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O capitano, mio capitano…

Mentre la nave della Costa Crociere si inclinava nell’acqua, il suo capitano scappava su una scialuppa, fregandosene della sorte dei passeggeri. Oggi tutti gridano allo scandalo indignati, ma è davvero un fatto così isolato, o è l’immagine emblematica di una certa classe dirigente?

I giornali e i TG in questi giorni sono pieni della drammatica vicenda del naufragio della nave da crociera Costa Concordia, coricata sugli scogli davanti all’isola del Giglio come una balena in secca, grazie alla imperizia e al pressapochismo del suo capitano. E fosse solo una questione di incompetenza: il capitano sembra che abbia abbandonato la nave e i passeggeri al loro destino e abbia guadagnato la riva, mettendosi in salvo senza preoccuparsi d’altro che della propria vita. Non basta: dopo aver distrutto lo scafo della nave, mandandola a sbattere contro gli scogli, ha negato che ci fosse un danno serio e che ci fosse una emergenza grave, ha mentito ai passeggeri e alla capitaneria di porto di zona, parlando di leggeri danni all’impianto elettrico. Questo comportamento da struzzo ha provocato un ritardo nell’evacuazione della nave, che si è svolta nel caos, quando ormai non era più possibile negare l’evidenza del naufragio e senza direttive precise, dato che lui era già sceso dalla nave. Oltretutto, nell’impossibilità di mettere in mare le scialuppe per via dell’inclinazione della nave, i passeggeri sono stati costretti a scendere a piedi lungo il fianco della nave - ormai sdraiata sul fondo - o a tuffarsi in acqua e a raggiungere a nuoto la riva vicina e gli scogli intorno. In questo abbandono disordinato e pericoloso molte persone sono scomparse, forse morte. Se tutto fosse avvenuto con tempestività, invece, tante vite non sarebbero state messe in pericolo. Ma il capitano continua a negare ogni responsabilità: perfino la colpa di essere finito contro gli scogli non sarebbe sua ma delle carte nautiche che non ne segnalavano la presenza! Balla gigantesca e ridicola, smentita da tutti oltre che dalle carte, e fra l’altro controproducente, dato che lui faceva quella rotta da sempre! E poi dopo aver fracassato la nave è scappato come un bambino che sa di averla fatta grossa e, come dicevamo, ha pensato solo a mettere in salvo la propria vita. Nessuna considerazione per quelle dei passeggeri affidati a lui e che la sua balordaggine spaccona aveva messo in pericolo.

Nave 03

Ma tutto questo cumulo di bugie e di scuse, questa infingardaggine, questa cialtroneria non ha per noi nessun sapore di novità: per tutti questi anni di governo del cavaliere non abbiamo conosciuto e visto altro, a proposito di capitani coraggiosi! E si parla pure di una donna che sarebbe stata in sua compagnia e non risulterebbe nella lista dei passeggeri, tanto per restare in tema di similitudini…

E’ troppo facile, tuttavia, e non basta dire – come è stato fatto da molti – che questo naufragio è una metafora dell’Italia in questa contingenza storica e che come la nave anche il Paese è stato guidato con incosciente imperizia verso l’abisso. Certo, c’è del vero, ma non basta più fermarsi alla mera constatazione dei fatti, si debbono fare anche le giuste considerazioni e prendere decisioni anche difficili ma necessarie per risalire la china, impegnandosi solidarmente per venirne fuori e smettendola con le difese lobbistiche e il puerile egoismo.

E a proposito di quest’ultimo: ma come mai una persona come Schettino è diventata capitano di una nave così importante? Uno che guida la nave in modo spericolato, come fosse una ferrari in pista: un filmato amatoriale fatto nel settembre scorso da una barca vicino a Ischia, mostra la nave lanciata a tutta velocità fra alcune piccole imbarcazioni, che rischia di travolgere. I commenti dei marinai di una delle imbarcazioni sono senza appello, ma oltre gli insulti c’è una frase interessante: uno dice “con questo abbrivio e chi lo ferma?” http://www.immenso.org/20933/video-shock-francesco-schettino-sfiora-incidente/

