Perchè la stampa tace o smorza la "Chernobyl del petrolio"?

Cari direttori,
solo Liberazione ha messo ieri LA CATASTROFE ECOLOGICA in prima pagina. Oggi , sull´Unità dobbiamo andare a Pg. 30 (intervista a Pratesi), su Repubblica (che pure ha mandato un inviato nel Golfo a BILOXI) dobbiamo andare a pg. 17 , sul manifesto a pg. 8 (articolino!) e il Fatto , pur sollecitato, oggi tace .
C´è una questione di priorità quotidiana della notizia , ma c´è anche una questione di rilevanza e di impostazione culturale e politica.
Pratesi, intervistato dall´Unità , dice che si tratta della CHERNOBYL DEL PETROLIO , parla di "dimensione enorme" della marea nera e dice che " il giacimento da cui sgorga il greggio può essere immenso , senza fine".
Anche la Repubblica parla di un "mostro nero da 210 mila galloni di greggio al giorno". Siamo , quindi, di fronte all´incommensurabile. Ma l´informazione nostrana e mondiale , anche quella che sfugge al REGIME , tace svia smorza nasconde . E non coglie le implicazioni profonde della CATASTROFE in atto . Perché la falla enorme emette petrolio continuamente dal 20 Aprile e i "rimedi" della Bp ( le cupole per intrappolare il petrolio...) esprimono solo la "follia tecnologica" distruttiva
e disperante di chi vuole fare credere al mondo che "tutto è riparabile e reversibile". Anche Pratesi , infatti, indugia sulla "quantificazione del danno ecologico sociale e ambientale" - si può quantificare la distruzione della biodiversità della bellezza del paesaggio dell´unicità di un habitat naturale vitale ? è REVERSIBILE ? - scusa Obama e ne apprezza la decisione di sospendere le TRIVELLAZIONI ( dimenticando che il Presidente aveva dato l´autorizzazione pochi giorni fa...assieme alla "riscoperta" del nucleare...venendo meno alle "promesse" sulla Green economy...) e cita , quale "scusante" pro Obama l´enorme consumo delle auto americane.
Senza mai dire che per salvare la vita e la terra bisogna smetterla con le estrazioni e le trivellazioni . Radicalmente. Puntando subito sulle energie alternative e il risparmio e cambiando stili di vita. Ma il punto è proprio questo : non si può separare la questione ecologica e ambientale dalla questione economica e sociale , dal mito della CRESCITA e dello "sviluppo" e da uno stile di vita energivoro petrolifero e distruttivo.
Perché dalla Crisi , che è strutturale , le multinazionali del petrolio e i politicanti di riferimento , vogliono "uscire" continuando a produrre auto ( come promette anche il MILIARDARIO Marchionne mentre delocalizza e licenzia operai...con i suoi SEI milioni di auto dei prossimi anni...) e continuando a proporre la mobilità di uomini e merci su gomme e con una filiera lunga e planetaria . IL SISTEMA di "sviluppo" in cui siamo inseriti è Capitalistico e fa la guerra agli uomini/donne ai luoghi E BENI COMUNI... all´aria all´ambiente alla natura . Il problema storico è il suo "superamento" prendendo coscienza che la salvezza passa attraverso un pensiero ecologico olistico capace di pensare e progettare un nuovo modo di vivere in un rinnovato rapporto con la natura. D´altronde la HALLIBURTON (di CHENEY!) che costruiva la piattaforma per la Bp è la stessa che ha fatto affari d´oro con la guerra per il petrolio dell´IRAQ raccontata al mondo delle folle planetarie come "guerra per la
democrazia".


















