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Non mi svegliate

Testimonianza della festa in Piazza del Quirinale che ha accompagnato l'uscita di scena di Berlusconi

Non mi svegliate. Sto facendo un sogno meraviglioso: è sabato sera, sono in Piazza del Quirinale a Roma, con la famiglia, in mezzo a una moltitudine, migliaia, di cittadini festanti. Accanto a noi, un’orchestrina, con tanto di spartiti e direttore intona l’Alleluja di Hendel, e poi l’inno di Mameli, Bella ciao, Va’ pensiero..e tutti cantiamo insieme, a squarciagola. Si vede, dev’essere prorio un sogno..

Ma che è st’assembramento? Da chi è organizzato? Non si vede una bandiera di partito o sindacato, né tantomeno un qualsivoglia, neppure se-dicente, rappresentante o leader. Bottiglie di spumante, atmosfera ‘mundial’, aria di festa e basta ; accanto a me un distinto e attempato signore (a occhio un docente universitario, un professionista acclarato o un dirigente d’azienda) avvolto in un tricolore indossa spavaldamente uno scolapasta a mo’ di elmetto: si, è proprio un sogno.

Ma la certezza del contesto onirico nel quale, felice, guazzo, me la dà una giovane coppia con bambino, appollaiato su un lampione davanti l’ingresso del Palazzo della Consulta: il Caimano si dimette, si aspetta che salga al Colle per ‘rassegnare le dimissioni’ come usa dire, nelle mani del Presidente. Mi convinco che trattasi di sogno alcolico: forse ieri sera ho ecceduto con quel bianco dei castelli.. mi sa.. E quale sarebbe la motivazione ? Pare che l’Imbonitore, il Venditore di Tappeti, il Piazzista sia stato costretto, dai ‘partners europei’ (gente normale, niente di che) a ad aprire il suo campionario e a svelare la natura farlocca della sua merce.

Nessun rimedio miracoloso alla crisi economica, peraltro smentita per mesi, nessuna manovra strutturale, nessun ‘piano di crescita’, nessuna ‘rivoluzione liberale’, niente di niente.

Si sfalda, si sbriciola anche l’esercito di servi di cui si era circondato, al prezzo di prebende, incarichi ed estinzione istantanea di mutui onerosi: Stracquadanio che gli firma contro ma poi ci ripensa, la Carlucci che corre tra le braccia di Pierferdy, Formigoni, persino Scilipoti, il motivo principale (dopo la mafia) per vergognarsi di essere siciliani, è stato indeciso se votargli contro la fiducia: poi, ha fatto un epico discorso sui mercenari in politica (sì, sì, è un sogno).

Poi, improvvisamente, un boato da stadio, un clamore assordante mi sveglia: Appare un cellulare della Polizia: (per un istante ci illudiamo che sia stato direttamente ‘tradotto’ nella sua più idonea residenza) che precede una lussuosa auto blu: è lì, livido, terreo, non osa accennare nemmeno a quella specie di saluto a mano ‘quasi tesa’ (lì la pillola blu non agisce) che osa adottare da qualche tempo.

Non sogno, son desto, e con me tutti i miei festanti compatrioti: se ne va! se ne va! se ne va! E’ tutto vero, ma voi, cari amici, per sicurezza, non mi svegliate.

Azioni sul documento

C'ero anch'io !

Inviato da gquattrocchi il 17/11/2011 16:37
Caro Citto,

Queste tue brevi parole riescono ad esprimere pienamente quanto in quella fantastica serata d'autunno vibrava nel nostro cuore e in quello di tanti Italiani! Ci hai raccontato la più bella pagina di storia degli ultimi venti anni; un giorno potrai ricordarla "viva voce" ai figli dei nostri figli, dicendo loro: "c'ero anch'io" !!!.

Pippo Quattrocchi
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