E’un commento che deve far riflettere sulla dinamica dell’ attuale incidente: è possibile, infatti, che anche davanti all’isola del Giglio la nave fosse lanciata a folle velocità, Schettino deve aver calcolato male la rotta ed è passato troppo vicino alla costa e a quel punto anche se avesse visto gli scogli, veloce com’era, non avrebbe avuto margini di manovra e non avrebbe potuto far altro che schiantarsi contro. E al porto di Palermo nel 2008? Fu solo il forte vento a sbattere quel gigante d’acciaio sulla banchina ( ma che vento è quello che riesce a spostare 114.147 tonnellate???), o contribuì anche qualche errata manovra troppo veloce?

http://www.meridiananotizie.it/2012/01/cronaca/palermo-nave-costa-su-youtube-video-incidente-concordia-nel-novembre-2008/

Che il comandante Schettino inoltre avesse l’abitudine di passare troppo vicino a mete turistiche rilevanti per fare il cosiddetto “inchino”, un saluto particolare, è la stessa Costa Crociere a dirlo e a vantarsene in una pagina promozionale ora cancellata, ma riportata in alcuni altri siti web:

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A noi non interessa qui stabilire se in questo rito fosse d’obbligo avvicinarsi oltre ogni normale e ragionevole precauzione alla riva, ma pensiamo che anche finire sugli scogli com’è successo non sarebbe stato una tragedia, se il comandante avesse riconosciuto il proprio errore, si fosse assunto le sue responsabilità e da subito avesse organizzato l’evacuazione della nave: i passeggeri sarebbero stati salvi e a rimetterci sarebbe stato solo lui. E se fosse stato un minimo intelligente sarebbe magari riuscito perfino a venirne fuori bene, dimostrandosi comunque in grado di far fronte anche all’emergenza più negativa. Invece è stato solo capace di scappare a gambe levate e di balbettare alle rampogne del suo superiore, in una telefonata veramente devastante. Per questo sul web circola un filmato in 3D in cui lo si mette alla berlina. http://www.immenso.org/20937/ricostruzione-3d-naufragio-concordia-capitan-codardo-schettino/

Ma il peggio è che ne esiste una versione anche in cinese, a dire come lo sputtanamento sia ormai a livello mondiale:

http://www.rete24.com/108560/francesco-schettino-diventa-capitan-codardo-il-video-spopola-su-youtube

Diciamo che il comandante Schettino è ormai un uomo finito, salvo improbabili colpi di scena. Nel senso che non solo la sua carriera è conclusa e il suo prestigio sociale è azzerato, ma che è bollato ormai da tutti e resterà nella storia della marineria come incapace e vigliacco. Così come il mondo non dimentica Edward J. Smith, il famoso comandante del Titanic, che si inabissò con la sua nave, o il coraggioso Piero Calamai comandante dell’Andrea Doria, che salvò con efficienza e velocità i suoi passeggeri e scese per ultimo dalla sua nave, costretto dai suoi ufficiali tornati indietro a prenderlo, così Schettino verrà ricordato come quello che è scappato per primo, come un qualsiasi topo di sentina.

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O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è finito,
La nave ha superato ogni tempesta, l'ambito premio è vinto,
Il porto è vicino, odo le campane, il popolo è esultante…

Così scriveva nel 1865 Walt Withman, in morte di Abramo Lincoln. La nave era l’America, che aveva superato la terribile tempesta della Guerra Civile, guidata dal suo grande Capitano, il presidente Lincoln, che si era battuto contro lo schiavismo, ma che aveva pagato con la vita il suo impegno abolizionista e umanitario, ed era stato assassinato a teatro da un irriducibile sudista. Che c’entra, direte voi, questa poesia con la tragedia della Costa Concordia e del suo squallido capitano? Assolutamente nulla, ma c’entra invece molto con l’idea di coraggio e di forza indomita che sempre ha avuto nell’immaginario collettivo la figura del comandante di una nave, tanto che Withman per trovare una metafora che sia all’altezza del suo amato Presidente utilizza quella marinara e lo paragona al Capitano di una nave.

Schettino segna una cesura, un punto di svolta di non ritorno, in questa tradizione di rispetto per la figura del comandante, che è sulla sua nave “capitano dopo Dio”. Lui è solo un meschino “si salvi chi può”.

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Travaglio - Servizio P. 9/02/2012

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