. Ma alla domanda dell’intervistatore ad uno degli autori su quali siano i filosofi di riferimento del cavaliere, risponde Lorenzo BerniniNon credo proprio che Berlusconi si ispiri a pensatori o filosofi. Ha solo fatto finta di curare una edizione di Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam, firmando la prefazione, e regalando le copie ai dipendenti Fininvest. No, per filosofia intendiamo analizzare i suoi gesti e le dichiarazioni con un taglio filosofico, cercare di interpretare il senso del fenomeno.”

E poi spiega cosa c’è nel volume: “L’idea è nata tra i corridoi del Dipartimento di Filosofia, discutendo delle implicazioni degli scandali Noemi e D’Addario. L’insieme dei testi non si occupa solo delle questioni sessuali, ci accomuna lo sforzo di andare al di là delle ricostruzioni storico giornalistiche o delle considerazioni sociologiche. Anche il ‘Corpo del Capo’ di Belpoliti, si sofferma più sul piano della comunicazione e dell’immagine....” e poi specifica “... anche se come dicevo siamo partiti dalle vicende Noemi e D’Addario, di cui abbiamo tenuto conto con molto rigore, indicando scrupolosamente le fonti nelle numerose note. Abbiamo il testo del curatore Carlo Chiurco che legge il berlusconismo come esito del nichilismo compiuto, Gianluca Sciolla che analizza il concetto di ‘osceno’, Italo Sciuto su ‘La miseria del cattolicesimo’ sulle ragioni, più politiche che filosofiche, per cui la Chiesa ha di fatto per molti anni sostenuto Berlusconi...

Un libro dunque dedicato, sia pure ironicamente, alla “filosofia di vita” del premier...mah... ha un senso dargli ancora tanta importanza? Quando ne ha quanta Ruby, la escort marocchina, che partecipa al virginale ballo delle debuttanti austriache, sgargiante in un lamè d’oro (un’allusione al denaro?) e mette la ciliegina sulla torta, sputando sull’Italia del cavaliere. Intervistata dalla tv austriaca e riferendosi al gran ballo viennese dice infatti “ qui c’è gente elegante, mica come in Italia...” Evidentemente conosce solo i bunga bunga a casa del premier...

Insomma, ci pare ci sia un diffuso collasso del buon senso, del buon gusto, della misura...

Lo so, sto divagando... ma il fatto è che davanti all’incalzare dello sfascio, uno vorrebbe parlare di tutto, rispondere a tutto, ribellarsi, reagire, visto che l’opposizione non lo fa. Non almeno con l’incisività e anche la durezza che sarebbe necessaria e questo francamente è molto frustrante.

Ma torniamo agli ultimi ( in ordine di tempo, non illudiamoci di dare alla parola un altro senso)... ai recenti contorcimenti del cavaliere, che cerca di sgusciare dalla rete della giustizia, circondato dai suoi avvocati, nonché parlamentari di questo parlamento abborracciato e pieno di gente nominata e non eletta. Solo la certezza che siano stati nominati dai partiti e non votati da qualcuno ci fa superare il ribrezzo per la vendita all’incanto dei voti, per il mercato delle coscienze di cui siamo stati testimoni, in questi tempi scannati.

Se una donna vende il suo corpo la chiamano con disprezzo puttana, ma un uomo che vende il suo voto non è molto peggio? Eppure non ha un nome specifico altrettanto infamante. Voltagabbana, traditore, venduto, mercenario, sono ancora poco, infatti, e non rendono l’idea del marciume, del cinismo, della mancanza di dignità, della bassezza morale, della inadeguatezza di chi compie una scelta del genere. Perchè mentre la puttana vende qualcosa che è suo e che riguarda solo lei, chi vende il proprio voto vende anche la carica prestigiosa che ricopre e che rappresenta un intero popolo.

Todos caballeros

Per fortuna non sono molti, ma quelli che non si possono comprare si possono zittire, magari con campagne di stampa infamanti. Per far questo ci vogliono giornali e TV conniventi, o trovate strampalate e penose, come i conduttori televisivi a rotazione.

Da dove sia nata una simile idiozia non è difficile capirlo: il cavaliere si lamentava perché nelle trasmissioni televisive della Rai, dedicate alla cronaca e attualità politica, i conduttori sarebbero tutti di sinistra e che a questo si doveva porre rimedio. Ma come? Come farebbe a sostituirli, con chi? Con Ferrara, o con Sgarbi o con quel talebano di Socci, cacciato via perché era così fazioso che non lo sopportavano più nemmeno i suoi?

L’idea dell’alternanza è venuta (ufficialmente) a un pidiellino della commissione di vigilanza RAI, certo Alessio Butti, un vero genio delle telecomunicazioni. A spiegazione dell’idea di far condurre una settimana Annozero a Santoro e una settimana magari a Sallusti, ha detto «Occupare sempre le serate di martedì e giovedì è diventata una rendita a vantaggio di alcuni conduttori». Come se fossero i giorni della settimana, come fossero il martedì e giovedì i responsabili del seguito e del successo di Annozero o Ballarò e non i conduttori. Come se il pubblico che segue Santoro e Floris ascolterebbe Sallusti o Belpietro nello stesso modo e nello stesso numero, se occupassero quelle giornate. Ma chi caspita ha messo questo fine pensatore in un posto di responsabilità??

E vogliamo ricordare anche l’altra idea geniale, poi subito accantonata? Quella secondo cui se in un programma che va in onda il lunedì si parla di un argomento, per tutti gli altri giorni della settimana nessun altro programma ne può parlare? Ganzissima... ma li scelgono a Zelig?? Poi si lamentano che nessuno voglia ascoltare i conduttori della destra: se il livello intellettuale è questo...

Berlusconi plastico

Qualcuno ha ricordato che Ernesto Galli della Loggia sosteneva che la cultura di questa destra non poteva mettere in crisi l’egemonia della sinistra, perché era all’altezza di fare solo battute da bar. Beh, è vero.... o meglio: era vero prima che Bersani lanciasse la raccolta di 10 milioni di firme su internet...

E’ venerdì, ma è possibile che le esternazioni, le ideazze e le cavolate della settimana non siano finite: il cavaliere ci ha abituato ai suoi continui incontrollabili conati di rabbia e di veleno sulle istituzioni, sulla magistratura, sul Quirinale e sulla scuola, e quelli non hanno un giorno preferito della settimana per alzare l’audience: tutti i giorni vanno bene. Anche se non sono martedì e giovedì.

Così noi cittadini abbiamo tante cose su cui vigilare: dalla Costituzione, alla scuola, al nucleare, ai beni culturali... a proposito: Bondi se ne va, lascia il Ministero. Non l’avesse detto nessuno se ne sarebbe accorto, tanto è stato significativo il suo mandato, tale è l’impronta che ha lasciato... già, una bella impronta di scarpe sulle macerie di Pompei. Chissà se mentre venivano giù muri e affreschi lui, novello Nerone, componeva le sue poesie...

Beh, lasciatemi chiudere con un pensiero di Marcel Proust, tanto per restare sul culturale...

La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l’arte, ma quella che, disseminata di capolavori, non sa né apprezzarli né conservarli.”

Ammettiamolo: sembra rivolta a noi, ci sta a pennello...

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